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martedì 26 novembre 2024

Al "Bej fioeu" - l'Osvaldo (il lungo '68) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


Nota dell'autore

Su questa strada, dove il tempo era pieno di umanità, un'eco lontana del passato mi chiama.
A sinistra, l'eco di un amore lontano, a destra, vetrine spente e un silenzio cupo, mentre cerco tracce di un tempo che fu mio.

Ma prima di ora……



 

Al "Bej fioeu" - l'Osvaldo (il lungo '68)



Una strada, un mondo.
A sinistra, l’eco del cortile
della scuola delle suore,
dove avevo un amore
e l'incrocio con "barbon strit".

A destra, il vociare allegro dei negozi.
Formaggio, salumi, pane, tabacco:
un tripudio di profumi e sapori.
Ricordi di mamme che chiacchieravano,
liste della spesa e un mondo più lento.

e conti da pagare a fine mese.

"Quante volte sono entrato qui da bambino, con mia madre, l'odore del pane fresco... “

Un social(e) vero, gli imbecilli e
mentitori erano palesi.

Un po' più avanti il bar dell'Osvaldo
il "Bej Fioeu", ricordi di risate e di
fasci che ci cercavano e poi scappavano,
inseguiti anche dalle risate della gente.

L'Osvaldo, un riflesso dell'anima inebriata,
ci accoglieva con occhiatacce e sorrisi,
ascoltava i nostri sogni, le nostre pene,
miracoli del vino, e noi, sospesi,
tra risate e paure, vivevamo il presente.

"Osvaldo... mi sembra di sentirti ancora qui, dietro al bancone, con quel tuo sorriso ironico.“

Andando al lavoro, vidi i miei amici,
fantasmi di una notte, uscire dalla
cantina umida dell'Osvaldo,
con gli occhi lucidi e i passi incerti.

E mentre cammino, la strada mi parla,
di risate e di sogni, di amori e di pene.
IL "Bej Fioeu", non c'è più, i ricordi
sempre e intanto mando un bacio al cielo.

Alzo il calice a quei giorni, al vecchio bar,
al mio cuore che ancora sussurra il suo nome.
Un brindisi ai sogni, alle risate, all'amicizia
che ancor continua, a un'epoca che non tornerà più.

 

Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024

lunedì 4 novembre 2024

Barbon strit -ballata (il lungo '68) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Barbon strit - ballata (il lungo '68)



Non mancava di fanciulle la bellezza

in barbon strit con il suo muretto,

ci si assiepava non a baciare,

si rideva, si scherzava, si politicava.


Avevamo la stessa idea, magari

un po' confusa, di far di questo mondo

un posto senza inganno, un paese non da sogno,

ma un lido verde e uguale.


E così nelle piazze andammo,

a gridar con festa i sogni,

ma il potere si capiva che con gli

incubi volea godere.



Arrivò il giorno grasso,

di carnevale era la sera,

con chitarre e mascherine ci

avviammo a far bisboccia.


Ma qualcuno avea confuso,

di capodanno non era la festa,

ci lanciaran un po' di botti,

tre feriti sulla strada.


Malavita dal cuore nero,

che di spaccio ci campava,

gli avevam detto adesso basta,

con la droga sol si muore.


Mai furono arrestati,

ma noi non desistemmo,

altri giorni per lottare,

e sperar di averla vinta.



Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024