Dedica a Patrizia Garrozzo
Sei andata altrove
e ci prendi per mano
lasciandoci respirar filamenti d'incenso
avvolti dal cantico di voci.
(Dedicata a Patrizia Garrozzo, nostra volontaria)
Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 4 dicembre 2023

Dedica a Patrizia Garrozzo
Sei andata altrove
e ci prendi per mano
lasciandoci respirar filamenti d'incenso
avvolti dal cantico di voci.
(Dedicata a Patrizia Garrozzo, nostra volontaria)
Michelangelo Cervellera (Giondalar) - 4 dicembre 2023
Femminicidi (l'uomo empio)
Michelangelo Cervellera (Giondalar) – 28 ottobre 2024 ©
Il canto della memoria
Sull'orlo della memoria in oblio
dove le ombre danzano,
evocami il canto della coscienza
quando si infrange tra le nere parole
di una memoria dimenticata,
raccogli i miei pensieri,
tramutali in parole,
in filigrana di luce
e liberali al mondo,
un piccolo seme
che non germini nel dolore.
Ed è un passo d'attesa
non solo abbozzato,
al calar dell'autunno
dalle grida funeste.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©– 19 ottobre 2024

Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 settembre 2018
Esplose violento,incontenibileil pianto muto,mille perché ruggivano,dolorosi e amari,temo lo strazio della tua anima.
Michelangelo Cervellera © (Giondalar) - 4 settembre 2016
L'attesa (gemina)
Non oltre lancerò il caosfin quando un consesso di stellerischiarerà la segnata via,già un lampo ha ombreggiato il buio.E' il presente del futuro,istante interminabileche dipana piano piano la memoria,il presente del presente è l'abbrivio.Indugio nella speranza,in questo momento eternoe la brezza della seraincrespa un brivido sulla pelle.Non è buio aspettare,è immaginare un sentieroche si fa cascatache diventa universo.Attendere domani,bramare l'oggimentre ali s'arricciano nel cieloa mescolare il tempo.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 agosto 2016
Un dolore mutoosserva Castore e Polluce,senza invito la malinconiasi è presentata con il suo dono.Nelle mani un cuore gonfio di cupezza,due stelle si sorridono da sempre,ora una è trascinata avvolta da illusioneun giorno nell'Olimpo, un giorno nell'Ade.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 28 agosto 2016
Accovacciati all'ombradi fili stinti dal sole,sfuma sul tuo visola tela della notte,a diventare velo.
Michelangelo Cervellera © (giondalar) - 27 agosto 2016
Chinarsi
su un fiore
mentre
il vibrar d'ali d'una farfalla
asciuga
ricordi,
petali
sono
ricordi
del tuo viso,
mentre
la rugiada del pensare
dona
luccichio ai nostri occhi
al
ripensar i nostri
diciott'anni
e
alle tracce
dei
nostri incontri.
Offre note sconosciuteall'alba del giorno,la disordinatacacofania di suonidi cui mi nutro,arretra al vento tiepidosospinto dalla vocedi un cantautore dell'anima.Tra rovi attorcigliatibecca semi e gocceda donare a unmendicante di parole.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- settembre 2012
Si ostina a sorgere il soleeclissando l’imperiale luna,che rosseggiante all’inizio del cieloalleggerisce passisu sentieri accidentatidove l’incerto camminodi cercatore d’animerabdomante dell’Io ditutte le genti
Non trova echidi sollievo,ma solo il moltiplicarsidell’immaginazione della gioiache esplode al chiaror del sole.
Implode al suo calar,lasciando baveal purgatorio della sera.
E’ un saliscendi di eccitazioni,turbamenti, passioniseguir soffi di vitaanonime e unichementre vibra la forcellaall’avvicinarsi delpahtos dinessuna gente.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- Luglio 2012
PREDA
Non c’è luceche fendala polvere oscura.
Eseguo la danzanella cacofaniadi voci
sprezzanti
tracotanti
feroci
minacciose
Si risveglia il desideriod’esser cacciatore.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - marzo 2012
E' mancato un battito,
tentennamento di lacrime,
pensieri evaporati
neppure pioggia acida,
in byte cancellati.
Autunno - foglie
Sebben lasci la vitadoni ancora il coloreambrato del sole,come piumadiscendi leggeraspogliando del d’orovestito colui che ti ha nutritoti adagi ballerina nel ventoin acque chetein boschi ombrosiin città sporchela Madre ti cullerà ancorae rimanderai il suo cantoa chi ti raccoglieràa chi ti calpesteràmentre attendo sbirciandodal vetrodi ghiaccio appannatouna giovane gemma
Rinascerai a primavera
Una tormenta gelata
dopo il calore del sole,
turbine di foglie dorate
ricadono al suolo silenti.
S’appannano i vetri di gelo,
un soffio di vento s’innalza,
mi abbraccia la nebbia dell’Ade,
nel respiro dell’ultimo viaggio.
C’è rumore di vita distante,
un ministro ti unge la fronte,frettoloso il tempo passato,che ricordo col cuore gelato.
Il respiro sempre più corto,
l’urlo si espande nel corpo,
le membra si abbassano lente,
in silenzio il dolore mi stringe.
Dal cielo rugiada di ghiaccio,
la terra s'imbianca di gelo.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 18 settembre 2011