I Don Chisciotte (il lungo '68)
Si trovano i Don Chisciotte,
Un coro potente di voci, un sogno.Infiammava il cuore, ora cenere.Sotto i piedi, un ricordo che brucia.
Dalle piazze illuminate da sorrisi,Alle strade fumose di petardi.Lanciati da chi i sorrisi non volevaRimandati a essicar le loro ombre.
Acre l’odor che offende l’olfatto -Un palcoscenico.Le maschere s’indossa.Brucia gli occhi l’alito pestifero.Ma con la mente scorgiamo libertà.
Mulini a vento, macchiati di rosso sangue,Testimoni muti di un sogno calpestato.Vogliono sbarrar l’onesta via.Cavalcano i Don Chisciotte, con la bilancia in mano.
Dalle porte, farine di rabbia e semi di odio,Che non sbocciano in pagnotte profumate.Di Ronzinante la coda, spazza la mescola malvagia.Noi, partecipi di un sogno,In viaggio a parlar di luce per un mondo migliore.
Diritti conquistati, ora sabbia al vento.Scivolano via tra le dita, un gemito.Il passato ci guarda e ci insegna,Ma il futuro è un campo da coltivare,E il sogno, fiamma viva, illumini il mondo.
Non siamo soli, la storia è maestra.Per chi sa capire e leggere le pene.L’idea di uguaglianza è un seme eterno.Dove ogni voce abbia valoree la bellezza possa sbocciare.
E i Don Chisciotte, poeti di sogni,A inseguir l'orizzonte e respirar l'infinito.
Michelangelo Cervellera – novembre -2024


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