È nella falsità delle parole
che tormente impietose
forgiano lame di ghiaccio
nell’incandescente crogiulo
della stella del mattino.
Alla levata eliaca,
prima che la grande stella s’affacci
semi dell’oscuro Io
precipitano nei solchi,
ferite aperte
incise da vuote loquacità,
germogliando Gorgoni decapitati.
Rilasciate dal freddo marmo
voci dormienti
s’accodano e s’intrecciano
cavalcando libertà
distendendo filamenti di coscienza,
bozzoli d’amore
nell’armonia delle parole.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © 18 settembre 2008
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