due equivoci traballanti,
imballati in un duplice riflesso
dello stesso ectoplasma
e impiccati allo stendino dell’ordinarietà.
Io e te,
uno starnuto sulla mondanità,
seduto in un ordigno brulicante
di pulsioni, registrate da polsi
in ripresa.
Io e te,
un’anafora di ipocondria,
imbalsamata in una segregazione
di paura totalizzante.
Io e te,
un cemento armato
di capricci,
invidia borghese, malata di alterità.
Io e te,
circoncisione di voglie,
un limbo di laconici lamenti,
levigati nel limitrofo lapidare di luce.
Io e te,
un fulmineo stringere le nostre cinture,
un accoppiamento di sensi,
osservato a distanza.
Io e te,
una nota stonata,
interminabile, nel suo errore,
illimitata dalla nostra uguaglianza,
radice del fraintendimento.
Io e te,
un rituale del soffocamento,
una nenia poco terapeutica,
il mistero che ogni notte mi racconti,
prima di sovrapporre il tuo cuore
in accelerazione ,
a questo sputo d’Amore
e soverchiare la porta dell’eternità.
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

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