mercoledì 2 dicembre 2009

Abolizione dell'Entrata

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Nessun incensurabile rotocalco può incidere
l’ululato dei Corpi in Catene.
Il tal periodico effettua collocazioni,
nel registro dei senza volto,
scimiottando l’ordine di un quadro valoriale
naturalizzato dal direttore,
ma apre un balcone nel Vuoto.
La corrispondenza immaginaria,
il frutto di una morbosa aderenza all’Alterità,
nella segregazione di storie anonime,
s’incarnò nell’indole del Viaggiatore dei non-luoghi.
I Viandanti degli anfratti verticali della pena
con la condanna a tracolla,
le ossa appese alla fune delle privazioni,
sono sequestrati dall’occhio del cancello blindato.
Si spengono i riflettori
sugli uomini che possono solo voltarsi indietro.
La tavola è imbadita
e il colloquio con la morte autorizzato.
La sfilata di speranze,
nella surmodernità,
è stata dislocata in rovine di piombo.
Una temporalità che sta su un piede solo,
attende l’antidoto.
In quell’ora,
di sangue si macchia
il corridoio della sorveglianza
e la rivendicazione è parcheggiata
appena fuori Realtà.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

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