la salma divaricata tra il sollazzo e la quiete,
imbevendo di cupidigia la propria calotta cranica,
s’incatenò ad un lucernario lussurioso.
Querelandosi per una vecchiaia
non consumata,
s’inginocchiò,
devolvendo le proprie bugie
all’ultimo mare in burrasca
che i suoi occhi avrebbero fotocopiato.
Processando progetti inconcludenti e inconclusi,
tentò di galleggiare nella freschezza di un solstizio.
Nell’oblio,
sazio di tradimenti e inazioni,
un sentiero seminato di rifiuti
ed errori,
s’infiammò di utilitarismo.
Calpestando l’accompagnatore
senza fisso impiego,
senza penalizzare l’orgoglio,
evitò di distanziare la Vendetta.
Macchiandosi di trucco,
stropicciando ricordi,
in un tafferuglio di vendetta,
solvente di dolori,
non riuscì a salvaguardarsi
dalle sue labbra
inzuppate nel latte.
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::
