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lunedì 13 gennaio 2025

Il dono dei gesti - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 




Il dono dei gesti




Hai calzato scarpe vecchie
per raggiungere i sogni svaniti,
passi che han portato al fiume in secca
mentre ciottoli acuminati ferivano il cuore
e frammenti d'erba come aghi di pino
disturbavano il faticoso incedere

Hai visto l'asfodelo e il papavero giallo
resistere dell'acqua la manchevolezza ,
mentre una nebbia grigia copriva la via
l'illusione si dissolveva come fumo al vento;
indossi scarpe nuove per non lacerar il cuore.

Il gracchiar rauco dei corvi, stridulo come
frenata improvvisa sul binario morto
t'invita al bacio, nel bosco ove si staglia
l'amanita, un frutto vermiglio, promessa
di oblio eterno. La tentazione si fa forte,
sono i rami che s'alzano e s'allargano
come braccia al cielo a infiltrar la luce
oltre il vermiglio colore, oltre l'abbandono.

Evaporati i sogni, fuochi fatui dell'attesa,
cammini sulla pelle a ritrovar te stessa,
ed è un folletto che ti stringe la mano
e t'asciuga gli occhi, che ti fa compagnia.


Michelangelo Cervellera – gennaio 2025


“Questo testo è per la persona amata, che dopo 38 anni di lavoro dando tutto se stessa e anche molto di più, ora va in pensione e si ritrova bistrattata con parole menzognere, come solo i padroni e i loro lacchè sanno fare.”



E ricorda:

Un giorno il diavolo ti sussurrò all'orecchio:
“non sei forte abbastanza da affrontar la tempesta”
Tu domani gli sussurrerai facendolo gelare:
“Io sono la Tempesta!”