sabato 4 luglio 2009

I QUATTRO ASSI

Per un lasco di tempo equivalente a una battuta da 4/4,

una nuova creatura era stata ideata in me,

nata da un tradimento di congiungimento

con un desiderato sovversivo, in possesso di un ammanco di notorietà.

Rinchiusa in una botola,

ansimando un addio,

frutto di una cospirazione cinica,

che prendeva fiato dalla tua bocca,

ho donato al corteggiamento

un compassionevole saluto d’inizio.

Con un piano di scardinamento

delle vecchie incrostazioni,

ho giocato l’asso di cuori,

immaginandomi regina senza trono,

in un quadro d’epoca.

Ti ho venduto la mia femminilità,

immaginandoti un pianista,

capace di percorrere l’infinita distanza di quella tastiera.

In un’area di sosta di una città poco educata,

l’erosione della mia staticità

si è imbattuta nel concepimento del desiderio.

Mascherata da una pellicola,

rasata ogni forma di buonismo e purezza,

indossati i panni del mio alter ego,

in un’alba misteriosa ed enigmatica,

astuta stratega della seduzione,

ho generato un perverso senso del non ritorno.

Ho rinunciato al ricamo

su di un istinto folcloristico,

continuando a farmi giocoliere,

per tagliare il filo rosso del traguardo.

La caparbietà della tradizione,

ha assunto le sembianze di un precetto.

Celibe speranza prematura,

ti ho svincolato da un patto unilaterale.

Da dietro la staccionata,

ho visto l’esproprio di questa fisionomia.

Ma questa escursione,

fuori da ogni metafora,

m’incute timore.

Me ne torno alla mia dimora medievale,

indossando l’ennesima armatura,

sopra una pelle squamosa,

continuando a limare lidi tetri,

che il sorriso non è vittima di possessività,

ma è stampato nella bocca

di quel cappellaio matto

su cui riposa la mia nudità.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

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