Volteggio celesti spazi
e la demenza attorno danza
sul tappeto dei
non ti scordar di me.
Augusto Villa

Volteggio celesti spazi
e la demenza attorno danza
sul tappeto dei
non ti scordar di me.
Augusto Villa
È poesia il sudore dell’anima mia
e sangue e miele.
Quando scalcia e suda
la fronte le tergo
con fogli e biglietti del metrò.
Mi fa volare tutto ciò.
Dall'alto del mio cielo
mi guardo e mi conosco.

Riva fangosa
vista tramonto,
bimbo seduto,
non un lamento.
Un bimbo soldato,
cadaveri a galla,
ripone i suoi sogni
in un tubo di colla.
Augusto Villa
Traccerò sentieri
attorno a queste mura
Camminerò
finché le forze
non m'avranno abbandonato
Siederò
all'ombra della rosa
stanco e saldo
Cocci di vetro nemici
spettacolo si faranno
di lucciole e falò lontani
Mi perderò in
caleidoscopici
giochi di lacrime
M'assopirò sognando
speranze fatte terra
Saluterò il sole
raccontando l'incanto.
Augusto Villa
Rientro di streghe
Tornarono
la sera
al guscio stanche.
Nulla, sul tempo poterono
impietoso
e centometrista.
S'addormentarono
però felici.
Sotto i guanciali
le bacchette
e i pugni
stretti
d'istanti colmi.
Augusto Villa