sabato 19 dicembre 2009

Eliotropismo invocato

girasoleLa freccia sconsacrata dell'abitudine coordina
il moto sempre uguale a se stesso,
quel buco di paradossi lievitati
in desideri dislocati in cellule
sfatte di scariche elettromagnetiche.
Stordita da un uncino di fallimenti,
da una spina di germogli distrutti
da aforismi con il prezzo del disprezzo,
divorata dai vermi del tempo determinato,
sotterrati in cumuli di sangue rarefatto,
istituzionalizzati in accademie precostituite,
svengo, stuprata da questo profumo di girasoli,
sezione aurea in equilibrio permanente.
L'offerta di omaggi collabora con una vita in ritardo,
una destituzione del Novum,
in un respiro che decreta l'apparente disaffezione.
In un magma di monomanie concettuali,
enumerare astrazioni,
sature di non-contemporaneità,
equivale ad assediare cicatrici estese
in tutto questo corpo saturo di satira.
Sono figlia di una lezione mnemonica,
rievocata in una crittografia
che spazia in ogni singolo punto del tao.
Addossata ad un nome color arancione,
in un letto di aculei artificiali,
esportati dalla terra della gioventù drammatizzata,
allergici alla concordanza di luci e ombre
di candele
che gettano l'ancora
su questa catena dolce di parole,
da mettere sotto i denti,
mi abbandono all'Eliotropismo,
eroe su questa ripida scala di errori.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

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