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domenica 23 febbraio 2025

Tenebre della storia - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


 



Tenebre della storia


Calano le tenebre della storia,
se manca la tarda saggezza,
rovesciata la clessidra,
per far indietreggiare il tempo,
come gamberi che balzano all'indietro,
verso il medioevo di signorie
di schiavi, d servi, di roghi,
mi assale la malinconia
in questi giorni di cielo plumbeo,
mentre la pioggia scroscia,
scolorando l'eredità dei sogni,
annegando nei cimiteri le croci,
dei caduti dell'assalto al cielo,
mentre le Sibille del futuro visto
han disegnato la croce e l'uncino,
assemblando la speranza e il terrore.
E mentre le tenebre oscurano la via,
con tempeste di buio nero lugubre,
la luce di chi pensa senza confini,
di chi ha un cuore ed ha cuore,
riuscirà a resistere e costruire
un Nuovo Rinascimento?



Michelangelo Cervellera © (febbraio 2025)

Questo testo fa riferimento all'attuale momento storico, politico, che vede le cosiddette “destre radicali” (nazi-fasciste) aumentare considerevolmente i consensi. C'è molto da discutere sul perché, anche se ovvio, ma non è ovvio né è la soluzione incolpare l'immigrazione.


venerdì 17 gennaio 2025

Ai caduti per l'assalto al cielo e ai nuovi ribelli (dalla mia antologia "Il lungo '68") - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





 


Ai caduti per l'assalto al cielo e ai nuovi ribelli (dalla mia antologia "Il lungo '68")


Dai diamanti non nasce niente, lo sappiamo,
dal letame, forse, un fiore che non vediamo.
Ma qui, nel campo arato a forza di catene,
non c'è letame fertile, solo spine e pene.

E tu, apparente libertà, che mostri il tuo cammino,
perché lasci cadere chi è già caduto in fondo al burrone?
Non vedi i volti scavati dalla fame, dalle rughe di lacrime,
le mani tese a chiedere non elemosine, ma pane?

E poi la guerra, furia cieca e senza nome,
che semina macerie e raccoglie solo dolore.
I campi arati diventano tombe senza croce,
e il pianto muto dei bambini soffoca ogni voce.

E gli ultimi, i reietti, i senza nome,
condannati a una croce senza colpa né ragione.
Non hanno avuto in sorte né oro né potere,
solo il peso di un destino ingiusto da dovere sopportare.

Ma si avvicina il giorno del vento di rivolta,
che spazzerà via l'arroganza e la menzogna accolta.
Si leveranno voci e speranze, di giovani ribelli,
guidando i passi incerti, sotto cieli più belli.

E allora, dai campi di grano insanguinati,
nei posti di lavoro che per un soldo si è dannati,
le ali spezzate di chi ha osato sfidare il destino
voleranno con chi vuol piantare un nuovo biancospino.


Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025







martedì 10 dicembre 2024

Ribelli - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





 

Ribelli

Vai, ribelle,

libera un po’ di terra

ricreala per noi

laddove la guerra

la spegni con la pioggia.

Sarà la fine dei carnefici?

Troveremo alberi,

in riva al fiume e

cascate d'acqua fresca?

Cerca tra i rami frutti

freschi e giovani nidi,

perché si possa rifiorire,

che ci sia nuova speranza.



Michelangelo Cervellera - dicembre 2024