mercoledì 27 novembre 2024

I Don Chisciotte (il lungo '68) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)




I Don Chisciotte (il lungo '68)



Si trovano i Don Chisciotte,
Un coro potente di voci, un sogno.
Infiammava il cuore, ora cenere.
Sotto i piedi, un ricordo che brucia.

Dalle piazze illuminate da sorrisi,
Alle strade fumose di petardi.
Lanciati da chi i sorrisi non voleva
Rimandati a essicar le loro ombre.

Acre l’odor che offende l’olfatto -
Un palcoscenico.
Le maschere s’indossa.
Brucia gli occhi l’alito pestifero.
Ma con la mente scorgiamo libertà.

Mulini a vento, macchiati di rosso sangue,
Testimoni muti di un sogno calpestato.
Vogliono sbarrar l’onesta via.
Cavalcano i Don Chisciotte, con la bilancia in mano.

Dalle porte, farine di rabbia e semi di odio,
Che non sbocciano in pagnotte profumate.
Di Ronzinante la coda, spazza la mescola malvagia.
Noi, partecipi di un sogno,
In viaggio a parlar di luce per un mondo migliore.

Diritti conquistati, ora sabbia al vento.
Scivolano via tra le dita, un gemito.
Il passato ci guarda e ci insegna,
Ma il futuro è un campo da coltivare,
E il sogno, fiamma viva, illumini il mondo.

Non siamo soli, la storia è maestra.
Per chi sa capire e leggere le pene.
L’idea di uguaglianza è un seme eterno.
Dove ogni voce abbia valore
e la bellezza possa sbocciare.

E i Don Chisciotte, poeti di sogni,
A inseguir l'orizzonte e respirar l'infinito.

Michelangelo Cervellera – novembre -2024






Nessun commento:

Posta un commento