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lunedì 1 giugno 2026

Fumo nell'aria

 


Fumo nell'aria


da tempo c'era fumo nell'aria
sapeva di nomi cancellati
e pensieri addomesticati

non pensavo che libertà
bruciasse così in fretta

sul marciapiede di casa
è caduto un bambino straniero
nessuno si è fermato o dispiaciuto
al momento neanche calpestato
è solo un segno più scuro
sul manto grigio
passeranno a lavarlo con l'acido

esco ancora alla sera nella brace che consuma


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© 1 giugno 2026

venerdì 10 ottobre 2025

L'OBLIO DEL LAMENTO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


       

    note d'autore:

    “Urla il silenzio dei corpi spezzati, geme l’innocenza calpestata. La religione può essere luce, può             essere oppio; il dolore umano e morale resta, e reclama testimonianza. Questo testo è il suo                     lamento, perché non cada nell’oblio.”


    L'OBLIO DEL LAMENTO


    Il tuono non è il solo fragore,
    si spezza il sospiro nei corpi recisi,
    urla il silenzio, ma il cuore nessun ode,
    s'infrangono sogni da sempre attesi.

    Tu vesti l'esproprio con pietre di diritto,
    gridi difesa la cenere che lasci,
    il tempo si piega al dolore, suo ostello,
    mentre invochi la guerra, antico massacro.

    Si cercano fiori tra fumi e rovine,
    un nome che viva fra polvere e vento,
    una voce che tremi, ma non abbia fine,
    un passo che resti testimone del tempo.

    La fame, la sete, l'orrore negato,
    i soccorsi taciuti da mani lontane,
    la luna, le pietre, gli agnelli sgozzati,
    son manti per il flagello che fate.

    La luna tace, testimone del sangue,
    le pietre si spezzano, mute le leggi,
    l'agnello geme, e resta il silenzio,
    ogni credo ora benedice il dolore.

    Tu, che falci il germoglio dell'innocenza,
    e parli di ieri senz'ombra d'affanno,
    più non hai leggende di Mosè da onorare,
    e il mare lo chiudi sul loro pregare.

    Michelangelo Cervellera © - 5 ottobre 2025


venerdì 19 settembre 2025

GENOCIDIO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Questa poesia nasce dal silenzio e dall'orrore di chi subisce violenza e ingiustizia. Parla del genocidio in atto a Gaza. Vuole restare testimonianza, senza abbellimenti. 

GENOCIDIO 

Fame 
senza pane 

Sete 
senza acqua 

La vita
si spegne per mani crudeli, consapevoli. 

Ombre di bambole 
polvere, cenere. 

E io davanti al loro silenzio 
non trovo pace.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 19 settembre 2025