domenica 12 luglio 2009

Fratello

Cosa rimane del guerriero, stratega dell’intelligenza,

eletto per genio e per impegno, credo di zelo e conoscenza

quando infermità prevale?

Depone lo scudo e il destriero; serra le porte all’arsenale

e cede al giogo.

Torto il corpo, irrigidito, fisso lo sguardo della resa,

vuoto e intimidito tace.

Il ring, l’arena, la sua impresa: un giaciglio di gomma come brace,

in ridotto recinto casa e tetto.

Due tubi di metallo per testate, due sbarre in legno alle fiancate,

candide lenzuola profumate e noi ai piedi del tuo letto,

passivi, e più capaci a niente, aggiorniamo il tuo intimo diario.

Adorato germano a noi diletto, vani al tuo misero calvario,

impotenti ci frustiamo il petto.

Freddo il sole s’allontana, gli ultimi giorni si trascina

di questa scarpinata umana spesa a spezzar la schiena.

Marcata la tua impronta, singolare, rimarrà nel tempo sempre uguale,

forse bizzarra, esuberante, capricciosa, ma nata di un cervello geniale.

(08/05/2009)

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::

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