Versi per esistere e resistere di Michelangelo Cervellera

venerdì 15 maggio 2026

Il soffio

 


A noi che cercammo l'alba dove gli altri s'acquietavano al buio e non smettemmo mai di essere vento.


Il soffio


Eravamo dolci come la linfa dei meli

prima che il fiore diventasse pesante,

eravamo il vento che scuote radici

gridando a un cielo troppo lontano.


Non furono anni, ma un coro d'amore

seminato nella coscienza del mondo,

tra i libri, il sudore e il silenzio dei pianti

per dar voce a un sogno ribelle.


Ci chiesero allora "perché lottate?"

e in quel tempo di polvere e buio

aprimmo le braccia che si fecero vela

per strappare l'azzurro alla notte.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© 15 maggio 2026


sabato 2 maggio 2026

CONTROVENTO





"abbiate sempre dubbi sulle promesse dei potenti, affinché ogni vita diventi il soffio che porti dignità."


Controvento


vorrei essere tarassaco

dorato alla nascita

argento al tramonto

stelle che viaggiano

nel vento contrario

per veder il cielo cambiare


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 1 maggio 2026


giovedì 30 aprile 2026

Dieta di carne e respiri

 




Dieta di carne e respiri


Si saziano del tormento dei corpi
Imbavagliare il vento

Uscite ad odorare i fiori:
quelli rossi.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 aprile 2026

mercoledì 11 marzo 2026

FRAMMENTI



Frammenti di un percorso che non accetta soprusi.
Tra la polvere dei giorni e il desiderio di una primavera senza croci,
resta la fierezza di aver scelto da che parte stare.
Perché la libertà va inseguita, sempre, finché non diventa respiro comune.


FRAMMENTI

Coltivo un fiore libero
dagli anni della gioventù,
con compagni d'amore e tempesta
che hanno donato il cuore
ai deboli, al mondo e alla polvere.

Con questi cuori io vivo
e non nasce gramigna.

Coltivo un fiore libero.
Se la luce s’ombreggia
nei sogni dei martiri,
negli occhi che non cedono
la ritrovo.

Magari fosse già primavera,
con campi senza croci,
a tenersi le mani
e respirare libertà.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 11 marzo 2026

venerdì 28 novembre 2025

Lo Scongiuro del Vespero - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




Lo Scongiuro del Vespero
Tutto hai deciso nelle mute parole.


Scolpito l'Autunno
rosseggiante e Amaro
nel Silenzio
di mute Parole.

Pendevano dalle Grotte d'Inverno.
Tempo di unirsi alle Spade che salgono
a crear Barriere di Gelo.

Inutile la Primavera per Nettare
se il Miele dall'Alveare
gettato è nel Fango.
Solo per irridere
i Ricordi.

L'Estate arriverà
nel Mar Morto.
Lì getterai la mia Ombra
all'apparire di Afrodite
T'inginocchi
al Vespero
per lo scongiuro:
non tornare.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) - © 25 novembre 2025

giovedì 30 ottobre 2025

Il respiro del giorno - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

"Non il lamento, ma il vento lieve porterà il canto, e la luna (complice) accompagna chi sfida la notte."


Il respiro del giorno

Lascia che rara rugiada
 si posi sulle tue irte spine,
 signore delle dune;
 ombra che regna
  dove il sole tace.

S’apriranno fiori trasparenti,
 fiori che osano nel deserto assetato,
 richiamando alla vita
  colori quasi dimenticati.  

E la luna, complice,
 imbelletta il volto nascosto,
  per sedurre i coyote
 ululanti alla promessa del potere,
  ignari d’essere eco
   di una piaga già spenta. 

Voleranno spine sui lamenti,
 e il vento, testimone antico,
 porterà un canto lieve,
  un canto sottile
   di chi affronta la notte
    senza temere i colori. 

Tornerà l’alba,
  ostinata e lenta,
 a scacciare il buio —
  e la sabbia conserverà il ricordo
   di chi ha sfidato la notte. 

La luna riposerà,
 velando il maquillage,
  e sorriderà...
   al nuovo respiro del giorno.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 ottobre 2025


mercoledì 29 ottobre 2025

Oltre i cipressi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

"Non si smette di lottare per invecchiare, si invecchia quando si smette di lottare."
(Massima popolare sulla resistenza)


Oltre i cipressi


Strilla il cielo, e il vento punge
con il suo dolore le memorie
dell'azzurro conquistate.

Ascolta il suo canto senz'amarezza,
lascia che il loto copra la melma,
a ricolorar la strada della magia.

Con il velo dei sogni tra le mani
e il sangue dei ricordi
che non vogliono morire.

Non acquietarti al buio,
cavalca il soffio della bellezza
segui le orme di chi ha inseguito l'incanto,
proteggilo tra le mani accostate,
come fosse rondine caduta dal nido.

Sii quercia, fiume, respiro:
forte, audace, libero libero di vivere,
per allontanare i cipressi
dal campo dei desideri.

E lascia che il tuo cuore insegni al mondo
come si danza tra le ferite.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – 30 ottobre 2025