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venerdì 15 novembre 2024

Spiriti - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



Spiriti


Mi chiami tra veglia e sonno
come se un pericolo incombesse,
mentre sogno il parco dove con
i nostri cani andavamo a giocare.

Spalanco gli occhi e nulla scorgo,
sono confuso e parlo con te,
mentre sento il profumo del ragù
appena fatto e subito intaccato.

Ancora la tua voce, dolce suono,
mi chiama fuori la porta della stanza,
mentre dentro penetra fragranza
del tuo profumo preferito.

Invisibili movimenti, fruscii di molecole,
mentre fuori la nebbia stanca va a dormire.
lasciando solo un velo trasparente di se stessa,
ma il sole ancor dorme e tarda a illuminare.

Ricordo l'odissea del tuo ultimo viaggio,
poi il silenzio. Cosa c’è Spirito amato?
Non sei tranquilla nell’Oltre,
Mamma?



Cervellera Michelangelo (Giondalar) - 2008

domenica 18 settembre 2011

18 settembre 2005 - 18 settembre 2011 - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



                            18 settembre 2005 - 18 settembre 2011

Una tormenta gelata

dopo il calore del sole,

turbine di foglie dorate

ricadono al suolo silenti.


S’appannano i vetri di gelo,

un soffio di vento s’innalza,

mi abbraccia la nebbia dell’Ade,

nel respiro dell’ultimo viaggio.


C’è rumore di vita distante,

un ministro ti unge la fronte,

frettoloso il tempo passato,

che ricordo col cuore gelato.


Il respiro sempre più corto,

l’urlo si espande nel corpo,

le membra si abbassano lente,

in silenzio il dolore mi stringe.


           
Dal cielo rugiada di ghiaccio,

la terra s'imbianca di gelo.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 18 settembre 2011