Avalon
fa che possa mirar
l'acqua che lenta scorre
dove folate di vento
spingono farfalle
verso la luce
e melodie di usignoli
accompagnano dell'arpa il suono
mentre m'inebrio dei profumi della terra
il cielo si tinge d'azzurro
i fiori s'aprono ad accogliere il sole
gocce di rugiada evaporano
da fili d'erba che durante
il mio camminare
si trasformano in alberi chiassosi
dal giocar delle foglie
con il sospiro di Eolo
e quando ormai l'ombra si allunga
e l'azzuro diventa rosso
sino a scurirsi di quasi nero,
mentre i Druidi s'inchinan alla natura
mormorando parole di antichi riti
sotto le luci del cielo giocano
e si rincorrono magiche creature,
sino a quando l'indaco
prevale sul quasi nero.
Alzati soffice nebbia...
Michelangelo Cervellera © (Giondalar) Settembre 2008

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