L'ultima notte
Faville di neve danzano nell’aria
sospinte da vento lieve,
code di luce da occhi fiocamente illuminati,
mentre bocche assaggiano e
rigurgitano stagioni di vita
per le vie giacciono serpenti di carta
ormai immobili dopo la festa.
Un vecchio pendola per la via
gravido di vita e malinconia,
rovista tra cumuli di cose gettate,
cerca il filo della sua vita,
trova nastri colorati d’oro e d’argento,
rossi e di mille colori
ma tutti spezzati.
S’affaccia l’alba, plumbeo è il cielo
gli occhi son spenti le bocche son chiuse,
ancora immobili i serpenti di carta
il vecchio ormai sparito.
Con fili di tutti i colori
ha disegnato il sentiero
del suo ultimo cammino.
fin dove s’incontrano
gli anni passati.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 5 settembre 2008
