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CHI SONO
- Michelangelo Cervellera (Giondalar)
- Milano, Milano, Italy
- Ecco una parola io sono: una parola che significa a volte nulla a volte un infinito. (Kahlil Gibran)

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giovedì 24 dicembre 2009
lunedì 21 dicembre 2009
Respiro congiunto
Nel determinante ristagno
di virtuosismi svaligiati
in rubriche note
alla cornice condivisa,
un improvvisato ruminare
di scintille inciampa
sull'afrodisiaca farcitura di faville.
Una ruga scuoia l'eccedenza di promozione,
stima lubrificata in palleggi
fra giocatori antidemocratici.
Un nuovo strappo
sull'erotico letto a baldacchino,
accavalla trepidazioni e infiltrazioni.
La concentrazione di attenzione
attanaglia le steppe di frustrazioni.
Cola la saliva intersoggettiva,
all'ombra del lucernario,
compendio di ritratti a tutto tondo
con pennellate di ipnosi,
catartica genesi dell'abreazione.
Il collare che arrugginisce
su una schiena di latta,
esplosione di serbatoi di conversione,
solleva l'odore di bruciato.
Il sintomo di interruzione della storia,
escalation di anestesia,
in due dita di vocazione,
in un bicchiere,
appeso a testa in giù,
proclama la vittoria del viscerale
abbandono alla simbiosi.
sabato 19 dicembre 2009
Eliotropismo invocato
il moto sempre uguale a se stesso,
quel buco di paradossi lievitati
in desideri dislocati in cellule
sfatte di scariche elettromagnetiche.
Stordita da un uncino di fallimenti,
da una spina di germogli distrutti
da aforismi con il prezzo del disprezzo,
divorata dai vermi del tempo determinato,
sotterrati in cumuli di sangue rarefatto,
istituzionalizzati in accademie precostituite,
svengo, stuprata da questo profumo di girasoli,
sezione aurea in equilibrio permanente.
L'offerta di omaggi collabora con una vita in ritardo,
una destituzione del Novum,
in un respiro che decreta l'apparente disaffezione.
In un magma di monomanie concettuali,
enumerare astrazioni,
sature di non-contemporaneità,
equivale ad assediare cicatrici estese
in tutto questo corpo saturo di satira.
Sono figlia di una lezione mnemonica,
rievocata in una crittografia
che spazia in ogni singolo punto del tao.
Addossata ad un nome color arancione,
in un letto di aculei artificiali,
esportati dalla terra della gioventù drammatizzata,
allergici alla concordanza di luci e ombre
di candele
che gettano l'ancora
su questa catena dolce di parole,
da mettere sotto i denti,
mi abbandono all'Eliotropismo,
eroe su questa ripida scala di errori.
mercoledì 16 dicembre 2009
Figlio
Figlio
E' stato un tramonto caliginoso
ma era già buio
e poi l’alba incolore
monca di luce
abbondante di tenebre,
corpo di uomo,
cuore ancor fragile,
smarrimento,
rabbia,
rancore,
silenzi eterni
mentre con l’argilla
della tua anima
modellavi tenerezze
cesellavi incastri
che da lontano
irroravo con gocce
di pianto
al fine di rendere
plasmabile
alle tue mani
quella creta,
ne è nata la meraviglia
di tenacia e dolcezza.
Hai compiuto la tua opera d’amore.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 16 dicembre 2009
venerdì 11 dicembre 2009
12 dicembre 1969 per non dimenticare
12 dicembre 1969
PER NON DIMENTICARE
Con quella bomba hanno voluto fermare il 1968 e il 1969, hanno voluto fermare milioni di esseri umani che avevano deciso di vivere da esseri umani" Pietro Valpreda
"In quella strage morirono 16 persone. La bomba esplose alle 16.30 di venerdì 12 dicembre. Pochi minuti dopo, esattamente alle 16.45, 17.22 e 17.30, esplosero a Roma altre tre bombe (alla banca Nazionale del Lavoro, all'Altare della Patria e al Museo del Risorgimento), ma non provocarono vittime. Come si spiega, intanto, questa clamorosa differenza negli esiti: voluta o casuale?
Secondo alcune ipotesi, anche a Milano non avrebbero dovuto esserci dei morti. Lo sostiene, per esempio, Taviani. In Commissione disse che non avremmo capito niente se non fossimo partiti dal presupposto che la bomba avrebbe dovuto esplodere quando la banca era chiusa. Piazza Fontana, ha aggiunto, fu organizzata da "persone serie" che sicuramente non volevano "uccidere deliberatamente sedici italiani"... Fece riferimento ad un "ipotetico colonnello dei carabinieri", ma non volle andare oltre, affermando che solo dopo la sua morte sapremo quella parte di verità che non può raccontarci da vivo..."
(G. Fasanella, C. Sestrieri, G. Pellegrino, Segreti di Stato, Einaudi, 2000, pp. 64-5.)
Milano. 5 maggio 2005. La seconda sezione penale della Cassazione conferma il verdetto di assoluzione, già emesso dalla Corte d’assise d’appello di Milano, a favore di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, imputati nell’ennesimo processo per la strage di Piazza Fontana, avvenuta, lo ricordiamo, nell’ormai lontano 12 dicembre 1969, e condannati all’ergastolo in primo grado. Dopo 36 anni, Piazza Fontana non ha colpevoli, però una condanna c’è: quella inflitta ai parenti delle vittime, e alle istituzioni che con loro si sono costituite parte civile, di pagare le spese processuali...
giovedì 3 dicembre 2009
Social Card
IL GRANDE INGANNO
Due parole sulla "Social Card"
Premesso che a mio avviso è il solito populismo, che butta fumo negli occhi, soprattutto di chi lo ha votato, vorrei spendere (che ridere questo verbo) due parole su ciò che ne penso.
I 40 € al mese che verranno elargiti con tanta munificenza dal governo a conti fatti si riducono a circa la metà, infatti dando per scontato che le grandi catene di distrubuzione alimentare hanno profitti di almeno il 100% sui prodotti che vendono (altrimenti non si capisce come facciano fare sconti del 50%) a meno che non siano diventati tutti filantropi, significa che il bonus sarà pari a circa 20€ al mese, ovviamente dare un aumento in soldi veri non è nella politica del governo altrimenti la grande distribuzione, i circuiti delle carte di credito non ci avrebbe guadagnato e soprattutto i "beneficiari" forse non li avrebbero spesi tutti (anche se si tratta di una somma ridicola, almeno quanto è vergognoso e inumano far si che possano esistere persone che debbano sopravvivere con 500-600 € al mese.
Ma in tutta questa porcheria ci sono almeno due cose ancora più abbiette.
Un normale cittadino per averla deve dimostrare di non avere a proprio nome oltre il 25% di un secondo immobile ,quindi se sono proprietario di un paio di piani del grattacielo pirelli rientro negli aventi diritto della social card, oppure se abito a Montecarlo ed in Italia dichiaro un reddito inferiore ai 6.000 euro anche qui ho diritto alla social card, e un patrimonio mobiliare non superiore a 15 mila euro, quindi ammortamento della cucina,poltrona,televisione, ecc.ecc. Questa è,la grande presa in giro
Se consideriamo lo storico Food stamp program negli Stati Uniti aiuta quasi trenta milioni di americani con circa 100 dollari al mese per membro della famiglia. Il supporto all’infanzia della Georgia (Usa) finanzia i nuclei familiari utilizzando un fondo di 77 milioni di dollari per il 2008. Ma programmi di assistenza simili sono sviluppati da tempo anche in altre nazioni europee: il progetto del governo britannico per l’erogazione di aiuti alle famiglie a basso reddito, la carta prepagata olandese e la distribuzione di sussidi sociali in Polonia.
E se in tutto questo ci mettiamo che i lavoratori dell'Alitalia sono in cassa integrazione (quindi pagati con soldi dei cittadini) ma che devono essere presenti sul lavoro e quindi lavorare, senza che l'Alitalia ed ora la Cai sborsi un soldo direi che il vostro berlusconi vi ha fatto "cucù" come alla Merkel, anzi peggio perchè nonostante tutto un certo fastidio nel didietro lo sento anch'io.
FINANZA CREATIVA, così viene chiamata, da chi continua a truffarti.
mercoledì 2 dicembre 2009
Echi poesia di Marta Niero
Nei tuoi colori
profumi di terre lontane,
che si rivelano
nel buio dell'iride,
nelle mappe del volto,
nel bruno del corpo.
Con l'eco della fantasia
viaggio:
foreste, spezie, litanie.
Eppure son qui
tra le nebbie dell'est
a respirare
calore d'Oriente.
Marta Niero
Abolizione dell'Entrata
l’ululato dei Corpi in Catene.
Il tal periodico effettua collocazioni,
nel registro dei senza volto,
scimiottando l’ordine di un quadro valoriale
naturalizzato dal direttore,
ma apre un balcone nel Vuoto.
La corrispondenza immaginaria,
il frutto di una morbosa aderenza all’Alterità,
nella segregazione di storie anonime,
s’incarnò nell’indole del Viaggiatore dei non-luoghi.
I Viandanti degli anfratti verticali della pena
con la condanna a tracolla,
le ossa appese alla fune delle privazioni,
sono sequestrati dall’occhio del cancello blindato.
Si spengono i riflettori
sugli uomini che possono solo voltarsi indietro.
La tavola è imbadita
e il colloquio con la morte autorizzato.
La sfilata di speranze,
nella surmodernità,
è stata dislocata in rovine di piombo.
Una temporalità che sta su un piede solo,
attende l’antidoto.
In quell’ora,
di sangue si macchia
il corridoio della sorveglianza
e la rivendicazione è parcheggiata
appena fuori Realtà.
sabato 28 novembre 2009
Se tu tornassi
domenica 22 novembre 2009
60 anni dalla dihiarazione dei diritti dell'uomo
Art.
1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
5 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
6 Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
7 Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
8 Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
9 Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
10 Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
11 1 Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
2 Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
12 Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
13 1Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2 Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
14 1 Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2 Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
15 1 Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2 Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
16 1 Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
2 Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3 La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
17 1 Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2 Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
18 Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.
19 Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
20 1 Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2 Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.
21 1 Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2 Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
3 La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
22 Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
23 1 Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione
2 Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3 Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4 Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
24 Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
25 1 Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2 La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
26 1 Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
3 I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
27 1 Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2 Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
28 Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
29 1 Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2 Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3 Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.
30 Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.
10 dicembre 2008
60 anni dalla dichiarazione dei diritti dell'uomo
martedì 10 novembre 2009
Origami d'Amore
uno squarcio di fosforo bianco
nell’Anomalo Panorama Improvvisato
in un bassorilievo di creta,
la vertigine bacia una metamorfosi surrealista.
Gli elettroni,eccitati,
inciampano nella loro fluorescenza
e,in un pavimento a quadretti,
uno schizzo malconcio,
ritagliato in una scacchiera patogena,
noi abbozziamo un Amore di Carta.
Io e Te,
scivoliamo nella panna,
ridiamo della promiscuità,
pasticciamo l’affluente della logica
e stampiamo dolci sillabe
su cartoline in filigrana.
Il fior di latte,
penetra nella griglia della Razionalità;
il freno inibitore,
nell’onirico istinto di vita,
spegne il proprio motore,
e,sussurrando origami di Estasi,
somministra Amore
ad una Vita in declino.
martedì 27 ottobre 2009
From Hell to Hell
nella bizzarra ponderazione
dell’estremo estremismo.
Narcotizzato da strisce stupefacenti
di spasmodica Allegria,
avvolto in uno strofinaccio
di tensioni faziose,
tal evidenziatore trasgredisce
al tetro dominio del negazionismo.
In quest’opuscolo del Rischio,
un aliante sobilla illusioni depresse e deprivate;
nel luogo della rivolta,
uno pseudonimo schernisce
la tanto declamata coincidenza della giustapposizione.
Un lento valzer di strategia,
di tecniche di prevenzione del suicidio,
traccia una riga di nevrosi claustrofobiche,
orrore di spettri,
sforbiciata di vendette lievitate
in inutili recitazioni,
tintura di odio,
dinamite derisa dal dubbio,
repressa nel moral genocidio
di coltellate,
che precipitano nel cobalto
di questo inferno blu.
mercoledì 14 ottobre 2009
Eco d'Amore
due equivoci traballanti,
imballati in un duplice riflesso
dello stesso ectoplasma
e impiccati allo stendino dell’ordinarietà.
Io e te,
uno starnuto sulla mondanità,
seduto in un ordigno brulicante
di pulsioni, registrate da polsi
in ripresa.
Io e te,
un’anafora di ipocondria,
imbalsamata in una segregazione
di paura totalizzante.
Io e te,
un cemento armato
di capricci,
invidia borghese, malata di alterità.
Io e te,
circoncisione di voglie,
un limbo di laconici lamenti,
levigati nel limitrofo lapidare di luce.
Io e te,
un fulmineo stringere le nostre cinture,
un accoppiamento di sensi,
osservato a distanza.
Io e te,
una nota stonata,
interminabile, nel suo errore,
illimitata dalla nostra uguaglianza,
radice del fraintendimento.
Io e te,
un rituale del soffocamento,
una nenia poco terapeutica,
il mistero che ogni notte mi racconti,
prima di sovrapporre il tuo cuore
in accelerazione ,
a questo sputo d’Amore
e soverchiare la porta dell’eternità.
martedì 13 ottobre 2009
Consacrazione del Niente
disorientato ago di una bussola arruffata,
è l’architrave della perseveranza.
Buffo punto cardinale indecifrato,
casualità dentro il caso,
scisma di navigazioni,
affondate nel disordine dei giorni,
rincasa in uno stato di trance transgenico.
Autocontrollo di pensieri,
deglutire isteria,
attivista della finzione,
in una fucina che scivola nel crisma dell’inconsapevolezza.
Estrazioni di concetti,
miniere di ipnosi,
di un carcerato in libera uscita dalla vita,
in una dissociazione psichica
che deglutisce l’omissione,
in deroga.
martedì 6 ottobre 2009
Viola lascia vivere la Morte
In questa afflizione di Spirito,
nel tetro impallidirsi di questo volto,
il sangue reitera la demarcazione
del terreno di annessione.
Su questo cratere demagogico,
infestato di degradazione e umiliazione,
trionfi l’oblio!
Ogni lacrima trattenuta nel confine
delle occhiaie,
oggettiva il Bene e il Male,
universale logica spersonalizzata.
Annodata allo stesso cerchio di Fuoco,
bombardata di anomalie
e distopie di pensiero,
questa identità è mortificata.
E' rasa al suolo anche l'ultima fine,
martire della tua incoerenza coerente,
un esproprio di una vita,
univoca esistenza,
che tu metti in saldo,
perchè logora.
Tu, emblema del peccato,
rappresentante inconsapevole
dei connotati fascisti,
annunci la vendita della tua anima,
al miglior offerente.
Viola lascia vivere la Morte,
domani non esiste!
sabato 26 settembre 2009
Passato prossimo
Ieri, queste affinità elettive erano stucco,
in questa mansarda negligente,
straripante di spazi galleggianti
in lacrime deformi.
L’equivalenza aveva un risultato affermativo,
il dietro le quinte annuiva,
nel melato connubio,
con il palcoscenico.
L’esalazione di tenerezza,
epicurea gelatina color ciliegia,
affondava su questa similitudine.
I nostri visi si intagliavano vicendevolmente,
in un congenito legame fraterno.
Gli specchi sillabavano i nostri nomi;
un sorbetto di carezze graffiava l’inquietudine
ma il quadro che si delineava già stava brindando
al busto sospeso in quella piazza,
uscita di scena, per opera di un emissario
dalla scrittura cuneiforme.
Ed il tempo è cumulativo
e i fratelli siamesi, divisi dall’oblò del ritmo,
divennero prigionieri di una favola,
estorta alla fantasia
e non più attuale,
una retorica nostalgia che seduce,
ma non sfama.
giovedì 24 settembre 2009
Un decollo che paralizza l'immobilità
I fendinebbia che stagionano sul tuo selciato,
mentre tu abbozzi un’obiezione,
non irradiano fosforescenza,
sulla vignetta del rebus della tua esistenza.
Architetto di esplorazioni in lenzuola,
agganciate in fantasmi già perdenti,
imbrogli la tua virilità,
assecondando il connubio paura-orgoglio.
Avvinghiato alla tua canonica quiete imperfetta,
ti lasci invecchiare,
all’ombra di un’instabile promessa di futuro,
rifiutata, perché non espressa in carta bollata.
Non posso sottoscrivere un’assicurazione sulla tua vita
e, su questo imprevisto, c’impicco la mia saliva.
La stagione che squadri dal tuo loculo
è sbiadita,
come questa dissimulazione di metropoli.
Il culto del vittimismo ti vieta di desiderarmi,
coito proibito,
dall’immobilità del tuo anacronistico dilemma,
parassita del carpe diem.
Lo stampino da adulto prodigio,
incollato nel tuo temperamento,
viene santificato collegialmente.
Ma il nostro contratto routinizza l’inchino all’oscenità,
ed io, dissociandomi dal fare gli inchini all’attesa,
mortificata dall’indifferenza,
non posso che decollare dal tuo tentennare.
mercoledì 23 settembre 2009
L'aggressione come strategia
L’aggressione come strategia
(Berlusconi non si fermerà)
.
di GIUSEPPE D’AVANZO
.
Chi abusa del suo potere, prima o poi, non tenterà più di affermare il principio della propria legittimità e mostrerà, senza alcuna finzione ideologica, come la natura più nascosta di quel potere sia la violenza, la violenza pura. Sta accadendo e accade ora a Silvio Berlusconi che, da sempre, dietro il sorriso da intrattenitore occulta il volto di un potere spietato, brutale, efficiente. Era nell’aria. Doveva accadere perché da mesi era in incubazione. Avevamo la cosa sotto gli occhi, se ne potevano scorgere le ombre. Sapevamo, dopo il rimescolamento nell’informazione controllata direttamente o indirettamente dall’Egoarca, che in autunno sarebbe cominciata un’altra stagione: un ciclo di prepotenza che avrebbe demolito i non-conformi, degradato i perplessi, umiliato gli antagonisti, dovunque essi abbiano casa. Dentro la maggioranza o nell’opposizione. Dentro la politica o fuori della politica. Nel mondo dell’impresa, della società, della cultura, dell’informazione.
.
Nessuno poteva immaginare che l’aggressiva “strategia d’autunno” avrebbe provocato l’inedita e gravissima crisi tra il governo italiano e la Santa Sede aperta dalla rinuncia del segretario di Stato Tarcisio Bertone di sedere accanto al presidente del Consiglio in una cena offerta dall’arcivescovo dell’Aquila nel giorno della “perdonanza”.
.
Perdono mediatico chiedeva Berlusconi al Vaticano e l’aveva ottenuto. Nella sua superbia, l’uomo deve aver pensato che Oltretevere lo avrebbe assolto e “immunizzato” anche per il rito di degradazione che, nello stesso giorno, il Giornale dell’Egoarca ha voluto infliggere al direttore dell’Avvenire, “colpevole” di aver dato voce alle inquietudini del mondo cattolico per l’esempio offerto da chi frequenta minorenni e prostitute, di aver usato parole esplicite per censurare lo stile di vita del capo del governo. Anche contro la Chiesa, Berlusconi ha voluto mostrare la prepotenza del suo potere e la Chiesa ha chiuso la porta che gli era stata aperta.
.
Nelle ore di questa sconosciuta e improvvisa crisi tra Stato e Chiesa, quel che bussa alla porta di Berlusconi è soltanto la realtà che, per fortuna, alla fine impone le proprie inalterabili condizioni. Per cancellarla, nientificarla, l’Egoarca ha pensato di poter fare affidamento soltanto sul potere ideologico, egemonico e mediatico della sua propaganda, sull’accondiscendenza dei conformi e la pavidità dei prudenti sempre a caccia di un alibi. La “pubblicità” avrebbe dovuto rimuovere ogni storia, ogni evento (dalla “crisi di Casoria” alle stragi di migranti nel canale di Sicilia) sostituendoli con la narrazione unidimensionale e autocelebrativa delle imprese di chi ha il potere e, in virtù di questo possesso, anche la “verità”. Forse, si ricorderà la conferenza stampa di Berlusconi di agosto. Il racconto vanaglorioso di un successo ininterrotto, attivo in ogni angolo della Terra.
.
Se le truppe di Mosca si sono fermate alle porte di Tbilisi scongiurando un conflitto Russia-Georgia, il merito è di Berlusconi che ha evitato l’inizio di una nuova Guerra Fredda. Se Barack Obama ha firmato a Mosca il trattato per la limitazione delle armi nucleari, il merito è di Berlusconi che ha favorito “l’avvicinamento” della Casa Bianca al Cremlino. Se l’Alleanza atlantica è ancora vegeta, lo si deve al lavoro di persuasione di Berlusconi che ha convinto il leader turco Erdogan a dare il via libera alla candidatura di Rasmussen. Se “l’Europa non resterà mai più al freddo”, il merito è di Berlusconi che ha convinto Erdogan e Putin a stringersi la mano dinanzi al progetto del gasdotto South Stream. Nel mondo meraviglioso di Silvio Berlusconi non c’è ombra né crisi. Non c’è recessione né sfiducia. Non c’è né sofferente né sofferenza. Non ci sono più immigrati clandestini, non c’è crimine nelle città, non c’è più nemmeno la mafia. Regna “la pace sociale” e “nessuno è rimasto indietro” e, per quanto riguarda se medesimo, “non c’è nulla di cui deve scusarsi”. Grazie ai “colpi di genio” di Berlusconi, anche i terremotati delle tendopoli all’Aquila sono felici perché “molti sono partiti in crociera e altri sono ospitati in costiera e sono tutti contenti”.
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Questo racconto fantasioso deve essere unidimensionale, uniforme, standardizzato, senza incrinature. Deve far leva su un primato della menzogna a cui si affida il compito di ridisegnare lo spazio pubblico. Soprattutto deve essere protetto da ogni domanda o dubbio o fatto. A chi non accetta la regola, quel potere ideologico e mediatico riserverà la violenza pura, la distruzione di ogni reputazione, il veleno della calunnia. Guardatevi indietro. E’ accaduto costantemente in questa storia che ha inizio a Casoria il 26 aprile, in un ristorante di periferia dove si festeggiano i 18 anni di una ragazza che, minorenne, Berlusconi ha voluto accanto a cene di governo e feste di Capodanno. Della moglie del capo del governo che dice “basta” e chiede il divorzio perché “frequenta minorenni” e “non sta bene” saranno pubblicate foto a seno nudo, le si inventerà un amante. Lo stesso rito di degradazione sarà imposto al giovane operaio che testimonia le modalità del primo contatto tra il 73enne capo del governo e la minorenne di Napoli; alla prostituta che racconta la notte a Palazzo Grazioli e le abitudini sessuali del capo del governo; al tycoon australiano che edita un Times troppo curioso; al fotografo che immortala l’Egoarca intossicato dalla satiriasi con giovani falene a Villa Certosa; all’editore di un giornale - questo - che si ostina a chiedere conto a Berlusconi, con dieci domande, delle incoerenze delle sue parole nella convinzione che è materia di etica politica e non di moralità privata rendere disponibile la verità in un pubblico dibattito. A questa stessa degradazione è stato ora sottoposto il direttore del giornale della Conferenza episcopale.
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Berlusconi non si fermerà. Dal cortile di casa, questo potere distruttivo - che ha bisogno di menzogne, silenzio, intimidazione - minaccia di esercitarsi in giro per il mondo aggredendo, dovunque essi siano, in Francia, in Spagna, in Inghilterra, negli Stati Uniti, i giornali che riferiscono della crisi dell’Egoarca, della sua irresponsabilità e inadeguatezza. Sarebbe ridicolo, se non fosse tragico. Quel che si intravede è un uomo solo, circondato da pochi - cattivi - consiglieri, prigioniero di se stesso, del suo delirio di potenza, delle sue favole, incapace di fare i conti con quella realtà che vuole annullare. E’ un uomo, oggi più di ieri, violento e pericoloso perché nella sua crisi trascinerà lo Stato che rappresenta. Come ha fatto ieri, inaugurando il conflitto con la Santa Sede. E domani con chi altro? Non ci si può, non ci si deve rassegnare alla decadenza di un premier che minaccia di precipitare anche il Paese nel suo collasso.
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di GIUSEPPE D’AVANZO
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(29 agosto 2009)
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http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-22/aggressione-strategia/aggressione-strategia.html
venerdì 18 settembre 2009
In ricordo di Giustizia
Il tricolore, ustionato dalla vergogna,
mentre l’Etica subisce un pesante infortunio.
Zittita ogni manifestazione per la libertà,
la priorità è recitare la litania
del compianto dei volontari.
La Patria restringe i confini,
ad un feretro.
Il nazionalismo,dettame riciclato,
sedativo dei piani alti,
non è rimasto un inedito.
Best seller, si appresta ad annunciare,
mediaticamente,
il lutto Nazionale e il trionfo dell’Ipocrisia.
Esorta il popolo a digiunare di consapevolezza
e a vivere nell’anoressia intellettuale.
Nella terra di Nessuno,
l’uomo probo ingoia saliva,
infettata da servitù e propaganda errata.
Estirpare e Colonizzare è il motto.
La Giustizia, intanto, si avvia al patibolo,
accompagnata dall’Unicorno.
Cavallo bianco,
simbolo di nobiltà e rettitudine,
lascia cadere l’emblema della neutralizzazione del veleno,
della penetrazione del divino
e la vergine, fecondata dalla vendetta,
attende la commemorazione degli impostori,
ribadendo che,
in questa sede,
il sangue dell’inavvertenza verrà solamente demonizzato
Un grazie a....
Musica
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