IN ATTESA DEL TESTO POTETE ASCOLTARE
LA MUSICA E LE PAROLE

IN ATTESA DEL TESTO POTETE ASCOLTARE
LA MUSICA E LE PAROLE
Zingara in un campo di nomadi
scalzi i piedi, capelli al vento
si apre una nuova giornata
dovrai interpretare nuovamente
la sfrontata
in strada ad adescare i malcapitati
per rubare loro anche l'ultimo fiato
richieste assurde di leggere la mano
e donare l'origine umano.
Sul tuo volto c'è fierezza
hai di nuovo toccato
l'umana debolezza.
Nelida Ukmar
L’estasi
Porta il tuo nome
E la lentezza
Del tuo bacio...
Le tue mani
Di vellutato acciaio
Interpretano impercettibili forme
Contenendo
La mia fragile acqua...
Sei
Costantemente
Nell’intensa
Pura sospensione
Dei miei pensieri...
Ho visto
Il divino
Prendere le sembianze del nostro
Amore,
Investirci
Della corona
E lo scettro,
Tra il tremolio danzante
Delle fiamme che ci forgiano...
In me
Risiede lo schianto dirompente del tuo incedere,
Il tuo scorrimento ardente
Nel percorso delle mie vene,
Il silenzio eloquente
Che ha il sapore della mia sorte...
La tua ombra si staglia scura
Sulle mie ciglia
E il vetro dei miei occhi
Si frantuma
Poiché il tuo sguardo
È spietato e impietoso
E la sua forza distruttrice
È natura d’artiglio
Ti perdo…
Ti cerco
Nuotando il cielo,
Tra uno stormo di sogni
Distinguo in controluce la tua sostanza
Dal luccichio di squame tra le nuvole,
Ne assorbo il profumo
Dolciastro e intenso
Ingoiandone l’essenza millenaria,
Nella scia del tuo volo
Ti ritrovo..
Seduto in cima alla montagna
Di petali e spine,
Tra le tue dita
E il tuo cuore
Tieni legato il filo
Del mio
Respiro…
...E la mia anima si perde
Nel tuo
Sorriso …
Laura Cuppone
Quanti momemti
passati insieme
belli e brutti
ma insieme
quante volte
mi hai portato
con te
uno due tre quattro volte
ho perso il conto
quante volte
mi hai salvato
da un guaio
inaspettato
ora in me resta
il tuo sorriso
che porta il
paradiso
chissà se lassù
qualcuno aveva
già deciso
Barbara Puppo
Lasciami morire
qui
in mezzo a questa fresca
neve
che saprà congelare
i miei sogni
ridare colore alle mie guance
imprimere per sempre il migliore dei miei sorrisi!
Lasciami morire
qui
in questo prato di papaveri
e margherite
l’essenza della mia semplicità
nutrirà questa artefatta terra!
Abbandonami
e dimentica
il mio corpo
e le mie parole d’amore regalale al vento
cosicchè possa farle udire
a chi ne avrà veramente bisogno…
a me non servon più…
...le ho già usate
le ho dimenticate.
Caterina Zanella
Le sue movenze
di veli
di gesti
carezzano i sensi
davanti a lanterne e cuscini
nella notte di hennè
Giuseppe Cristofaro
Amo questo tuo pensarmi
e il silenzioso respiro
della montagna.
Come miele sciolto
scivola in me la tua poesia
a scaldare sangue e pelle,
a sciogliere pugnali di ghiaccio
che trafiggono il mio pensare
e leggero diventa il volo
del grifone e dolce il suo posarsi.
Sulle cime occhi verso un cielo che non c'è.
Odo l'eco del tuo canto
e forte copre i colpi del fucile,
sento i tuoi passi stanchi che affondano
e scavano strade di gloria.
Di una gloria inutile!
Sulle cime occhi verso un cielo che non c'è.
Lacera è la notte e un urlo di fucili
straccia l'alba come artigli tenera carne.
Aquile in paziente volo attendono ferite
non più sanguinanti di chi a te affida
l'ultimo bacio per la mamma lontana.
Sulle cime occhi verso un cielo che non c'è.
L'eco del tuo canto più non mi giunge.
Ferma! Ferma il sangue
che macchia la neve,
non è questa la gloria.
Non è questa!
E' solo la gloria dei potenti
che sporca la tua neve e le coscienze!
Come sudore scivola in me
la tua poesia a bruciare
carni strappate, a deformare un’eco
caduta in un campo di battaglia.
Sul tuo petto una medaglia sotto un cielo che non c'è.
Ada Firino
Gira la notte,
tra viottoli male illuminati,
dove si consumano vite,
la dove ti vendono amore a poco prezzo,
ombre si muovono e ti vengono addosso,
uomini e donne .....non si sa,
è troppo buio il passaggio,
intorno voci e deboli lamenti,
puntini rossi appaiono qua e la,
piccoli lampi illuminano i visi per un attimo.
Gira la notte silenziosa,
lentamente ti circonda,
con le sue nere profondità,
il tempo di accendersi una vita,
tutto va in fumo anche quello che dicono,
nessuno si prende cura di te,
li guardi e passi oltre,
un ombra s'avvicina lesta,
sembra elemosinare un po d' amore.
Gira la notte e ti avvinghia,
affrettati o vedrai l'ombra tua,
segui la tua strada non ti voltare,
potresti fermarti e perderti nel suo vortice,
fantasmi da non evocare ormai s' avanzano,
scappi? Nooo, le gambe non ti seguono,
son diventate di ghiaccio,
tremi? E perchè, non è forse paura,
paura per il diverso?
Gira la notte su viali illuminati,
e quasi si arrende a tanta luce,
quale affronto subire,
non può col suo nero mantello
coprire ogni cosa,
lampioni in duplice filare le tengon testa,
non s' arrende però,
la ritrovi più in la, dove giovani con pietre e bastoni
percuotono fari, s' infrangono vetri.
S' attarda la notte su ombre d' uomini che aspettano
l' alba al suo primo bagliore,
son uomini tristi che nessuno comprende,
son uomini vuoti che nessuno vuol colmare d' amore,
son uomini soli, che vagano nel mondo,
un compagno, un amore, una vita da vivere
con degno rispetto, sogni, chimere,.....e per questo
si lasciano andare a vuoti pensieri, forse un giorno
qualcuno per loro vincerà.
Fugge ormai la notte con tutti i suoi segreti,
pallor dell' alba ormai si fa,
rientrano nei loro gusci,scheletri ed anime perse,
uomini passano, altri rimangono,
uno per tutti vorrebbe gridare :
" Hei ! Non siamo fantasmi, non siamo bestie immonde,
ci cacciate dal vostro mondo, ci rifiutate, siamo uomini
anche noi, uomini con coraggio da vendere, la nostra
forza.....non odiamo nessuno!
SI guarda intorno la notte,
senza più compagni,
l' uomo si calma, si ricompone,
un ribelle ricciolo biondo sugli occhi ricade,
una mano curata con rabbia lo respinge,
calde lacrime di rimmel sulle gote scivolano via,
con passo malfermo s' allontana, è duro camminar
su tacchi, è duro vivere nascondendo se stessi,
ma...la notte li attende ancor sovrana.
Maurizio Patrocinio
Fiori amatissimi,
sbocciate per aromatizzare questo creato inodore,
profumate di inebrianti fragranze di cielo,
deliziando le nostre scarne esistenze.
Fiori amatissimi,calati dal giardino incantato,
germogliate con colori arcobaleno,
dipingendo i nostri percorsi stinti e irregolari.
Coltiviamo con semplicità e speranza
l’orto curato per accogliervi,
innaffiandolo con acqua color amore,
dove crescono rigogliosi,
alberi di libertà, ascolto, comprensione e rispetto.
Il caldo sole dell’affetto,
vi aiuterà ad innalzare al vento,
corolle odorose e tinte di sogni,
la brezza leggera delle carezze,
vi insegnerà a seminare granelli di vita,
spargendoli nei campi dei ricordi.
Nessuno reciderà dalla terra madre,
le vostre robuste e individuali radici,
crescerete con la possibilità
di profumare e colorare il mondo,
secondo un vostro credo originale,
non vi sistemeremo mai
in un ornamentale vaso vuoto,
perché amare è lasciarvi liberi
di nascere e vivere
in un prato fertile e ineguagliabile.
Angelica Piras
Su quella strada
dove eravamo in tanti
sono rimaste tracce
molto leggere:
ora c'è chi le segue,
con un passo diverso.
Scrutiamo attenti
il futuro nebbioso
delle cose che amiamo:
lotte e speranze,
passioni di una vita,
che rivivono in altri.
C'è ancora tempo
per chi vuole cambiare
un destino di morte.
C'è ancora spazio
lungo la strada antica
per un nuovo cammino.
Maria Lupo
Leggera
sfioro setosi fili
erba che cresce
profuma i miei passi
Mi muovo
seguo il vento
mi abbandono
spalanco le braccia
alla sua carezza
ogni frammento di vita
penetra in me.
Mi dissolvo
in ogni istante
ovunque
vedo
con gli occhi dell'anima
finalmente libera
da tutto
sono viva
Marilena Minto
Cominciava lungo la strada in compagnia di quelle mura,
testimoni di molti ricordi e forse anche del tuo.
Ti era caro il pensiero di sorprenderlo con il nuovo giornaliero,
il piacere dei fiumi di parole che accendevano i sensi.
Ti era caro il pensiero di abituarla con fiori dai colori del momento,
il piacere di arginare i fiumi per giungere dolcemente al bivio.
Ti era caro il desiderio di provocarlo con venti di guerra,
la soddisfazione della chiamata alle armi che precede la pace.
Ti era caro il desiderio di resisterle con indifferenza diplomatica,
la soddisfazione di non essere arruolato e fare la pace.
Ti era cara l'euforia di descriverlo con pastelli tenui,
la malizia negli occhi che faceva nascere invidia.
Ti era cara l’euforia di mostrarla in foto,
la malizia del tutto assente nelle affermazioni d’invidia.
Ti era cara l’ora di chiamarlo con l’emozione della prima volta,
l’eccitazione dell’incontro preludio dolce all’unione.
Ti era cara l’ora di vederla nella bellezza di sempre,
l’eccitazione di respirare di nuovo insieme.
Mi eri cara, ti ero caro e forse stiamo ancora aspettando.
Adamo Musella