lunedì 22 settembre 2008

Altri tempi

cercine

Trovavo bello il piccolo e l’angusto,

le capanne di canne,i contadini,

i cesti, l’asinello, i loro canti!

Il cercine in testa alle fanciulle

e quella brocca d’acqua

ch’esibivano fiere e affascinanti.

Le case di legno e poca pietra,

i quattro muri elevati a chiesa

col campanile nei pressi del fienile.

Case basse, qualche finestrino,

con scuri chiusi ed i vetri a specchio

col sole d’oro e l’occhio della luna.

Viuzze strette prive di selciato,

salite e discese, niente livellato.

Intrecciato il borgo cittadino

a vicoli e spiazzi adibiti ad aia.

E risuonar d’incudine e martello

l’odor di forgia, di fumo del camino.

Dominava la notte rischiarata a stelle.

Or mi volteggia a girotondo

il segno svanito di quel mondo;

dall’ordine mi stacco a malincuore,

m'inchino e rientro nel progresso,

anche sapendo che si muore

già varcandone l’ingresso.

(2008)

Ugo Mastrogiovanni

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