Esisto nel disordine
imprecante ed assoluto,
una combutta eterna, che mi spreme.
Quando la ferocia appuntita
macchia l'anima persa, ma integra,
è insospettabile il mio rendere
alle foglie giusta giacenza,
e sanno cadere più di noi, loro.
Lo fanno da tempo.
Si distaccano leggerissimamente
inventandosi segni mai visti.
Come una musica quella,
quel cadere incrociando il solstizio
dove prima si fa l'amore
e dopo si prega.
Vincenzo Hyponome
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