ma senti il mio urlo disperato
di rado espresso
attraverso i pori dilatati
di sudore salato,
calato nel tuffo
in mare trasparente.
Tra colorate stelle
compare la tua scia
in delicata carezza,
senza scompigliarmi
i lisci capelli fluttuanti
tra le correnti circolari.
Appoggi la tua mano leggera
sul rumore stridente
delle mie parole mai dette
che conosci da sempre.
Mi doni un senso di pace
provvisoriamente precaria
e l’amore mi sfiora mite
per un fragile momento di vita
che pulsa per te solo,
solitaria mente prosegue
a cercarti muta
nei mondi di visionaria bellezza,
dove regni barbaro Angelo
in morbida veste di fili d’oro
in fitta rete d’amore.
Nelida Ukmar
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