martedì 10 novembre 2009

Origami d'Amore

Origami5Da questo promontorio,
uno squarcio di fosforo bianco
nell’Anomalo Panorama Improvvisato
in un bassorilievo di creta,
la vertigine bacia una metamorfosi surrealista.
Gli elettroni,eccitati,
inciampano nella loro fluorescenza
e,in un pavimento a quadretti,
uno schizzo malconcio,
ritagliato in una scacchiera patogena,
noi abbozziamo un Amore di Carta.
Io e Te,
scivoliamo nella panna,
ridiamo della promiscuità,
pasticciamo l’affluente della logica
e stampiamo dolci sillabe
su cartoline in filigrana.
Il fior di latte,
penetra nella griglia della Razionalità;
il freno inibitore,
nell’onirico istinto di vita,
spegne il proprio motore,
e,sussurrando origami di Estasi,
somministra Amore
ad una Vita in declino.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

martedì 27 ottobre 2009

From Hell to Hell

vuote_forme_blu_by_TheWhiteNightIl sole insorge,
nella bizzarra ponderazione
dell’estremo estremismo.
Narcotizzato da strisce stupefacenti
di spasmodica Allegria,
avvolto in uno strofinaccio
di tensioni faziose,
tal evidenziatore trasgredisce
al tetro dominio del negazionismo.
In quest’opuscolo del Rischio,
un aliante sobilla illusioni depresse e deprivate;
nel luogo della rivolta,
uno pseudonimo schernisce
la tanto declamata coincidenza della giustapposizione.
Un lento valzer di strategia,
di tecniche di prevenzione del suicidio,
traccia una riga di nevrosi claustrofobiche,
orrore di spettri,
sforbiciata di vendette lievitate
in inutili recitazioni,
tintura di odio,
dinamite derisa dal dubbio,
repressa nel moral genocidio
di coltellate,
che precipitano nel cobalto
di questo inferno blu.

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mercoledì 14 ottobre 2009

Eco d'Amore

cuoreIo e te,
due equivoci traballanti,
imballati in un duplice riflesso
dello stesso ectoplasma
e impiccati allo stendino dell’ordinarietà.
Io e te,
uno starnuto sulla mondanità,
seduto in un ordigno brulicante
di pulsioni, registrate da polsi
in ripresa.
Io e te,
un’anafora di ipocondria,
imbalsamata in una segregazione
di paura totalizzante.
Io e te,
un cemento armato
di capricci,
invidia borghese, malata di alterità.
Io e te,
circoncisione di voglie,
un limbo di laconici lamenti,
levigati nel limitrofo lapidare di luce.
Io e te,
un fulmineo stringere le nostre cinture,
un accoppiamento di sensi,
osservato a distanza.
Io e te,
una nota stonata,
interminabile, nel suo errore,
illimitata dalla nostra uguaglianza,
radice del fraintendimento.
Io e te,
un rituale del soffocamento,
una nenia poco terapeutica,
il mistero che ogni notte mi racconti,
prima di sovrapporre il tuo cuore
in accelerazione ,
a questo sputo d’Amore
e soverchiare la porta dell’eternità.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

martedì 13 ottobre 2009

Consacrazione del Niente

hypnosisTale ormeggio,
disorientato ago di una bussola arruffata,
è l’architrave della perseveranza.
Buffo punto cardinale indecifrato,
casualità dentro il caso,
scisma di navigazioni,
affondate nel disordine dei giorni,
rincasa in uno stato di trance transgenico.
Autocontrollo di pensieri,
deglutire isteria,
attivista della finzione,
in una fucina che scivola nel crisma dell’inconsapevolezza.
Estrazioni di concetti,
miniere di ipnosi,
di un carcerato in libera uscita dalla vita,
in una dissociazione psichica
che deglutisce l’omissione,
in deroga.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

martedì 6 ottobre 2009

Viola lascia vivere la Morte

fire

In questa afflizione di Spirito,

nel tetro impallidirsi di questo volto,

il sangue reitera la demarcazione

del terreno di annessione.

Su questo cratere demagogico,

infestato di degradazione e umiliazione,

trionfi l’oblio!

Ogni lacrima trattenuta nel confine

delle occhiaie,

oggettiva il Bene e il Male,

universale logica spersonalizzata.

Annodata allo stesso cerchio di Fuoco,

bombardata di anomalie

e distopie di pensiero,

questa identità è mortificata.

E' rasa al suolo anche l'ultima fine,

martire della tua incoerenza coerente,

un esproprio di una vita,

univoca esistenza,

che tu metti in saldo,

perchè logora.

Tu, emblema del peccato,

rappresentante inconsapevole

dei connotati fascisti,

annunci la vendita della tua anima,

al miglior offerente.

Viola lascia vivere la Morte,

domani non esiste!

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sabato 26 settembre 2009

Passato prossimo

Gothic

Ieri, queste affinità elettive erano stucco,

in questa mansarda negligente,

straripante di spazi galleggianti

in lacrime deformi.

L’equivalenza aveva un risultato affermativo,

il dietro le quinte annuiva,

nel melato connubio,

con il palcoscenico.

L’esalazione di tenerezza,

epicurea gelatina color ciliegia,

affondava su questa similitudine.

I nostri visi si intagliavano vicendevolmente,

in un congenito legame fraterno.

Gli specchi sillabavano i nostri nomi;

un sorbetto di carezze graffiava l’inquietudine

ma il quadro che si delineava già stava brindando

al busto sospeso in quella piazza,

uscita di scena, per opera di un emissario

dalla scrittura cuneiforme.

Ed il tempo è cumulativo

e i fratelli siamesi, divisi dall’oblò del ritmo,

divennero prigionieri di una favola,

estorta alla fantasia

e non più attuale,

una retorica nostalgia che seduce,

ma non sfama.

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giovedì 24 settembre 2009

Un decollo che paralizza l'immobilità

Air_spotting_3_by_NikonAnd

I fendinebbia che stagionano sul tuo selciato,

mentre tu abbozzi un’obiezione,

non irradiano fosforescenza,

sulla vignetta del rebus della tua esistenza.

Architetto di esplorazioni in lenzuola,

agganciate in fantasmi già perdenti,

imbrogli la tua virilità,

assecondando il connubio paura-orgoglio.

Avvinghiato alla tua canonica quiete imperfetta,

ti lasci invecchiare,

all’ombra di un’instabile promessa di futuro,

rifiutata, perché non espressa in carta bollata.

Non posso sottoscrivere un’assicurazione sulla tua vita

e, su questo imprevisto, c’impicco la mia saliva.

La stagione che squadri dal tuo loculo

è sbiadita,

come questa dissimulazione di metropoli.

Il culto del vittimismo ti vieta di desiderarmi,

coito proibito,

dall’immobilità del tuo anacronistico dilemma,

parassita del carpe diem.

Lo stampino da adulto prodigio,

incollato nel tuo temperamento,

viene santificato collegialmente.

Ma il nostro contratto routinizza l’inchino all’oscenità,

ed io, dissociandomi dal fare gli inchini all’attesa,

mortificata dall’indifferenza,

non posso che decollare dal tuo tentennare.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::