giovedì 14 novembre 2024

L'inizio - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 



Nota dell'autore:
Ero all'inizio di quello che diventò poi il mio lavoro di soccorritore,
ora dopo quarant'anni e circa 70.000 missioni tra volontariato e lavoro nelle ambulanze
provo a dar voce con le parole a sensazioni, emozioni, gioia, dolore, cupezza nel cuore, 
delle mie esperienze in questo “lavoro” che per me è stata solo passione.



L'inizio

Agli albori ero curioso e gioioso
di poter correre veloce urlando
con diversi toni come bambino felice,
lanciando bagliori blu sulle strade
come se andassi ad una festa,
e io, il mago, sorpresa dell'evento.

Lasciando l'anima impreparata
a riempirmi di me stesso.

Che fosse giorno oppure notte,
nelle strade a evitar luci e metallo,
che fosse caldo oppur ghiacciato,
passi veloci a entrar in dolenti case.

Bevevo dal graal per cercare un senso
in questo domino a incrociar infinite vite.

Il gioco cambiò in un giorno qualunque,
il tamburo delle danze cessò di suonare,
nella casa profumo di cibo, la tavola pronta,
suoni acuti di grida e pianti, l'urlo di Munch,
volti disperati, impotenti, l'angoscia e il terrore.

La bacchetta magica non sortì effetto,
si ruppe lo scudo incantato.

Cascò una lettera, gli incroci si spezzarono,
con calma apparente e un inferno dentro
con le mani suonammo un ritmo più veloce
del tamburo, una maschera coprì l'ovale, un
pallone si gonfiava e sgonfiava a dar aria alle
cornamuse nascoste vuote e silenti.

La festa se ne andò quel giorno e il mago
era solo al primo giorno di scuola.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) – novembre 2024 

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