con stanche callose carezze
distratto saluta il figlio,
cucciolo addormentato,
che solo grande conoscerà.
Non lo è chi,
piegato dalla vita,
soccorre un se stesso
agonizzante dai debiti.
Ma mio padre canta, sempre
a dispetto di chi
lo vorrebbe schiacciato.
Ma mio padre legge, sempre
anche il fustino del dash.
Sì mio padre è UOMO LIBERO.
Marta Niero
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