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venerdì 5 settembre 2008

L'ultima notte


                             L'ultima notte

 

Faville di neve danzano nell’aria

sospinte da vento lieve,

code di luce da occhi fiocamente illuminati,

mentre bocche assaggiano e

rigurgitano stagioni di vita

per le vie giacciono serpenti di carta 

ormai immobili dopo la festa.


Un vecchio pendola per la via

gravido di vita e malinconia,

rovista tra cumuli di cose gettate,

cerca il filo della sua vita,

trova nastri colorati d’oro e d’argento,

rossi e di mille colori

ma tutti spezzati.


S’affaccia l’alba, plumbeo è il cielo

gli occhi son spenti le bocche son chiuse,

ancora immobili i serpenti di carta

il vecchio ormai sparito.


Con fili di tutti i colori

ha disegnato il sentiero

del suo ultimo cammino.

fin dove s’incontrano

gli anni passati.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)  © - 5 settembre 2008