giovedì 28 maggio 2009

Piazza della loggia 29-05-1974

piazza della loggia1
piazza della loggia2
Il 28 maggio 1974 a Brescia, durante una manifestazione antifascista, scoppia una bomba, mentre il sindacalista Franco Castrezzati sta parlando dal palco.Le ultime parole "a Milano ...".Poi una fiamma e uno scoppio: la bomba è stata collocata in un cestino sotto i portici, dove la gente si è radunata, perchè fuori piove.Lo scoppio, la morte, il terrore "fermi, state fermi .. compagni e amici .. state calmi ...".C'è l'inferno quel giorno in piazza della Loggia, a Brescia in Italia nel 1974.La bomba causa 6 morti subito, che diventeranno 8 in seguito, e 94 feriti.Ma non sono solo i morti: ci sono anche i familiari delle vittime: il marito di Livia, il fratello di Luigi, che poi si costituiranno parte civile nell'associazione vittime di Piazza della Loggia.La manifestazione era stata organizzata contro il clima di intimidazioni, di aggressione, di tensione che in quei mesi si stava alimentando a Brescia.Una microconflittualità quotidiana, la chiama l'attuale sindaco Corsini. Tensione di stampo neofascista. Dopo il periodo dell'autunno caldo, dove molti imprenditori rifiutano i confronti con i sindacati preferendo scelte unilaterali, dopo gli scontri .. qualcuno nelle stanze del potere vuole una modello “forte” dello Stato.Per quel motivo la gente andava a manifestare a Brescia.Al funerale arrivano da tutta Italia 60000 persone: il servizio d'ordine è affidato al sindacato.Il presidente della Repubblica Leone e quello del Consiglio Rumor vengono fischiati.Perchè lo sanno tutti a Brescia di che stampo è quella strage.Perchè Leone e Rumor hanno accettato i voti dell'MSI per governare.
La strage di piazza della Loggia matura in un periodo particolare: non è la prima bomba del periodo:

Piazza Fontana, 12/12/1969. 12 morti.
Gioia Tauro, 12/7/1970. 6 morti.
Strage di Peteano, 31/5/1972 3 carabinieri morti.
Bomba alla questura di Milano, 17/5/1973. 4 morti.
Italicus, treno Roma Brennero, 4/8/1974. 12 morti.
Piazza della Loggia non è la prima e non sarà l'ultima.
Stragi nere, stragi fasciste, stragi politiche.

Qualcosa di strano si avverte subito, dietro la bomba: i carabinieri sono stati ritirati dalla piazza; nessuno ha controllato i cestini sotto i portici.Qualcuno ordina ai Vigili del Fuoco di pulire la piazza con gli idranti (e perdere così preziosi indizi); chi ha dato l'ordine? Il questore? E' già in atto il consueto depistaggio?Negli ospedali vengono estratti dalle vittime pezzi di bomba: anche questi spariscono. Si parla di una strana telefonata dal ministero degli Interni. Erano arrivati degli avvertimenti ai giornali di Brescia, da parte di Ordine Nero: “state attenti!”.


Ed ancora una volta non è stato nessuno.

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mercoledì 27 maggio 2009

Una bella storia ....

baseball

Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:

'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?'

Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.

Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.'

A quel punto cominciò a narrare una storia:

Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?'
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.

Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono'
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.
I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti.
All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tiro arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!'
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.

ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:

In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.

Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza, sulla solidarietà e la compassione sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.

Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone 'appropriate' o 'inappropriate' a ricevere questo messaggio.

Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.

Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il 'naturale corso delle cose' a realizzarsi.

Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità:
passiamo una calda scintilla d'amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?

Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.

Possa questo giorno essere un giorno luminoso....

Non so se questa storia sia vera, ma è bello pensare che lo sia e credo valga la pena di diffonderla.

Grazie

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Bagaglio di favole ...(Adelaide Cantafio)

bagaglio di favole

sai

viaggiano nei ricordi

le emozioni

e viaggiano con essi
le parole
portano dietro favole
vissute a notte
assaporate al sole
godute nei tramonti
avvolte anche nell’ afa
o in quell’umore mite di frescura
sotto il tepore d’un abbraccio amante
che trepidava a farmi riscaldare

Luoghi lontani
di fronte a una veduta di marina
che un tempo raggiungevo
dentro un volo

Luoghi nascosti
tutti ordinati a schiera
a un angolo del cuore

e quando
l’anima giace muta e accartocciata
e l’eco del silenzio assilla il vuoto
quando la luce ostenta i miei fantasmi
e il buio non oblia finti disegni
spento ogni suono
ogni rumore in peso al quotidiano
srotolo in rosso note
d’un ritornello dentro ripiegato
e vado in altro volo
dove azzurrare i tagli al mio dolore
lì dove riecheggia ancora
la gioia intera
che solo a te diedi
allora
da ascoltare

Adelaide Cantafio

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domenica 24 maggio 2009

ANPI - 25 Aprile 2009

locandina 25 04


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Photobucket

Avviene che

l'attrazione indicibile

improvvisa, misteriosa

si fermi tra terra e cielo

per uno scrupolo o un timore.

Vita vera perduta.

**** ****
Buona vita e Buona domenica
Tony

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giovedì 21 maggio 2009

Attacco a internet attacco alla democrazia

Attacco a internet attacco alla democrazia

Data di pubblicazione: 18.05.2009



Autore: Caputo Antonio



Il pacchetto sicurezza che il Parlamento sta per approvare consente di oscurare i siti che, come eddyburg.it, criticano il regime. Dalla “Società Pannunzio per la libertà d’informazione”







L’attacco finale alla democrazia è iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico ( http://punto-informatico.it/). Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!

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A proposito di immigrazione...

1912 Congresso degli Stati Uniti - Rapporto sugli immigrati italiani

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi al le frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”.

Per caso, ma solo per caso, vi viene in mente a qualcosa di attuale che accade nel nostro paese che possa somigliare a questo rapporto?

Michelangelo Cervellera

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A proposito di immigrazione...

1912 Congresso degli Stati Uniti - Rapporto sugli immigrati italiani

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi al le frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione ”.

Per caso, ma solo per caso, vi viene in mente a qualcosa di attuale che accade nel nostro paese che possa somigliare a questo rapporto?

Michelangelo Cervellera

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martedì 19 maggio 2009

Logos IV (ritorno ad Itaca) - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



                              Logos IV (ritorno ad Itaca)

Lancio la mente oltre il confine
cercando un vento nuovo
che danzi schiumando
nelle pallide dune
colpite dall’eterno buio
del senso perduto (o mai avuto).

 

Cascate d’indosincrasia
travolgono il lume della ragione
fertilizzando vacuità mentali
sintetizzando demenza e odio
generando l’orgasmo
nel dare dolore.

 

Ascolto il vaporoso vento
cantare con voce di sirene
ammaliando naufraghi della vita
che si credono eroi.

 

Mi chino a proteggere il fiore
sperando che un pittore sordo
dipinga il vento
che impollini la coscienza.

 

Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - 19 maggio 2009

lunedì 18 maggio 2009

Un Giudice (Fabrizio de Andrè)


Dedicato a chi propone leggi con il livore e l'odio

di chi si sente inferiore a causa della bassa statura,

senza peraltro averne nessuna compensazione.

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Parole d'amore amare - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



 

Parole d'amore amare

Mi genufletto mio malgrado,

su aguzze pietre di strade che

portano al nulla graffiandomi le carni,

non per pregare,

avrei scelto ombrosi sentieri

coperti di muschio e foglie d’autunno.


E' un carico senza gloria

che m’impedisce d’inarcare la schiena

e sollevare gli occhi al cielo

punteggiato di lacrime e sangue,

urlante dolore e disperazione,

invece che di stelle e del loro vento.


Frenesia di gretto potere,

dove le parole non generano

sospiri di dolcezza,

ma s’infrangono in leggi

di uomini meschini

o miseramente dettate

da dei o profeti.


S’infrangono

come onda sugli scogli,

dove i gabbiani

diventano avvoltoi,

per afferrar la vita

in nome e nel nome

di un macilento onore,

di empia virilità,

lasciando posto

al dolore ed al silenzio

di voci che profumavano di donna.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 18 maggio 2009


domenica 17 maggio 2009

Mio padre (Marta Niero)

papa

Non lo è chi

con stanche callose carezze

distratto saluta il figlio,

cucciolo addormentato,

che solo grande conoscerà.

Non lo è chi,

piegato dalla vita,

soccorre un se stesso

agonizzante dai debiti.

Ma mio padre canta, sempre

a dispetto di chi

lo vorrebbe schiacciato.

Ma mio padre legge, sempre

anche il fustino del dash.

Sì mio padre è UOMO LIBERO.



Marta Niero



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sabato 16 maggio 2009

Lettera ai figli


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Perchè si muore prima della sera (Adelaide Cantafio)

perche si miore prima della sera

Cullami ancora

mi sembra troppo grande questa

Notte

il buio troppo fitto e senza suoni

e cerco come un tempo la tua

Mano

che batta sulla spalla ad intervalli

per instillarmi forza alle paure

cerco la morbidezza del tuo petto

il porto sempre sacro ai miei pensieri

su cui posare il capo che ora è stanco

fingendo nel silenzio di dormire

e mentre m' asciugo il pianto

ad occhi chiusi segno la tua fronte

un arco senza piega

immune dal tempo e dalla morte illeso

il volto sereno

con il sorriso noto sulle labbra

che muovi lente come per parlare

e la tua mano tesa

ancora pronta sempre a carezzare

e a infondere di nuovo il suo tepore

ma cade il sonno

il sogno si frantuma

e ancora mi domando

come ieri

Padre...

perchè si muore prima della sera?

Adelaide Cantafio

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Le facteur (Georges Moustaki)


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giovedì 14 maggio 2009

Mio padre (Adelaide Cantafio)

Mio padre


a sera

dopo cena

mi raccontava Storia

e mi diceva

"la Guerra era finita

c'erano le Macerie

erano tante

Macerie di case

Macerie di palazzi

Macerie di Chiese

Macerie di famiglie al tavolo sedute

Macerie di Pensieri fissi su posti vuoti

sulla parete lesa

un quadro di Maria

l'intimità violata nello sguardo

e sopra un letto

ancora un Cristo appeso

già tante volte morto

messo di nuovo in Croce

figlia

non era tempo di guardare altrove

tranne quella bottega

quella vetrina fosca

di non so che velo

e dietro

alla rinfusa

riso

fagioli e fave

la pasta sfusa

il lardo

acciughe e olive nere

soppressate

giorni di fame

pagati con lezioni di latino

giorni di dopo-guerra

giorni d'attesa...

e poi la festa

una gassosa

fiaschi di vino

ognuno...appena 1/4

e un fiore rosso

in bocca

al primo Maggio"

Adelaide Catafio

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lunedì 11 maggio 2009

Poesie in musica - penne 2

IMG_0701

Questa è la torta per celebrare il 3° incontro tra amici del sito http:// www.poesieracconti.it

Durante questo incontro che si è tenuto nella magnifica Roma è stato presentato il 2° cd di poesie, intitolato Poesie in musica - Penne 2,, ideato con il contributo di tanti amici "poeti", musicato e declamato da professionisti, il tutto in modo assolutamente gratuito.

Questo cd sarà in vendita dal mese di giugno nei negozi di dischi ed i proventi andranno ai terremotati dell'Abruzzo.

Voglio ringraziare la EMMECIESSE srl per il costante impegno per riuscire a produrre questo cd,

Aldo Menti per le musiche http://www.aemmesongs.it/

La Compagnia dell'Archetto che ha dato voce alle nostre poesie

Tutti gli amici che hanno contribuito con le loro parole che fanno poesia a dar vita ad un'altro piccolo progetto per cercare di aiutare nei nostri limiti coloro che ne hanno bisogno.

Grazie a tutti,

Una piccola anteprima:

Il CD PENNE 2 ha suscitato l'interesse dell'Ambasciatore della LITUANIA che ne è venuto a conoscenza per mezzo del nostro amico e collaboratore Aldo Menti, durante una giornata sulla poesia e letteratura lituana tenutasi in veneto.
Lo stesso ha subito espresso l'intenzione di acquistare un quantitativo di copie.Inoltre sarebbe interessato anche agli stessi poeti partecipanti per un eventuale scambio di iniziative letterarie.

Michelangelo

2° cd

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sabato 9 maggio 2009

Idioma Idiota dell'Ideologia (NicoleRio)

Predico l’assoluta contrarietà,

tabula rasa del senso comune,

sfacelo dell’attendibile,

violento impulso di corrompere il penitenziario,

morte lenta dell’educato limite controllato.

Profeta della stravaganza,

trascrivo il mio testamento,

idioma idiota dell’ideologia.

Profezia che si autoadempie,

non aderisco alla mia vendita in sconto.

Nessun voto,

la necessità di trasgredire alla delega,

non integrata, rifiuto ogni tentativo di schedatura.

Godo nel chiudermi in un asociale cambio di respiro.

Oso l’impossibile.

L’unico lusso che mi porto appresso,

è un vizio giornaliero,

abusato e straziato,

gustando la tossica contraddittorietà,

nel desiderio nichilista di morte lenta.

Scelta di assurdità,

mi faccio le condoglianze,

annaspando nell’isolazionismo iconoclastico,

stendardo di disadattamento,

corto circuito fra omologazione e abrogazione.

Fraintendendomi,

mi rivelo, in intimità,

che per poco non muoio internamente,

e il mio scopo è illudermi

che il martirio sia solo una longeva fuga d’amore.

Apologia dell’odio,

strategia di rivolta suicida,

investo nel farmi investire,

condanno il sistema,

alla ricerca di un movente novizio.

NicoleRio

http://fatuttopartedime.splinder.com/

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

mercoledì 6 maggio 2009

Terremoto Abruzzo

terremoto abruzzoo

Nel sito Criticamente è pubblicata questa lettera di Laura, una studentessa di Colle di Roio, frazione dell'Aquila.
Chiuso il teatrino della comparse, si solleva il velo sulla reale realtà!
Leggetelo.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da Laura, giovane studentessa universitaria di Colle di Roio, paesino colpito dal terremoto. Il testo mette in luce il punto di vista di chi il terremoto lo ha subito e, al di là dei proclami e la propaganda del governo del tipo "tutto sotto controllo" che tutti i giornali e le televisioni si sono affrettati a divulgare senza il minimo spirito critico, sta sperimentando come funzioni in realtà la macchina degli aiuti...

Ciao a tutti. Oggi è il 20 aprile 2009. Per molti Abruzzesi lo sguardo è congelato all'alba del 6 aprile 2009. Io, fisso il mio sull'ennesimo sorriso paterno e rassicurante del nostro Presidente del Consiglio, che campeggia sul paginone centrale de Il Centro, quotidiano locale e che ancora una volta (pure quando un minimo di decenza richiederebbe moderazione), fa sfoggio di capacità ed efficienza facendo grandi promesse nella speranza che si dimentichi il prima possibile (si sa gli italiani hanno memoria moooolto corta), che fino al 5 aprile nel meraviglioso piano casa che si intendeva vararare a imperitura soluzione della crisi economica, di norme antisismiche nemmeno l'ombra.

Vi scrivo da Colle di Roio (AQ) uno dei paesini colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.

Il mio paese.

Trovo molto difficile fare ordine nel turbinio di pensieri che mi gonfiano la testa, ma ci proverò. E scrivo questa nota perchè credo che solo uno strumento quale la rete permetta di conoscere altre verità, senza mediazioni se non dell'autore.

Il nostro campo è abitato da circa trecento persone, distribuite in una quarantina di tende. Tornati da una vacanza mai iniziata, assieme a Pierluigi, abbiamo cercato di dare un contributo alle attività di gestione della tendopoli che, nel frattempo, (era passata già una settimana dall'inaspettato evento), era andata sviluppandosi.

Come sapete non sono un tecnico, nè ho una qualche esperienza di gestione logistica e di personale in situazioni di emergenza e quanto vi racconto può essere viziato da uno stato di fragilità emotiva (immagino mi si potrà perdonare). Il fatto è, che a fronte di uno sforzo impagabile profuso da molte delle persone presenti nel nostro campo, (volontari della protezione civile, della croce verde/rossa, vigili del fuoco, forze di polizia etc...), inarrestabili fino allo sfinimento, ci siamo trovati, o sarebbe meglio dire ci siamo purtroppo imbattuti, nella struttura ufficiale della Protezione Civile stessa e nel suo sistema organizzativo.

La splendida macchina degli aiuti, per quanto ho visto io, poggia le sue solide e certamente antisismiche basi, sulle spalle e sulle palle dei volontari; il resto da' l'impressione di drammatica improvvisazione. E non perchè non si sappia lavorare o non si abbiano strumenti e mezzi, ma semplicemente ed a mio parere, perchè si è follemente sottovalutato il problema fin dall'inizio.

Se vero che il terremoto non è prevedibile è altrettanto vero che tutte le scosse precedenti (circa trecento più o meno violente prima dell'inaspettato evento) dovevano rappresentare un serio monito. Perchè non è servito il fatto che due settimane prima del sisma alcuni palazzi presenti in via XX settembre a L'Aquila, poi miseramente sventrati, erano già stati transennati perchè le scosse che si erano susseguite fino a quel momento (la più alta di 4° grado, quindi poca cosa...) avevano fatto cadere parte degli intonaci e dei cornicioni...

Una persona minimamante intelligente, a capo di una struttura così grande quale la protezione civile, avrebbe dovuto schierare i propri uomini alle porte della città, come un esercito, pronto a qualsiasi evenienza. Ed invece mi trovo a dover raccontare che le prime venti tende del nostro campo se le sono dovute montare i cittadini del paese (ancora stravolti del

sisma), con l'aiuto di una manciata di instancabili volontari, che manca un coordinamento tra i singoli gruppi presenti, che la segreteria del campo (che cerchiamo di far funzionare), è rimasta attiva fino a ieri con un Pc portatile di proprietà di mia proprietà, acquistato "sia mai dovesse servire", e con quello di un volontario; che siamo stati dotati di stampante e telefono ma per la linea Adsl (in Italia ancora uno strano coso...) stiamo ancora aspettando e quello che siamo riusciti a mettere in piedi è merito dell'intelligenza di qualche giovane del posto e dei suoi strumenti tecnici; che abbiamo dovuto chiamare chi disinfettasse e portasse via mucchi di vestiti perchè arrivati sporchi e non utilizzabili; che che fino dieci giorni dal sisma avevamo un rubinetto per trecento persone, nessuna doccia, circa 20 bagni chimici e nessun tipo di riscaldamento per le tende.

Vi ricordo che in Abruzzo ed a L'Aquila in particolare la primavera fatica ad arrivare e che anche in queste notti la temperatura continua ad essere prossima prossima allo zero. Non ci si può quindi stupire che molte persone, la maggior parte delle quali anziane (e non tutte con la dentiera...), cocciutamente ed in barba alle direttive che vietano di rientrare nelle case, contiunano a fare la spola dalla tenda al bagno di casa.

Potreste obbiettare che tutto sommato e visti i risultati raggiunti nel seguire più di quarantamila sfollati questi problemi sono inevitabili e bisogna solo avere pazienza. Condivido il ragionamento.

Quello che mi lascia stupito, che la gente non sa e che gli organi di informazione si guardano bene dal dire è che tutta la macchina si basa all'atto pratico, sulla volontà ed il cuore di persone che lasciano le loro case e le loro famiglie e che non pagate, cercano di ridare un minimo di dignità e conforto a chi, a partire dalla propria intimità, ha perso tutto o quasi. La protezione civile che molti immaginano (alla Bertolaso per intenderci) non esiste nei campi, almeno non nel nostro. I volontari si alternano, perchè obbligati ad andarsene dopo circa 7 giorni.

Cosa comporta tutto questo?

Che ogni settimana si vedono facce nuove con la necessità di ricominciare a conoscersi ed imparare a coordinarsi, che il capo campo cambia anche lui con gli altri e quindi può avere esperienza o meno, che spesso, ed è il nostro caso, la gestione di alcune attività è affidata ai terremotati perchè non viene inviato personale apposito, con inevitabili problemi, invidie acrimonie e litigate tra...poveri.

Volete un esempio cristallino della disorganizzazione?

La nostra psicologa, giunta al campo per propria cocciuta volontà, è rimasta anche lei solo una settimana. Vi immaginate quale può essere l'aiuto ed il sostegno che una persona addetta può dare e quale fiducia può risquotere per permettere alle persone di aprirsi, se cambia con cadenza domenicale??? A questo si aggiungano l'inesperienza di molte persone (spesso e per fortuna sconfitta dalla volontà di far bene) e le tristi e umilianti dimostrazioni di miseria umana che ci caratterizzano e che risultano ancora più indecenti ed inaccettabili in casi di emergenza.

Qualcosa di buono però ragazzi l'ho imparato.

Ho imparato che per la richiesta di materiale devo inviare un modulo apposito e che a firmare lo stesso non deve essere il capo campo, la cui responsabilità, fortuna sua, è solo quella di gestire trecento vite, trecento anime, più tutti coloro che ci aiutano dalla sera alla mattina, ma serve il visto del Sindaco, oppure del presidente di circoscrizione oppure di un loro delegato (pubblico ufficiale). Noi dopo aver speso due giorni per individuare chi dovesse firmare questi benedetti moduli, sappiamo che dobbiamo prendere la macchina e quando serve (ovviamente più volte al giorno), raggiungerlo al comune.

Un'ultima noticina.

Due giorni fa la Protezione civile si è riunita con gli esperti, ed ha ritenuto che non vi siano motivi di preoccupazione relativamente alle dighe abruzzesi (la terra trema ogni giorno). Ora ricordandomi che analoga sicurezza era stata espressa all'alba di una scossa di quarto grado e pochi giorni prima che il nostro inaspettato evento facesse trecento morti e azzerasse l'economia e la vita di migliaia di persone...ho provveduto, poco elegantemente, ad eseguire il noto gesto scaramantico...

Però dei regali li ho ricevuti.

Sono le lacrime di molte delle persone che hanno lavorato alla tendopoli, trattenute a stento nel momento dei saluti; sono le parole e gli sguardi dei vecchi del paese, che mescolano dignità e paura, coraggio e rassegnazione, senza mai un lamento.

Un'altra cosa.

Vi prego chiunque di voi possa, prenda il treno l'aereo o la macchina e si faccia un giro per L'Aquila e d'intorni. Le tendopoli non sono tutte come quelle a Collemaggio. Scoprirete il livello di falsità che viene profuso a piene mani dagli organi di comunicazione oramai supini e del livello di indecenza del ns presidente del consiglio che prima con lacrime alla cipolla e poi con sorrisi di plastica distribuisce garanzie e futuro a chi, vivendo in tenda e saggiando sulla pelle la situazione sa, che sono tutte palle.

I morti sono serviti subito per mostrarsi umano e vicino alle famiglie, ma ora è meglio dimenticarli in fretta..Via via..nessuna responsabilità, nessun dolo. I pm sono dei malvagi.. ricostruiamo in fretta.. forza la vità e bella, vedrete, tra un mese sarete tutti a casa... Conoscete i nomi delle famiglie che doveva ospitare nelle sue ville?

Le virtù umane travalicano gli eventi, le sue miserie non hanno confini.

Se volete vi prego fortemente di inviare questa mail a quanti vi sono amici. La stampa nazionale si è guardata bene dal pubblicarla.

Un saluto a tutti.

Laura

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