venerdì 18 settembre 2026

A mia mamma

 




A mia mamma
18 settembre 1934 – 18 settembre 2005


Quali parole scrivere
in questo giorno del ricordo
guardando l’oleandro nel giardino,
sfiorito.

Non si vede il sole.

Solo un leggero chiarore
tra il grigio scuro delle nuvole
che promettono pioggia.

Nell’oggi di ventun anni fa
ancora splendeva.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© -18 settembre 2026-

venerdì 4 settembre 2026

Una piccola luce

 

Una piccola luce

Ho acceso una candela,
una di quelle piccole,
rotonde,
profumate.

Una tristezza profonda
ha coperto il mio cuore
al sentore della morte.

Eri ormai consunta.
La malattia ti portava lontano,
giorno dopo giorno.

Eppure, per loro,
c’eri:
almeno la tua presenza.

Ora sei andata.
E io, ateo,
ho acceso una candela
per illuminarti la strada
verso non so dove,
ma non incontro a dèi ingiusti.

Del tuo spirito
non sanno che farsene:

non hai combattuto,
ucciso,
torturato,
violentato,
sfruttato
in loro nome.

Sei stata solo donna
e mamma.
Non c’è posto per te
negli eletti.

Ho acceso una candela,
una di quelle piccole,
rotonde,
profumate.

Forse soltanto la terra
ti consumerà.
Ma questa piccola luce
serve a rischiarare
i nostri cuori
nel ricordo di te.

Michelangelo Cervellera (Giondalar)© -20 ottobre 2007

Ho ritrovato questa poesia scritta nel 2007. Da poco ci aveva lasciato la mamma di un mio amico.
Oggi la scriverei in modo diverso, ma le poesie vanno lasciate intatte, così come sono state scritte.

venerdì 28 agosto 2026

Cent'anni (Papà)

 

Cent'anni (Papà)


Avresti avuto cent'anni

se non fossi sfiorito

negli ultimi giorni

di primavera.

Tre respiri a cercar la vita

tra i tuoi semi fatti alberi,

come un torrente

che non raggiunge la foce.

T'attese Caronte

per farti attraversare,

mentre si mescolavano i nostri ricordi

della tua vita compiuta.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© - 28 agosto 2026 -

mercoledì 26 agosto 2026

Diciannove


 Diciannove


Non è la montagna da turisti,
è il fiato corto su questo sentiero,
il vento che ci spacca le labbra
e il sole che picchia sul serio.

Diciannove anni di passi e di pietra,
senza bisogno di promesse solenni ,
con le scarpe sporche di fango
e i nostri sguardi ostinati, a volte contrari.

Non serve cercare una cima facile,
ci basta perderci dentro il maltempo:
io t'amo di un amore spietato,
che sale in quota e nega il tempo.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© - 26 agosto 2026 -


Ho conosciuto la mia compagna il 26 agosto del 2007, a lei dedico queste parole.
Amiamo la montagna tutta, dove sempre passiamo le vacanze.

lunedì 1 giugno 2026

Fumo nell'aria

 


Fumo nell'aria


da tempo c'era fumo nell'aria
sapeva di nomi cancellati
e pensieri addomesticati

non pensavo che libertà
bruciasse così in fretta

sul marciapiede di casa
è caduto un bambino straniero
nessuno si è fermato o dispiaciuto
al momento neanche calpestato
è solo un segno più scuro
sul manto grigio
passeranno a lavarlo con l'acido

esco ancora alla sera nella brace che consuma


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© 1 giugno 2026

martedì 26 maggio 2026

ORIGINI

 



ORIGINI


Ancora primavera,
insorge la vita,
ma non c'è sole
dove cedono i popoli
sedotti da subdole parole,
sotto grandine di menzogna.
È il dono che ci facciamo,
benedire i sudari 
che raccolgono membra
e il sangue altrui,
che sa di pasto buono.
Là,
dove fioriscono alberi,
noi diventiamo ancora creta.



Michelangelo Cervellera (Giondalar)© 25 maggio 2026

venerdì 15 maggio 2026

Il soffio

 


A noi che cercammo l'alba dove gli altri s'acquietavano al buio e non smettemmo mai di essere vento.


Il soffio


Eravamo dolci come la linfa dei meli

prima che il fiore diventasse pesante,

eravamo il vento che scuote radici

gridando a un cielo troppo lontano.


Non furono anni, ma un coro d'amore

seminato nella coscienza del mondo,

tra i libri, il sudore e il silenzio dei pianti

per dar voce a un sogno ribelle.


Ci chiesero allora "perché lottate?"

e in quel tempo di polvere e buio

aprimmo le braccia che si fecero vela

per strappare l'azzurro alla notte.


Michelangelo Cervellera (Giondalar)© 15 maggio 2026


sabato 2 maggio 2026

CONTROVENTO





"abbiate sempre dubbi sulle promesse dei potenti, affinché ogni vita diventi il soffio che porti dignità."


Controvento


vorrei essere tarassaco

dorato alla nascita

argento al tramonto

stelle che viaggiano

nel vento contrario

per veder il cielo cambiare


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 1 maggio 2026


giovedì 30 aprile 2026

Dieta di carne e respiri

 




Dieta di carne e respiri


Si saziano del tormento dei corpi
Imbavagliare il vento

Uscite ad odorare i fiori:
quelli rossi.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 aprile 2026

mercoledì 11 marzo 2026

FRAMMENTI



Frammenti di un percorso che non accetta soprusi.
Tra la polvere dei giorni e il desiderio di una primavera senza croci,
resta la fierezza di aver scelto da che parte stare.
Perché la libertà va inseguita, sempre, finché non diventa respiro comune.


FRAMMENTI

Coltivo un fiore libero
dagli anni della gioventù,
con compagni d'amore e tempesta
che hanno donato il cuore
ai deboli, al mondo e alla polvere.

Con questi cuori io vivo
e non nasce gramigna.

Coltivo un fiore libero.
Se la luce s’ombreggia
nei sogni dei martiri,
negli occhi che non cedono
la ritrovo.

Magari fosse già primavera,
con campi senza croci,
a tenersi le mani
e respirare libertà.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 11 marzo 2026

venerdì 28 novembre 2025

Lo Scongiuro del Vespero - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




Lo Scongiuro del Vespero
Tutto hai deciso nelle mute parole.


Scolpito l'Autunno
rosseggiante e Amaro
nel Silenzio
di mute Parole.

Pendevano dalle Grotte d'Inverno.
Tempo di unirsi alle Spade che salgono
a crear Barriere di Gelo.

Inutile la Primavera per Nettare
se il Miele dall'Alveare
gettato è nel Fango.
Solo per irridere
i Ricordi.

L'Estate arriverà
nel Mar Morto.
Lì getterai la mia Ombra
all'apparire di Afrodite
T'inginocchi
al Vespero
per lo scongiuro:
non tornare.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) - © 25 novembre 2025

giovedì 30 ottobre 2025

Il respiro del giorno - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

"Non il lamento, ma il vento lieve porterà il canto, e la luna (complice) accompagna chi sfida la notte."


Il respiro del giorno

Lascia che rara rugiada
 si posi sulle tue irte spine,
 signore delle dune;
 ombra che regna
  dove il sole tace.

S’apriranno fiori trasparenti,
 fiori che osano nel deserto assetato,
 richiamando alla vita
  colori quasi dimenticati.  

E la luna, complice,
 imbelletta il volto nascosto,
  per sedurre i coyote
 ululanti alla promessa del potere,
  ignari d’essere eco
   di una piaga già spenta. 

Voleranno spine sui lamenti,
 e il vento, testimone antico,
 porterà un canto lieve,
  un canto sottile
   di chi affronta la notte
    senza temere i colori. 

Tornerà l’alba,
  ostinata e lenta,
 a scacciare il buio —
  e la sabbia conserverà il ricordo
   di chi ha sfidato la notte. 

La luna riposerà,
 velando il maquillage,
  e sorriderà...
   al nuovo respiro del giorno.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 30 ottobre 2025


mercoledì 29 ottobre 2025

Oltre i cipressi - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

"Non si smette di lottare per invecchiare, si invecchia quando si smette di lottare."
(Massima popolare sulla resistenza)


Oltre i cipressi


Strilla il cielo, e il vento punge
con il suo dolore le memorie
dell'azzurro conquistate.

Ascolta il suo canto senz'amarezza,
lascia che il loto copra la melma,
a ricolorar la strada della magia.

Con il velo dei sogni tra le mani
e il sangue dei ricordi
che non vogliono morire.

Non acquietarti al buio,
cavalca il soffio della bellezza
segui le orme di chi ha inseguito l'incanto,
proteggilo tra le mani accostate,
come fosse rondine caduta dal nido.

Sii quercia, fiume, respiro:
forte, audace, libero libero di vivere,
per allontanare i cipressi
dal campo dei desideri.

E lascia che il tuo cuore insegni al mondo
come si danza tra le ferite.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © – 30 ottobre 2025

giovedì 23 ottobre 2025

Guardando a est - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


Nota D'autore:
Riascoltando un canto lontano, ho seguito il mare fino all’orizzonte. Là, dove il reale si fa incanto, è nata questa poesia.


Guardando a Est


Dove la terra si confonde con il mare,
Fata Morgana di verità fa miraggi
tali da sembrar sfiorarsi come amanti,
e sul confine il giorno si spegne.

S'attende  Vespero a stender la sera,
e i girasoli si volgono a est,
in attesa d'alzar lo sguardo;
intanto a ponente l'illusione svanisce,
si raccolgono rumori di voci e risacca,
nell'ombra quieta.

Luci di un porto lontano velano le stelle;
traccia la luna la via sicura
tra creste e spuma,
e il naviglio s'affida a quel filo di luce.

Ti guardo mentre dormi
rischiarata dai suoi raggi,
prima che Afrodite torni a cullare
i girasoli con l'abbraccio
che scioglie il silenzio.

E io ti carezzo mentre torni dal sonno.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) © 22 ottobre 2025

venerdì 17 ottobre 2025

La bambola - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

        La bambola  


        Come foglie secche calpestate
        si sgrana il tempo
        nel fuoco delle bombe
        a ricordar ancora odori
        di roghi medioevali.

        Caligine di vite e focolari
        si stende su anime e macerie
        mentre il flagello ancor strappa
        gli ultimi respiri e
        l'ultima bambola
        che ancor stringe una mano
        che più non risponde.

        
Son nutriti, assolti, consacrati
        sul nuovo altare d’oro:
        volti spenti, scrigni inviolabili,
        leggi negate alla vita;
        coperti dai tre silenzi di Dio.


        Michelangelo Cervellera © - 17 ottobre 2025

venerdì 10 ottobre 2025

L'OBLIO DEL LAMENTO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


       

    note d'autore:

    “Urla il silenzio dei corpi spezzati, geme l’innocenza calpestata. La religione può essere luce, può             essere oppio; il dolore umano e morale resta, e reclama testimonianza. Questo testo è il suo                     lamento, perché non cada nell’oblio.”


    L'OBLIO DEL LAMENTO


    Il tuono non è il solo fragore,
    si spezza il sospiro nei corpi recisi,
    urla il silenzio, ma il cuore nessun ode,
    s'infrangono sogni da sempre attesi.

    Tu vesti l'esproprio con pietre di diritto,
    gridi difesa la cenere che lasci,
    il tempo si piega al dolore, suo ostello,
    mentre invochi la guerra, antico massacro.

    Si cercano fiori tra fumi e rovine,
    un nome che viva fra polvere e vento,
    una voce che tremi, ma non abbia fine,
    un passo che resti testimone del tempo.

    La fame, la sete, l'orrore negato,
    i soccorsi taciuti da mani lontane,
    la luna, le pietre, gli agnelli sgozzati,
    son manti per il flagello che fate.

    La luna tace, testimone del sangue,
    le pietre si spezzano, mute le leggi,
    l'agnello geme, e resta il silenzio,
    ogni credo ora benedice il dolore.

    Tu, che falci il germoglio dell'innocenza,
    e parli di ieri senz'ombra d'affanno,
    più non hai leggende di Mosè da onorare,
    e il mare lo chiudi sul loro pregare.

    Michelangelo Cervellera © - 5 ottobre 2025


Ottobre - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

    Ottobre



    Questo Ottobre che s'affaccia sulla bruma,

    porta sapore di malinconia, dolci note

    di terra umida e profumo di brace.

    Mentre un vento di storie rievoca ogni verso,

    intanto il sole s'affretta verso il sonno.


    Sui vetri riecheggia un battito di dita,

    che non è pioggia, e il tempo che si fa lento.

    E l'anima si veste di quiete e nostalgia.

    Guardo le piene vigne e i colori sulle foglie,

    un pittore ottobre, che tinge di caldi colori.


    Ottobre si mostra piano piano,

    un crescendo di suoni e odori,

    di colori e di luce che dolce svanisce,

    prima del silenzio,

    prima del riposo della Madre.


    La sera arriva presto, senza fretta,

    è tempo che la nebbia si stenda sulla sera.

    È una coperta che la terra accoglie.


    Ottobre non chiede, sussurra e s'allontana,

    lasciando solo il desiderio di ancor amare.



Michelangelo Cervellera © 8 ottobre 2025

martedì 7 ottobre 2025

Oltre il vento e la sabbia - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Tra fumo e silenzio, restano bambini.


Oltre il vento e la sabbia
 

Oltre il fumo dei camini,
che odorava di cenere e carne;
rimase solo il vento
con echi di fame e terrore.

Oltre il fuoco e la cenere,
che non danno letizia,
la tempesta della guerra
solleva sabbia e silenzio.

Lì, nel vento dimenticato,
si tengono la mano
gli innocenti;
per non cadere ancora nell’orrore.

Ho visto i bambini
volar come ombre,
grevi sospiri di paura e dolore;
le mani intrecciate come radici.

Eppur, già dal fumo,
solo il vuoto ricordo;
non basta;
non basta a farli ridere ancora.


poesia di Michelangelo Cervellera © - 7 ottobre 2025

venerdì 19 settembre 2025

GENOCIDIO - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

Questa poesia nasce dal silenzio e dall'orrore di chi subisce violenza e ingiustizia. Parla del genocidio in atto a Gaza. Vuole restare testimonianza, senza abbellimenti. 

GENOCIDIO 

Fame 
senza pane 

Sete 
senza acqua 

La vita
si spegne per mani crudeli, consapevoli. 

Ombre di bambole 
polvere, cenere. 

E io davanti al loro silenzio 
non trovo pace.




Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 19 settembre 2025

martedì 1 luglio 2025

La mia sete - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 

In un mondo in cui il rumore anestetizza, il silenzio può essere più colpevole delle parole. Questa poesia nasce da una sete che non si spegne, da un’urgenza che non chiede bellezza ma verità. È la voce di chi cammina tra le rovine e non si lascia addomesticare.

Inoltre questo testo è un esperimento per delineare un trittico, che in un programma di scrittura è riuscito, su questo blog non ci sono le funzioni adatte e quindi è tutto di seguito in verticale, mentre nel programma di scrittura ha tre colonne verticali affiancate.


La mia sete



La sete si sveglia

Non si placa.
È antica, la mia sete.
Beve rugiada all’alba
e da perse fonti sepolte.

S’infiamma,
quando i sensi desistono,
occhi che si chiudono per comodo
o labbra che tacciono
per facile
e violento asservimento.

Lame sottili di luce,
la sua risposta.


Il corpo trattiene la luce

L’anima mia,
un fiore d’acqua,
dove l’ingiustizia
tenta il passaggio.
Ma ogni onda
è preghiera d’amore,
che le brucia l’intento.

Non chiedo alle stelle
di illuminare la via.
Vorrei che il vero
non sia sepolto
sotto urla
e incenso di menzogne.

Che il buio
non venga vestito
di arrogante,
stolto silenzio.

Camminare nella crepa

Cammino nel mondo
tra rovine
vendute per civiltà,
mentre il gregge bela
echi di parole di morte,
mentre il sangue
forma fiumi
nelle crepe
della democrazia.

È la mia sete,
più forte
della sete stessa,
un dono
che resiste.

Michelangelo Cervellera © 30 giugno 2025