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martedì 29 ottobre 2024

Logos VI (deiezioni) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 Logos VI (deiezioni)





Nello spazio vuoto
cerco un angolo a trovar pace,
corpi e corpetti danzano nel fuoco,
diverte il balletto agli occhi del rapace.

Nell'infinito cerco un senso,
per gesti dicono d'amore vero,
un corpo di donna profuma d'incenso,
un'opera sul marciapiede da telero.

Nelle parole cerco una scintilla,
negli occhi un po' di benevolenza,
sento solo una stronza che strilla,
non vedo palpebre, solo marcescenza.

Nelle menti cerco arzilla ragione,
nei cuori un ritmo d'amore,
l'encefalo solo di sterco un'acquazzone,
fibrilla il muscolo avvelenatore.

Ho cercato briciole di umanità,
nelle coscienze granelli di empatia,
ho trovato montagne di fallacità,
il nulla per studi di psichiatria.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – 29 ottobre 2024 ©


giovedì 21 maggio 2009

A proposito di immigrazione...

1912 Congresso degli Stati Uniti - Rapporto sugli immigrati italiani

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi al le frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”.

Per caso, ma solo per caso, vi viene in mente a qualcosa di attuale che accade nel nostro paese che possa somigliare a questo rapporto?

Michelangelo Cervellera

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::