venerdì 10 ottobre 2025

L'OBLIO DEL LAMENTO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


       

    note d'autore:

    “Urla il silenzio dei corpi spezzati, geme l’innocenza calpestata. La religione può essere luce, può             essere oppio; il dolore umano e morale resta, e reclama testimonianza. Questo testo è il suo                     lamento, perché non cada nell’oblio.”


    L'OBLIO DEL LAMENTO


    Il tuono non è il solo fragore,
    si spezza il sospiro nei corpi recisi,
    urla il silenzio, ma il cuore nessun ode,
    s'infrangono sogni da sempre attesi.

    Tu vesti l'esproprio con pietre di diritto,
    gridi difesa la cenere che lasci,
    il tempo si piega al dolore, suo ostello,
    mentre invochi la guerra, antico massacro.

    Si cercano fiori tra fumi e rovine,
    un nome che viva fra polvere e vento,
    una voce che tremi, ma non abbia fine,
    un passo che resti testimone del tempo.

    La fame, la sete, l'orrore negato,
    i soccorsi taciuti da mani lontane,
    la luna, le pietre, gli agnelli sgozzati,
    son manti per il flagello che fate.

    La luna tace, testimone del sangue,
    le pietre si spezzano, mute le leggi,
    l'agnello geme, e resta il silenzio,
    ogni credo ora benedice il dolore.

    Tu, che falci il germoglio dell'innocenza,
    e parli di ieri senz'ombra d'affanno,
    più non hai leggende di Mosè da onorare,
    e il mare lo chiudi sul loro pregare.

    Michelangelo Cervellera © - 5 ottobre 2025


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