Predico l’assoluta contrarietà,
tabula rasa del senso comune,
sfacelo dell’attendibile,
violento impulso di corrompere il penitenziario,
morte lenta dell’educato limite controllato.
Profeta della stravaganza,
trascrivo il mio testamento,
idioma idiota dell’ideologia.
Profezia che si autoadempie,
non aderisco alla mia vendita in sconto.
Nessun voto,
la necessità di trasgredire alla delega,
non integrata, rifiuto ogni tentativo di schedatura.
Godo nel chiudermi in un asociale cambio di respiro.
Oso l’impossibile.
L’unico lusso che mi porto appresso,
è un vizio giornaliero,
abusato e straziato,
gustando la tossica contraddittorietà,
nel desiderio nichilista di morte lenta.
Scelta di assurdità,
mi faccio le condoglianze,
annaspando nell’isolazionismo iconoclastico,
stendardo di disadattamento,
corto circuito fra omologazione e abrogazione.
Fraintendendomi,
mi rivelo, in intimità,
che per poco non muoio internamente,
e il mio scopo è illudermi
che il martirio sia solo una longeva fuga d’amore.
Apologia dell’odio,
strategia di rivolta suicida,
investo nel farmi investire,
condanno il sistema,
alla ricerca di un movente novizio.
NicoleRio
http://fatuttopartedime.splinder.com/

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