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giovedì 12 dicembre 2024

Ribelle (Genesi) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Ribelle (Genesi)


Forte l'impeto prendeva possesso
del mio cuore, come artigli di furore,
fino a scoppiar di dolore
quasi da morire.

Nel profondo di ogni silenzio,
piangevo lacrime di sdegno,
contro i vostri orrori e disonori,
il senno avete perduto, o mai avuto,
il mondo mio è un oscuro eterno.

Ero poco più che fanciullo,
e il mondo mi pareva d'ombra
e tutto mi sembrava senza senso,
tanto da considerare la rivolta
gemella del mio vivere. La svolta.


Mi perdevo fra la nebbia della mente,
tra le parole e volti della gente,
nel silenzio di ogni fragore,
nell'angoscia che avevo nel cuore.


Nella furia della luce, un sole nella notte
ho sfidato la tempesta,
come foglia che rinasce,
trovai la mia dimora, un cuore che batte.

Cambiò così il mio pensare,
e dove prima c'era il silenzio,
il non saper cosa fare,
ora nel cuore mio abita il senso.

Rinacqui così, in un giorno che muore
e il sole era al punto più alto,
tra cuori nuovi e caldi sorrisi,
è così la vita mia ha trovato valore.


Michelangelo Cervellera © (dicembre 2024)