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lunedì 25 novembre 2024

Figlio





Figlio



Io non so se ricordi

l'amore 

che ho avuto per te,

ecco, ne vorrei indietro un po'.


Ma tu non ricordi.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) - novembre 2024


venerdì 22 novembre 2024

Yin e Yang, l'opposto composto (Gemina) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




 

Yin e Yang, l'opposto composto (Gemina)


Nel fluire di pensieri ed emozioni,

due spiriti danzano leggeri,

germogliati tra luce e ombra,

in un sempre eterno divenire.


Uno sogna agile, sempre a volare,

l'altro terreno, a creare.

Logos come lava incandescente

brucia certezze, foggia bivi indefiniti.


Come yin e yang divisi, ma sempre interi,

come aria nel vagar dell'anima,

fiorisco brezza o porto tempesta,

disegno bianche nuvole o nembi oscuri


Come albero affondo radici nella terra,

mi nutro di pioggia, di cadute foglie, di luce,

muto con le stagioni, mi piego al vento,

alzo i rami al cielo, come preghiera.


In una infinita ricerca, senza mai stancarmi,

percorro i bivi per cercar me stesso,

ogni passo un viaggio verso la meta,

per poi scoprir che la meta è il viaggio.


Mentre curioso vago, tra cielo e terra,

un pensiero si forma nella mente,

Io sono l'aria che libera veleggia,

e la radice profonda e crescente.


Io So, che più aria che terra sono,

con la pioggia dei sogni nutro radici,

cavalco nuvole a formar trasparente

nebbia a velar alberi con scudi gentili.


La libertà di Essere è il bisogno di EsserCI




Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – novembre 2024


giovedì 21 novembre 2024

E il cielo mi colpì (il lungo '68) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 




E il cielo mi colpì (il lungo '68)


M'illuminò il cielo

con un soffio

di purezza

rosso cinabro,

delle infinite figure,

di grazia, di paradisi,

di melodie di voci,

immortali,

giovani i volti tra gioia

e sorrisi, ognuno un mondo,

insieme, un'anima ribelle,

un mosaico di sogni da comporre,

campi di bianchi gigli.

Un impietoso fango avanza,

a inghiottir la bellezza,

miasmi d'odore acre di fumo

che brucia gli occhi,

e gocce di limone

a riparar gli sguardi,

tra alti toni di speranze

e caroselli di abiezione,

correvamo a proteggere il filo

dell'aquilone delle speranze,

per conquistare il cielo.



Michelangelo Cervellera © - novembre 2024 

venerdì 15 novembre 2024

Spiriti - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



Spiriti


Mi chiami tra veglia e sonno
come se un pericolo incombesse,
mentre sogno il parco dove con
i nostri cani andavamo a giocare.

Spalanco gli occhi e nulla scorgo,
sono confuso e parlo con te,
mentre sento il profumo del ragù
appena fatto e subito intaccato.

Ancora la tua voce, dolce suono,
mi chiama fuori la porta della stanza,
mentre dentro penetra fragranza
del tuo profumo preferito.

Invisibili movimenti, fruscii di molecole,
mentre fuori la nebbia stanca va a dormire.
lasciando solo un velo trasparente di se stessa,
ma il sole ancor dorme e tarda a illuminare.

Ricordo l'odissea del tuo ultimo viaggio,
poi il silenzio. Cosa c’è Spirito amato?
Non sei tranquilla nell’Oltre,
Mamma?



Cervellera Michelangelo (Giondalar) - 2008

giovedì 14 novembre 2024

L'inizio - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 



Nota dell'autore:
Ero all'inizio di quello che diventò poi il mio lavoro di soccorritore,
ora dopo quarant'anni e circa 70.000 missioni tra volontariato e lavoro nelle ambulanze
provo a dar voce con le parole a sensazioni, emozioni, gioia, dolore, cupezza nel cuore, 
delle mie esperienze in questo “lavoro” che per me è stata solo passione.



L'inizio

Agli albori ero curioso e gioioso
di poter correre veloce urlando
con diversi toni come bambino felice,
lanciando bagliori blu sulle strade
come se andassi ad una festa,
e io, il mago, sorpresa dell'evento.

Lasciando l'anima impreparata
a riempirmi di me stesso.

Che fosse giorno oppure notte,
nelle strade a evitar luci e metallo,
che fosse caldo oppur ghiacciato,
passi veloci a entrar in dolenti case.

Bevevo dal graal per cercare un senso
in questo domino a incrociar infinite vite.

Il gioco cambiò in un giorno qualunque,
il tamburo delle danze cessò di suonare,
nella casa profumo di cibo, la tavola pronta,
suoni acuti di grida e pianti, l'urlo di Munch,
volti disperati, impotenti, l'angoscia e il terrore.

La bacchetta magica non sortì effetto,
si ruppe lo scudo incantato.

Cascò una lettera, gli incroci si spezzarono,
con calma apparente e un inferno dentro
con le mani suonammo un ritmo più veloce
del tamburo, una maschera coprì l'ovale, un
pallone si gonfiava e sgonfiava a dar aria alle
cornamuse nascoste vuote e silenti.

La festa se ne andò quel giorno e il mago
era solo al primo giorno di scuola.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024 

martedì 12 novembre 2024

L'altalena (in ogni guerra) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)






 


L'altalena (in ogni guerra)



Dondola l'altalena
con la seduta colorata.


Su, occhi al cielo  
Giù, occhi a terra, 
una spinta si vola e si torna,
gridano bambini senza pensieri,
giocano, corrono, ridono,
un lampo solca il cielo
mentre il bimbo sale,
un solco in un lampo
mentre il bimbo scende,
nuvole a terra salgono
nel lampo del blu,
se non fosse per il rumore
che spaventa l'innocenza,
parrebbe una grande festa.

 

Non corrono più i bambini,
non giocano, non ridono,
i loro occhi han donato fiori,
crisantemi coprono il volto.


Cigola ancora l'altalena,
la seduta ciondola sfiorando il solco.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 2024


giovedì 7 novembre 2024

Novembre 2024 (negli USA) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Novembre 2024 (negli USA)





C’è un altro giorno di novembre
che ricorda la morte,
cade nella prima decade,
ha raccolto cibo per quattro anni.

Arriveranno da li a poco
altri alti muri per respinger gli invasori,
e chi passerà verrà trafitto dalle
armi della guardia imperiale.

Sopra i muri fioriranno spine insanguinate
e anche se di Cristo il sangue, sarà solo cibo da gustare.
Ci saranno piogge di lacrime,che si perderanno
nella cloaca dei loro cuori, nutriranno la loro gioia.

Le lunghe passeggiate di turisti curiosi
lasceranno orme presto cancellate e dimenticate
e non dilagheranno nei campi della gente bene, 
solo fantasmi vagheranno le città.

E intanto a novembre, penultimo dei vecchi,
cadranno ancora foglie sulle strade,
sui balconi, sulle tombe certe e incerte,
mentre il vento le trascinerà nell'ignoto.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 2024




martedì 5 novembre 2024

Spose bambine (negli USA) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



Nota dell'autore:
Negli USA in stati suprematisti bianchi (quelli che hanno votato Trump) così ammirato da quelli che ci governano. D'altronde il madamato era d'uso nelle truppe fasciste nella guerra d'Africa. Questa è il dio, la patria e famiglia secondo la loro dottrina. Certo che succede in molte parti del mondo, ma in una nazione che dice di essere il faro del mondo permettere questi orrori non la fa diversa da nessun'altra che praticano le stesse violenze sulle bambine, sulle donne sull'umanità. 
Questo faro fa naufragar le navi e spezza le vite.









Spose bambine (negli USA)



Mi chiamo Rose

Dodici anni, un'età per sognare, bambole, giochi,
forse una scintilla negli occhi per un bimbo vivace
o silenzioso, un mondo da scoprire come uno svago,
ma un bastardo con voglie perverse, mi compra e m'offende.

Chissà se l'uomo grande mi farà giocare

Solo catene mi ha regalato, sono io il giocattolo preferito,
sposa bambina, dalle bambole allo stupro, dai sogni
alla violenza e la scintilla è luce scura di ombre e paura,
mentre il bastardo gode e inneggia al giogo e alla guerra.

Dio, patria, famiglia

Sogni di zucchero filato, di principesse e castelli,
l'incanto immaginato frantumato, da un futuro sepolto.
Un abito bianco, tre perline al collo, un velo sul viso,
come gabbia senza uscita, un cuore senza vita piange.

Nessuno mi canterà la ninna nanna stasera

Schiava di lavori da svolgere, e di voglie d'inferno da soddisfare,
percosse e ferite, non più giochi per crescere serena,
occhiate severe, parole crudeli, mani che toccano, sporcano,
un bastardo adulto, nessun amore dei sogni sognati, fantasticati.

Mandami la mia bambola preferita, con la gonna di organza

Non più scuola e amici, il futuro è questo presente, buio,
senza gioie ne speranze, solo un martirio che lo fa godere.
Gravidanze, la vita all'inferno, un giovane corpo devastato
un'anima sfregiata, sminuzzata, gettata nell'abisso dell'orrore.

Mandami due libri di fiabe e i trucchi per essere grande

Sorride, celebra il dominio e l'abominio chi vive per opprimere
un matrimonio perfetto, per bastardi gaudenti senza pietà.
Ma dietro il velo, occhi sgranati, la verità si nasconde,
una vita spezzata, sono una bimba che piange e muore.

Il regalo più bello sognando il profumo di casa




Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024

martedì 29 ottobre 2024

Logos VI (deiezioni) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 Logos VI (deiezioni)





Nello spazio vuoto
cerco un angolo a trovar pace,
corpi e corpetti danzano nel fuoco,
diverte il balletto agli occhi del rapace.

Nell'infinito cerco un senso,
per gesti dicono d'amore vero,
un corpo di donna profuma d'incenso,
un'opera sul marciapiede da telero.

Nelle parole cerco una scintilla,
negli occhi un po' di benevolenza,
sento solo una stronza che strilla,
non vedo palpebre, solo marcescenza.

Nelle menti cerco arzilla ragione,
nei cuori un ritmo d'amore,
l'encefalo solo di sterco un'acquazzone,
fibrilla il muscolo avvelenatore.

Ho cercato briciole di umanità,
nelle coscienze granelli di empatia,
ho trovato montagne di fallacità,
il nulla per studi di psichiatria.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – 29 ottobre 2024 ©


lunedì 28 ottobre 2024

Autunno (foglia) - revisione - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

  

Autunno (foglia) -(revisione)



Sebben lasci la vita

doni ancora il colore

ambrato del sole,

vita per la Madre.



Come velo di seta

discendi leggera

spogliando del d'oro vestito

chi ti ha nutrito.



Ti adagi ballerina nel vento

in acque calme, specchi d'argento

nei laghi, occhi socchiusi sulla terra

nei boschi, sussurrano gli alberi

nascosta nelle ombre, nidi di sogni

in città grigie, donando colore.



La Madre ti cullerà ancora

e rimanderai il suo canto

a chi ti raccoglierà

bisbigliandoli un segreto,

a chi ti calpesterà

racconterai una storia antica

per ogni fruscio.



Sbirciando dal vetro appannato

attendo una giovane gemma,

promessa di vita.









  Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 2011

mercoledì 14 novembre 2012

da "Suoni Ribelli"


Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perchè le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l'istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere. 

Italo Calvino 

Michelangelo Cervellera

lunedì 12 novembre 2012

Vagheggio - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




                             Vagheggio

Sono una folata di vento,
non mi fermo a martoriar le carni,
a portare il gelo nel cuore,
una brezza leggera che accarezza
e scompare,
lasciando pelle fresca
e ricordi d'una notte,
un vento leggero che vaga,
sfiora.

Che l'anima rimanga libera. 

Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - novembre 2012

lunedì 11 giugno 2012

Logos (il canto del respiro) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


Logos (il canto del respiro)


Arriva a volte silenzioso,
all’improvviso
ti scompiglia l’anima
al correr di foglie
che sembran volerti avvolgere,
alzando veli di sabbia birichina
a coprir la luce.

Sbuffano sul cuore,
nuvole di polvere di neve
a raggelare mementi di gioia,
arabeschi fragili scintillano
nella dimora dell’amore.

Spira sul volto,
abbassandoti gli occhi,
credendo di domarti,
mentre rilasci
resina profumata a coprir rughe
del tempo e del dolore.

Si agita, imperversa e dilaga
portando tempesta,
per lacerarti come albero secco e
portarti via come cespuglio del deserto.

S’infuria urlando quando
tendi la mano stringendola forte,
per scoprire rilasciandola
gocce di rugiada.

Ora ti puoi fermare
ad ascoltare il vento.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- giugno 2012