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venerdì 17 gennaio 2025

Ai caduti per l'assalto al cielo e ai nuovi ribelli (dalla mia antologia "Il lungo '68") - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





 


Ai caduti per l'assalto al cielo e ai nuovi ribelli (dalla mia antologia "Il lungo '68")


Dai diamanti non nasce niente, lo sappiamo,
dal letame, forse, un fiore che non vediamo.
Ma qui, nel campo arato a forza di catene,
non c'è letame fertile, solo spine e pene.

E tu, apparente libertà, che mostri il tuo cammino,
perché lasci cadere chi è già caduto in fondo al burrone?
Non vedi i volti scavati dalla fame, dalle rughe di lacrime,
le mani tese a chiedere non elemosine, ma pane?

E poi la guerra, furia cieca e senza nome,
che semina macerie e raccoglie solo dolore.
I campi arati diventano tombe senza croce,
e il pianto muto dei bambini soffoca ogni voce.

E gli ultimi, i reietti, i senza nome,
condannati a una croce senza colpa né ragione.
Non hanno avuto in sorte né oro né potere,
solo il peso di un destino ingiusto da dovere sopportare.

Ma si avvicina il giorno del vento di rivolta,
che spazzerà via l'arroganza e la menzogna accolta.
Si leveranno voci e speranze, di giovani ribelli,
guidando i passi incerti, sotto cieli più belli.

E allora, dai campi di grano insanguinati,
nei posti di lavoro che per un soldo si è dannati,
le ali spezzate di chi ha osato sfidare il destino
voleranno con chi vuol piantare un nuovo biancospino.


Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025







giovedì 12 dicembre 2024

Ribelle (Genesi) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Ribelle (Genesi)


Forte l'impeto prendeva possesso
del mio cuore, come artigli di furore,
fino a scoppiar di dolore
quasi da morire.

Nel profondo di ogni silenzio,
piangevo lacrime di sdegno,
contro i vostri orrori e disonori,
il senno avete perduto, o mai avuto,
il mondo mio è un oscuro eterno.

Ero poco più che fanciullo,
e il mondo mi pareva d'ombra
e tutto mi sembrava senza senso,
tanto da considerare la rivolta
gemella del mio vivere. La svolta.


Mi perdevo fra la nebbia della mente,
tra le parole e volti della gente,
nel silenzio di ogni fragore,
nell'angoscia che avevo nel cuore.


Nella furia della luce, un sole nella notte
ho sfidato la tempesta,
come foglia che rinasce,
trovai la mia dimora, un cuore che batte.

Cambiò così il mio pensare,
e dove prima c'era il silenzio,
il non saper cosa fare,
ora nel cuore mio abita il senso.

Rinacqui così, in un giorno che muore
e il sole era al punto più alto,
tra cuori nuovi e caldi sorrisi,
è così la vita mia ha trovato valore.


Michelangelo Cervellera © (dicembre 2024)