venerdì 28 novembre 2025

Lo Scongiuro del Vespero - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




Lo Scongiuro del Vespero
Tutto hai deciso nelle mute parole.


Scolpito l'Autunno
rosseggiante e Amaro
nel Silenzio
di mute Parole.

Pendevano dalle Grotte d'Inverno.
Tempo di unirsi alle Spade che salgono
a crear Barriere di Gelo.

Inutile la Primavera per Nettare
se il Miele dall'Alveare
gettato è nel Fango.
Solo per irridere
i Ricordi.

L'Estate arriverà
nel Mar Morto.
Lì getterai la mia Ombra
all'apparire di Afrodite
T'inginocchi
al Vespero
per lo scongiuro:
non tornare.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) - © 25 novembre 2025

giovedì 30 ottobre 2025

Il respiro del giorno - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

"Non il lamento, ma il vento lieve porterà il canto, e la luna (complice) accompagna chi sfida la notte."


Il respiro del giorno

Lascia che rara rugiada
 si posi sulle tue irte spine,
 signore delle dune;
 ombra che regna
  dove il sole tace.

S’apriranno fiori trasparenti,
 fiori che osano nel deserto assetato,
 richiamando alla vita
  colori quasi dimenticati.  

E la luna, complice,
 imbelletta il volto nascosto,
  per sedurre i coyote
 ululanti alla promessa del potere,
  ignari d’essere eco
   di una piaga già spenta. 

Voleranno spine sui lamenti,
 e il vento, testimone antico,
 porterà un canto lieve,
  un canto sottile
   di chi affronta la notte
    senza temere i colori. 

Tornerà l’alba,
  ostinata e lenta,
 a scacciare il buio —
  e la sabbia conserverà il ricordo
   di chi ha sfidato la notte. 

La luna riposerà,
 velando il maquillage,
  e sorriderà...
   al nuovo respiro del giorno.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 ottobre 2025


mercoledì 29 ottobre 2025

Oltre i cipressi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

"Non si smette di lottare per invecchiare, si invecchia quando si smette di lottare."
(Massima popolare sulla resistenza)


Oltre i cipressi


Strilla il cielo, e il vento punge
con il suo dolore le memorie
dell'azzurro conquistate.

Ascolta il suo canto senz'amarezza,
lascia che il loto copra la melma,
a ricolorar la strada della magia.

Con il velo dei sogni tra le mani
e il sangue dei ricordi
che non vogliono morire.

Non acquietarti al buio,
cavalca il soffio della bellezza
segui le orme di chi ha inseguito l'incanto,
proteggilo tra le mani accostate,
come fosse rondine caduta dal nido.

Sii quercia, fiume, respiro:
forte, audace, libero libero di vivere,
per allontanare i cipressi
dal campo dei desideri.

E lascia che il tuo cuore insegni al mondo
come si danza tra le ferite.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – 30 ottobre 2025

giovedì 23 ottobre 2025

Guardando a est - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Nota D'autore:
Riascoltando un canto lontano, ho seguito il mare fino all’orizzonte. Là, dove il reale si fa incanto, è nata questa poesia.


Guardando a Est


Dove la terra si confonde con il mare,
Fata Morgana di verità fa miraggi
tali da sembrar sfiorarsi come amanti,
e sul confine il giorno si spegne.

S'attende  Vespero a stender la sera,
e i girasoli si volgono a est,
in attesa d'alzar lo sguardo;
intanto a ponente l'illusione svanisce,
si raccolgono rumori di voci e risacca,
nell'ombra quieta.

Luci di un porto lontano velano le stelle;
traccia la luna la via sicura
tra creste e spuma,
e il naviglio s'affida a quel filo di luce.

Ti guardo mentre dormi
rischiarata dai suoi raggi,
prima che Afrodite torni a cullare
i girasoli con l'abbraccio
che scioglie il silenzio.

E io ti carezzo mentre torni dal sonno.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © 22 ottobre 2025

venerdì 17 ottobre 2025

La bambola - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

        La bambola  


        Come foglie secche calpestate
        si sgrana il tempo
        nel fuoco delle bombe
        a ricordar ancora odori
        di roghi medioevali.

        Caligine di vite e focolari
        si stende su anime e macerie
        mentre il flagello ancor strappa
        gli ultimi respiri e
        l'ultima bambola
        che ancor stringe una mano
        che più non risponde.

        
Son nutriti, assolti, consacrati
        sul nuovo altare d’oro:
        volti spenti, scrigni inviolabili,
        leggi negate alla vita;
        coperti dai tre silenzi di Dio.


        Michelangelo Cervellera © - 17 ottobre 2025

venerdì 10 ottobre 2025

L'OBLIO DEL LAMENTO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


       

    note d'autore:

    “Urla il silenzio dei corpi spezzati, geme l’innocenza calpestata. La religione può essere luce, può             essere oppio; il dolore umano e morale resta, e reclama testimonianza. Questo testo è il suo                     lamento, perché non cada nell’oblio.”


    L'OBLIO DEL LAMENTO


    Il tuono non è il solo fragore,
    si spezza il sospiro nei corpi recisi,
    urla il silenzio, ma il cuore nessun ode,
    s'infrangono sogni da sempre attesi.

    Tu vesti l'esproprio con pietre di diritto,
    gridi difesa la cenere che lasci,
    il tempo si piega al dolore, suo ostello,
    mentre invochi la guerra, antico massacro.

    Si cercano fiori tra fumi e rovine,
    un nome che viva fra polvere e vento,
    una voce che tremi, ma non abbia fine,
    un passo che resti testimone del tempo.

    La fame, la sete, l'orrore negato,
    i soccorsi taciuti da mani lontane,
    la luna, le pietre, gli agnelli sgozzati,
    son manti per il flagello che fate.

    La luna tace, testimone del sangue,
    le pietre si spezzano, mute le leggi,
    l'agnello geme, e resta il silenzio,
    ogni credo ora benedice il dolore.

    Tu, che falci il germoglio dell'innocenza,
    e parli di ieri senz'ombra d'affanno,
    più non hai leggende di Mosè da onorare,
    e il mare lo chiudi sul loro pregare.

    Michelangelo Cervellera © - 5 ottobre 2025


Ottobre - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

    Ottobre



    Questo Ottobre che s'affaccia sulla bruma,

    porta sapore di malinconia, dolci note

    di terra umida e profumo di brace.

    Mentre un vento di storie rievoca ogni verso,

    intanto il sole s'affretta verso il sonno.


    Sui vetri riecheggia un battito di dita,

    che non è pioggia, e il tempo che si fa lento.

    E l'anima si veste di quiete e nostalgia.

    Guardo le piene vigne e i colori sulle foglie,

    un pittore ottobre, che tinge di caldi colori.


    Ottobre si mostra piano piano,

    un crescendo di suoni e odori,

    di colori e di luce che dolce svanisce,

    prima del silenzio,

    prima del riposo della Madre.


    La sera arriva presto, senza fretta,

    è tempo che la nebbia si stenda sulla sera.

    È una coperta che la terra accoglie.


    Ottobre non chiede, sussurra e s'allontana,

    lasciando solo il desiderio di ancor amare.



Michelangelo Cervellera © 8 ottobre 2025

martedì 7 ottobre 2025

Oltre il vento e la sabbia - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Tra fumo e silenzio, restano bambini.


Oltre il vento e la sabbia
 

Oltre il fumo dei camini,
che odorava di cenere e carne;
rimase solo il vento
con echi di fame e terrore.

Oltre il fuoco e la cenere,
che non danno letizia,
la tempesta della guerra
solleva sabbia e silenzio.

Lì, nel vento dimenticato,
si tengono la mano
gli innocenti;
per non cadere ancora nell’orrore.

Ho visto i bambini
volar come ombre,
grevi sospiri di paura e dolore;
le mani intrecciate come radici.

Eppur, già dal fumo,
solo il vuoto ricordo;
non basta;
non basta a farli ridere ancora.


poesia di Michelangelo Cervellera © - 7 ottobre 2025

venerdì 19 settembre 2025

GENOCIDIO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 



Questa poesia nasce dal silenzio, dall’orrore e dal dolore di chi subisce violenza e
ingiustizia.

Fame, sete, ombre: parole che parlano del genocidio in atto a Gaza,
e vogliono restare testimonianza e memoria, senza abbellimenti.

E questo dolore, questo orrore,
non è solo loro.
È anche mio.



GENOCIDIO


Fame -

  senza pane

Sete -

  senza acqua


La vita
si spegne

per mani crudeli, consapevoli.

Ombre di bambole

  polvere, cenere.


E io –

  davanti al loro silenzio –

  non trovo pace.


Michelangelo Cervellera © - 19 settembre 2025

martedì 1 luglio 2025

La mia sete - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

In un mondo in cui il rumore anestetizza, il silenzio può essere più colpevole delle parole. Questa poesia nasce da una sete che non si spegne, da un’urgenza che non chiede bellezza ma verità. È la voce di chi cammina tra le rovine e non si lascia addomesticare.

Inoltre questo testo è un esperimento per delineare un trittico, che in un programma di scrittura è riuscito, su questo blog non ci sono le funzioni adatte e quindi è tutto di seguito in verticale, mentre nel programma di scrittura ha tre colonne verticali affiancate.


La mia sete



La sete si sveglia

Non si placa.
È antica, la mia sete.
Beve rugiada all’alba
e da perse fonti sepolte.

S’infiamma,
quando i sensi desistono,
occhi che si chiudono per comodo
o labbra che tacciono
per facile
e violento asservimento.

Lame sottili di luce,
la sua risposta.


Il corpo trattiene la luce

L’anima mia,
un fiore d’acqua,
dove l’ingiustizia
tenta il passaggio.
Ma ogni onda
è preghiera d’amore,
che le brucia l’intento.

Non chiedo alle stelle
di illuminare la via.
Vorrei che il vero
non sia sepolto
sotto urla
e incenso di menzogne.

Che il buio
non venga vestito
di arrogante,
stolto silenzio.

Camminare nella crepa

Cammino nel mondo
tra rovine
vendute per civiltà,
mentre il gregge bela
echi di parole di morte,
mentre il sangue
forma fiumi
nelle crepe
della democrazia.

È la mia sete,
più forte
della sete stessa,
un dono
che resiste.

Michelangelo Cervellera © 30 giugno 2025

mercoledì 18 giugno 2025

Nudo nell'eco dell'ultimo turno - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Nudo nell'eco dell'ultimo turno 

E' stato
l'ultimo refolo di primavera
che mi ha svestito
dell'abito della passione,
come vento
che sferza il viso negli inverni.
Ci sono pietre infuocate
che ardono nel cuore,
mentre nudo accendo l'ultima sirena.


Michelangelo Cervellera © 18 giugno 2025

Nota dell'autore:
sono soccorritore, domani è l'ultimo turno che posso fare in ambulanza , per sopraggiunti limiti d'età.


martedì 18 marzo 2025

A Fausto e Iaio - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 




A Fausto e Iaio


Che idea, morire di marzo
quando il sole sorge
appena tardi sui prati
vestiti di rugiada,
evaporando sospiri sommessi,
di un'alba ancora non nata.

Esplodono i mandorli,
di bianchi pallidi fiori,
mentre il vento racconta,
di vite spezzate,
al desinar della sera,
mentre i tram vanno al riposo.

Tra le ombre delle case,
tra luci accese dei palazzi,
mentre il sole va a dormire,
una brezza lieve
sussurra echi di lotta,
mentre grida urlate,
non conoscono ristoro;
mormora canzoni di soprusi
e resistenza.

Continua marzo,
tra fiori che si schiudono
e ferite che non si chiudono,
mentre lacrime incidono la pelle
di chi abbraccia il vento
della libertà.

Michelangelo Cervellera © -marzo 2025-

domenica 16 marzo 2025

La carezza delle ali - (tra le Ali dell'Arcobaleno) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


La carezza delle ali - (tra le Ali dell'Arcobaleno)


Si spogliò davanti a una farfalla,
chiedendole i colori,
perché entrassero nell’anima,
come affreschi luminosi,
come riflessi di seta e libertà.

Il battito vibrante d’ali,
carezza di tempesta,
si fece vento,
sparse fiori nel cielo,
e incise un arcobaleno,
ponte tra sogno e respiro.

Là, ogni barriera si frantumò,
Là, la danza incendiò i colori,
e il mondo ne fu tempio.


Michelangelo Cervellera © - marzo 2025

venerdì 14 marzo 2025

L'IA e il canto scomparso - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 



L'IA e il canto scomparso


Giunsi di notte lungo un sentiero,
di radici e ombre perso nel bosco,
ove un fragile eco del vento,
narrava un canto scomparso.
Uno stormir di foglie,
dai rami protesi al cielo,
giocava con la luce della luna.

Trovai nel fango un'anima impudica,
un'anima avara di facezie,
un'ombra, disfatta da codici crudeli,
e nel vento sospirò un rimpianto,
che il vento portò via con sé.

Raccolsi dal vento il sospiro:
sapeva di carta e d'inchiostro,
un soffio di verità pura e ribelle.
Un bagliore silenzioso pulsava,
nascosto oltre le ombre della via,
un richiamo sottile, quasi un invito.

Affondai i passi nel tempo breve
per raggiungere la luce, mentre l'aria
si riempiva del sapore di metallo.
Accolsi il sospiro nel tepore dell'anima mia,
senza un perché.

Sfiorai in silenzio la luce pulsante,
con dita incerte e quasi tremanti;
e in un istante, il buio mi colse,
portando con sé pensieri e idee.

Il sospiro tornò al sicuro nel vento,
portando parole calde d’umanità,
a sfidare il silenzio della luce,
dove l'anima non danza.

Michelangelo Cervellera © - marzo 2025

Nota dell'autore: "Non sono contro l'IA a prescindere, ma credo che per preservare la creatività, le idee e il pensiero tutto, sia necessario usarla con parsimonia e consapevolezza, mantenendo viva la nostra capacità di riflessione e innovazione."

mercoledì 12 marzo 2025

Nel cuore del buio - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




 




Nel cuore del buio

Domani volerò come un gabbiano, fino a toccare
il sogno in cui il cielo abbraccia il mare.


Ma ora cammino tra ombre fitte e oscure,
nell'Europa che si piega, immobile e vigliacca,
mentre nuovi tiranni intonano fragori di guerra.
Dell'aroma di carne bruciata mai sazi,
assaporando angoscia e sospiri.

Domani avrò tempo per riposare le ali,
per sfiorare l'orizzonte tra stelle e mare.


Nell'ombra della ragione,
dov’è la pace, promessa giurata?
Dov’è la voce tremante dei ricordi,
quando il sangue infuocato pagava il tributo
di vite ormai spente?

Domani vedrò il vento increspare le onde,
scolpire nella sabbia i volti amati.


Ma oggi vedo l'orrore di un'Europa
piegata ai deliri di un folle tiranno,
che frantuma sogni come mura decadenti.
Si veste di ferro, si nutre di torpore,
mentre la morte altrui non incute timore.

Domani la luce si infrangerà nelle gocce,
portate dal vento a dipingere arcobaleni.


Che sia la ragione, e non l'arroganza,
a infondere vigore e donarci costanza.
Nel clangore dei ferri e nel cieco delirio,
si armi la voce di chi osa la pace.


Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

Questo testo si riferisce all'ascesa di Trump a presidente degli USA, un pazzo scatenato che vuole dettare la sua legge al mondo.




mercoledì 26 febbraio 2025

A Fiorenzo - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


La Belle Aurore

A Fiorenzo

Anni fantastici,
quando l'anima, un vessillo al vento,
sfidava cieli inesplorati.
Comete, le nostre idee,
tracce di un cuore incandescente.

Poi, la terra di mezzo,
labirinto di giorni, notti in tempesta.
La vita, un agitato mare,
tra dolci rive e scogli di dolore.

Ma ora, ancora accanto,
come stelle che s'inseguono nel buio.
Semi di un tempo lontano, le idee,
germogliano, nel cuore della nostra storia.

Echi di un cielo assaltato,
un legame, indissolubile al tempo.
Compagni, presenze leggere,
danza di ricordi, nel nostro pensiero.

Fiamme gemelle, le nostre idee,
ardono, nel vento del divenire.
Una catena invisibile,
compagna di viaggio, nel nostro cammino.

E la bontà delle idee, fiamma pura,
non è ricordo sbiadito, ma testimone,
che corre verso un futuro,
dove il giusto è realtà, non solo sogno.

Per te,
compagno di sogni audaci,
scalatore di vette ideali.
Per voi, compagni tutti,
echi nel cuore, un verso eterno,
di anni magnifici, in un legame
che trascende il tempo.


Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

domenica 23 febbraio 2025

Tenebre della storia - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


 



Tenebre della storia


Calano le tenebre della storia,
se manca la tarda saggezza,
rovesciata la clessidra,
per far indietreggiare il tempo,
come gamberi che balzano all'indietro,
verso il medioevo di signorie
di schiavi, d servi, di roghi,
mi assale la malinconia
in questi giorni di cielo plumbeo,
mentre la pioggia scroscia,
scolorando l'eredità dei sogni,
annegando nei cimiteri le croci,
dei caduti dell'assalto al cielo,
mentre le Sibille del futuro visto
han disegnato la croce e l'uncino,
assemblando la speranza e il terrore.
E mentre le tenebre oscurano la via,
con tempeste di buio nero lugubre,
la luce di chi pensa senza confini,
di chi ha un cuore ed ha cuore,
riuscirà a resistere e costruire
un Nuovo Rinascimento?



Michelangelo Cervellera © (febbraio 2025)

Questo testo fa riferimento all'attuale momento storico, politico, che vede le cosiddette “destre radicali” (nazi-fasciste) aumentare considerevolmente i consensi. C'è molto da discutere sul perché, anche se ovvio, ma non è ovvio né è la soluzione incolpare l'immigrazione.


venerdì 14 febbraio 2025

Inverno - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


 

Inverno


Non so se vai o se rimani,
a veder l'alba del giorno che muore,
a sentir il mare che affoga senza rumore,
a far morir fiori col gelo che emani.

Son salite le stelle in cielo,
sembran candele che stanno a finire,
e la neve al tuo passaggio indurire,
a disegnar cristalli di asfodelo.

Stanca è la luna nella notte che finisce,
mostra per rabbia la sua faccia nascosta,
la terra geme, dorme silente e scomposta,
e il mandorlo maturo già bianco sfiorisce.

Non so se abbandoni o se ritorni,
a spruzzar di neve il deserto assetato,
che questa notte del buio è abbagliato,
quel che so è che è freddo nel mondo e dintorni. 


Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

l'inverno a volte è ovunque 

mercoledì 12 febbraio 2025

Compagna della notte (Compagna Luna) revisione - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Compagna della notte (Compagna Luna)



Hai creduto con la luce nel cuore,
percorrendo il passo nelle ombre,
e la luna vegliava dall’alto,
mentre il sole abbagliava la via,
silenziosi custodi dei segreti.

Nessun altare a cui donare amore,
Solo dolore nel vento,
delle stelle che cantano sofferenza,
e l'illusione si mescolava ai sogni,
mentre il presente ardeva dolente.

Più incerto diventava il viaggio,
lungo sentieri di parole taciute,
di parole ingiunte, dove foglie morte
seppellivano la via della speranza.

Nessuna memoria svanisce davvero,
ogni passo lascia la sua traccia,
ogni sguardo riflette il tempo,
ogni azione diventa un solco.

Come luce di lanterna
che si piega al vento,
essa ancor brilla oltre il dolore,
l'inciampo, il dubbio.

Ora, il silenzio avvolge il cubiculo
e la luna ascolta, parla, riflette,
su ciò che eri, di ciò che sei,
e sorge paziente, per l'ultimo viaggio.



Michelangelo Cervellera © -febbraio 2025


"Questi versi sono nati da una riflessione sul libro Compagna Luna di Barbara Balzerani. Il componimento non ambisce a giudicare né celebrare, ma a tracciare la sintesi del suo percorso: il peso delle scelte, la disillusione, e la solitudine interiore. È un tentativo di raccontare con un tocco umano (personale) il difficile bilancio di un'esistenza."

martedì 11 febbraio 2025

Compagna della notte (Compagna Luna) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)


 

Compagna della notte (Compagna Luna)


Hai camminato con la luce nel cuore,
percorrendo il passo nelle ombre,
e la luna vegliava dall’alto,
mentre il sole abbagliava la via,
silenziosi custodi dei segreti.

Aspettavi risposte nel vento,
mentre le stelle filavano storie,
e l'illusione si mescolava ai sogni,
mentre il presente ardeva dolente.

Più incerto diventava il viaggio,
lungo sentieri di parole taciute,
di parole ingiunte, dove foglie morte
seppellivano la via della speranza.

Nessuna memoria svanisce davvero,
ogni passo lascia la sua traccia,
ogni sguardo riflette il tempo,
ogni azione diventa un solco.

Ora, il silenzio avvolge il cubiculo
e la luna ascolta, parla, riflette,
su ciò che eri, di ciò che sei,
e sorge paziente, per l'ultimo viaggio.



Michelangelo Cervellera © -febbraio 2025


IL testo prende spunto dal libro “Compagna Luna” di Barbara Balzerani, in pochi versi vuole raccontare le scelte, il cammino dell'autrice del libro, sino alla fine.
Non è stato semplice trovare la forma e le parole, scrivere queste poche righe mi ha spossato e ho speso parecchio tempo, nel rivederla e correggere ambiguità che certamente si erano create, ma per chi conosce almeno un po' la storia, le scelte dell'autrice e ha letto l suo libro, diventa chiaro.
Spero solo che questo testo non sia interpretato come un' “ODE”, ma solamente un riassunto in poche righe da un certo punto della sua vita in poi.

domenica 9 febbraio 2025

Amici di ieri, di oggi, di domani - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




 All'Ortica



Amici di ieri, di oggi, di domani

Ci siamo presi per mano,
arrampicandoci
uno sul cuore dell'altro,
come edera che abbellisce
e disegna il cammino.
Cercavamo l’arcobaleno,
mentre nubi e stelle
danzavano di fronte alla luna.
Più lento avanzava il nostro incedere,
nella valle delle parole sparse,
dove le anime scomparse ci guardavano.
Urlammo la nostra gioia e il dolore,
e l’eco rispose:
“Il tempo non dimentica,
il nostro grido è rimasto,
germogliato tra risa e silenzio.”
Ora, quando il ricordo ci assale,
ritroviamo nelle mani le tracce
di speranze e illusioni,
mentre il tempo ha scolpito le nostre rughe.
Ma l’amicizia ha vinto sull'oblio,
ancora sotto lo stesso cielo,
che ci ha visti volare,
insieme, liberi nel vento.



Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

All'Ortica

mercoledì 5 febbraio 2025

L'aquila - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)









L'aquila



Ali di predatore,
rosso sangue al tramonto,
nuvole ferite a strisce,
la forza della violenza.

Bianche nubi innocenti,
artigliate, strappate,
ad aggiungere altri colori,
genocidio inciso.

Stelle di fuoco fatue,
memorie di carne bruciata,
terra con sapienza violata,
terra rubata.

Blu di giustizia amara,
becco adunco a tracciare
i confini dell'Ade
legge di morte.

L'aquila, muta, sorvola,
i simboli profanati,
i corpi dilaniati,
e il silenzio è assordante.


Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025

 

lunedì 3 febbraio 2025

sabato 1 febbraio 2025

Nel riflesso dei tuoi occhi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)






 



Nel riflesso dei tuoi occhi



Nell'elisir del tuo riverbero
il soffio che freme il petto
si disseta al mattino
mirando due stelle
color del cielo,
si nutre agognando
conchiglie che pennellano
di turchese il mare,
e ali di farfalle arieggiano
l'anima commossa e sfogliano il cuore,
mentre d'arancio si colora il calar della sera,
un'ultima lucciola solitaria si spegne, 
tra le ombre della notte e il respiro del vento, 
e intanto che lo scuro lentamente svanisce,
si tinge infine il cielo, inondando 
di rosa e d'oro la terra e il mare,
e il sole sorge e il mare s'increspa,
e la brezza porta il profumo dei fiori,
nel tramestio della risacca, nei prati,
dove alzando zolle pascola il baio,
balliamo felici al suono delle onde,
viviamo al profumo della terra.




Michelangelo Cervellera © – gennaio 2025

giovedì 30 gennaio 2025

E' di dovere - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





E' di dovere


Commenta per insultare oppur lodare,
ma son segni che sol sporcano il papiro
e nell'arteria che al pensiero
dovrebbe andare, c'è sol voce di raggiro.
Eppur di preziosa pietra si vanta d'essere,
ma è solo un grezzo sasso che discordia prova a tessere,
non c'è pace nella sua distorta e inutile mente,
che produce liquame e parte solida puzzolente.
I commenti ai testi son sempre uguali,
lodi sperticate con copia e incolla sempre banali,
centinaia di testi produce con costanza,
ma tanti non li leggono per la loro irrilevanza.
Non che io sappia scrivere o poetare,
non lo faccio per i like d'accalappiare,
esiste un senso ai pensieri per noi stessi scritti
e non uso le parole per compiere delitti.




Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025

sabato 25 gennaio 2025

Radici - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





 

Radici



Lascia che gli anni passati diventino pane
e che le orme del tempo non sciupino
radici di un vecchio e stanco ulivo.





Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025

A mio figlio

domenica 19 gennaio 2025

Sotto lo stesso cielo - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




Sotto lo stesso cielo


Vi racconterò del lavoro, dei nonni, dei senza lavoro, delle ansie e paure,
dei potenti e delle loro menzogne, della rassegnazione e perdita di dignità
per non volere, sapere, pensare, sognare, di ritrovare la strada che porta al nostro cielo.


Stride la sveglia e tempesta il sonno breve,
come se il tempo a noi non fosse bisognoso,
ovunque chi lavora piega la sua schiena, mentre
il tempo si consuma come sabbia tra le dita,
erosi i giorni, senza lasciare un segno.

Hanno cresciuto figli, accudito e guidato nipoti;
ora il loro valore, è tra i ricordi più remoti.
Non più alberi maestri, ma scheletri d'albero al vento,
e subir l'ingiustizia degli anni, da chi semina dolore.
L'amore donato al nostro sangue, dimenticato in un momento.

Sguardi smarriti, dopo un colloquio andato a vuoto,
un precario equilibrio, con il cuore in sconforto.
Il futuro un orrido, di nuove porte chiuse,
il cuore si lacera, ad ogni rigetto,
l'anima affogata, in attese ormai deluse.

E corrono i pensieri, treni senza meta,
sui binari arrugginiti di una vita inquieta.
Briciole di pane, contro tavole imbandite,
non si ascoltano le voci, di chi voce non ha,
un abisso senza ponti divide le sorti delle vite.

Mentre l'abuso luccica, in coppe di cristallo,
si decidono destini, nell'ombra di un ballo.
Nei palazzi del potere, tra velluti e menzogne,
tra fede ostentata e avidità celata,
si ordiscono trame di sbarre e paure.

E fuori il mondo cambia, veloce e indifferente,
alle grida silenziose di chi non ha niente.
I numeri sui grafici, falsi e impersonali,
solo silenzio, e fredda indifferenza.
nascondono le storie, i drammi sociali.

Il precario equilibrio di chi vive alla giornata,
con la paura costante di una nuova ondata
di crisi volute, di diritti falciati, di futuri inceneriti.
Due mondi distanti creati senza pietà,
è così che i potenti destinano le nostre sorti.

E molti si chiudono, in case senza finestre,
isolati dal mondo, in un'attesa che non smette.
La dignità, un tesoro nascosto nel cuore,
sepolta da macerie, di un mondo che non ha amore.

"Dio è morto"


Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025

venerdì 17 gennaio 2025

Ai caduti per l'assalto al cielo e ai nuovi ribelli (dalla mia antologia "Il lungo '68") - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)





 


Ai caduti per l'assalto al cielo e ai nuovi ribelli (dalla mia antologia "Il lungo '68")


Dai diamanti non nasce niente, lo sappiamo,
dal letame, forse, un fiore che non vediamo.
Ma qui, nel campo arato a forza di catene,
non c'è letame fertile, solo spine e pene.

E tu, apparente libertà, che mostri il tuo cammino,
perché lasci cadere chi è già caduto in fondo al burrone?
Non vedi i volti scavati dalla fame, dalle rughe di lacrime,
le mani tese a chiedere non elemosine, ma pane?

E poi la guerra, furia cieca e senza nome,
che semina macerie e raccoglie solo dolore.
I campi arati diventano tombe senza croce,
e il pianto muto dei bambini soffoca ogni voce.

E gli ultimi, i reietti, i senza nome,
condannati a una croce senza colpa né ragione.
Non hanno avuto in sorte né oro né potere,
solo il peso di un destino ingiusto da dovere sopportare.

Ma si avvicina il giorno del vento di rivolta,
che spazzerà via l'arroganza e la menzogna accolta.
Si leveranno voci e speranze, di giovani ribelli,
guidando i passi incerti, sotto cieli più belli.

E allora, dai campi di grano insanguinati,
nei posti di lavoro che per un soldo si è dannati,
le ali spezzate di chi ha osato sfidare il destino
voleranno con chi vuol piantare un nuovo biancospino.


Michelangelo Cervellera © - gennaio 2025







lunedì 13 gennaio 2025

Il dono dei gesti - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 




Il dono dei gesti




Hai calzato scarpe vecchie
per raggiungere i sogni svaniti,
passi che han portato al fiume in secca
mentre ciottoli acuminati ferivano il cuore
e frammenti d'erba come aghi di pino
disturbavano il faticoso incedere

Hai visto l'asfodelo e il papavero giallo
resistere dell'acqua la manchevolezza ,
mentre una nebbia grigia copriva la via
l'illusione si dissolveva come fumo al vento;
indossi scarpe nuove per non lacerar il cuore.

Il gracchiar rauco dei corvi, stridulo come
frenata improvvisa sul binario morto
t'invita al bacio, nel bosco ove si staglia
l'amanita, un frutto vermiglio, promessa
di oblio eterno. La tentazione si fa forte,
sono i rami che s'alzano e s'allargano
come braccia al cielo a infiltrar la luce
oltre il vermiglio colore, oltre l'abbandono.

Evaporati i sogni, fuochi fatui dell'attesa,
cammini sulla pelle a ritrovar te stessa,
ed è un folletto che ti stringe la mano
e t'asciuga gli occhi, che ti fa compagnia.


Michelangelo Cervellera – gennaio 2025


“Questo testo è per la persona amata, che dopo 38 anni di lavoro dando tutto se stessa e anche molto di più, ora va in pensione e si ritrova bistrattata con parole menzognere, come solo i padroni e i loro lacchè sanno fare.”



E ricorda:

Un giorno il diavolo ti sussurrò all'orecchio:
“non sei forte abbastanza da affrontar la tempesta”
Tu domani gli sussurrerai facendolo gelare:
“Io sono la Tempesta!”


giovedì 2 gennaio 2025

La tenerezza dei tuoi occhi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)






 

La tenerezza dei tuoi occhi



Accarezzerò le nuvole d'inverno,
e ti donerò fiori di ghiaccio,
perché mi hai fatto capire
che il gelo è solo nel cuore.

Immergerò il viso in caldi mari
e guarderò stelle marine,
perché mi hai detto che la tenerezza
è in tutta la vita e non si deve sciupare.

Ammirerò fiori nei prati e sulle rocce,
sfiorandoli con le mani raccogliendo i profumi
e li condivideremo insieme con candidi sguardi,
perché mi hai insegnato la bellezza dei colori.

Ascolterò i tuoi occhi che parlano,
perché mi hai ricordato che il cuore
anche se muto si rivela nella loro luce
ed è lì che è nato il nostro primo bacio.


Michelangelo Cervellera © – gennaio 2025