martedì 30 settembre 2008

La Città

città

Non il saluto che si addice ai vecchi,

un avanzar discreto, rispettoso,

di giovinette con in mano i secchi

per la fonte traguardo doveroso;

di puro né pozzo, né sorgente,

un echeggiar festoso di baldoria,

un baglior di luci e tanta gente.



Nessuna traccia delle cicatrici

di fame e sete alla memoria

tutto estirpato delle mie radici.



Niente più Via Della Bellezza

dove l’amore ricamava il buio

e la virtù vestiva giovinezza.



Sentore di vita assai fastosa,

premure rare, spazi soffocati,

città informe, strana, rumorosa,

basilari i dettagli trascurati.



Nulla o poca lotta per il pane

nessun ricordo di che fu la fame.



Affollata Via Dei Fannulloni,

vuota Piazza Del Talento,

stipata Per le Deviazioni,

zeppo Borgo Dell’argento.



Sparito il Vicolo Degli Orti;

dove fu Largo Del Lavoro

un monumento dedicato all’oro,

scomparsa Via Dei Nostri Morti.



A case bigie, semplici e sbiancate

grattacieli svettanti e rilucenti,

palazzi e grandi ville decorate.



Quella che si nutriva di quiete

è ormai una città di confusione

sulle brutture si cala una parete

ed il peggio sembra l’occasione

per cancellar del bello la memoria

e cambiare il corso della storia.

(2008)

Ugo Mastrogiovanni





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