sabato 4 luglio 2009

I QUATTRO ASSI

Per un lasco di tempo equivalente a una battuta da 4/4,

una nuova creatura era stata ideata in me,

nata da un tradimento di congiungimento

con un desiderato sovversivo, in possesso di un ammanco di notorietà.

Rinchiusa in una botola,

ansimando un addio,

frutto di una cospirazione cinica,

che prendeva fiato dalla tua bocca,

ho donato al corteggiamento

un compassionevole saluto d’inizio.

Con un piano di scardinamento

delle vecchie incrostazioni,

ho giocato l’asso di cuori,

immaginandomi regina senza trono,

in un quadro d’epoca.

Ti ho venduto la mia femminilità,

immaginandoti un pianista,

capace di percorrere l’infinita distanza di quella tastiera.

In un’area di sosta di una città poco educata,

l’erosione della mia staticità

si è imbattuta nel concepimento del desiderio.

Mascherata da una pellicola,

rasata ogni forma di buonismo e purezza,

indossati i panni del mio alter ego,

in un’alba misteriosa ed enigmatica,

astuta stratega della seduzione,

ho generato un perverso senso del non ritorno.

Ho rinunciato al ricamo

su di un istinto folcloristico,

continuando a farmi giocoliere,

per tagliare il filo rosso del traguardo.

La caparbietà della tradizione,

ha assunto le sembianze di un precetto.

Celibe speranza prematura,

ti ho svincolato da un patto unilaterale.

Da dietro la staccionata,

ho visto l’esproprio di questa fisionomia.

Ma questa escursione,

fuori da ogni metafora,

m’incute timore.

Me ne torno alla mia dimora medievale,

indossando l’ennesima armatura,

sopra una pelle squamosa,

continuando a limare lidi tetri,

che il sorriso non è vittima di possessività,

ma è stampato nella bocca

di quel cappellaio matto

su cui riposa la mia nudità.

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

lunedì 22 giugno 2009

O cara moglie (omaggio a Ivan della Mea)


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Stagione altra (l’ultimo bacio) Poesia di Adelaide Cantafio

Stagione altra (l’ultimo bacio)

è quando il sole muore alla campagna

che torno indietro a un tempo ch'era estate

di zagara pungente

di acceso di limoni

di un vallo che correva alla marina

di quella gioia e di quel batticuore

tra baci

a sera

al lume d'un lampione



e venne poi l'inverno

il suo grigiore

ognuno al chiuso al caldo e al focolare

il vento che sui vetri riportava

del mare

in pianto

gemiti e parole



e torno a udire in note quella voce

la stessa che mi disse



-aspetta Amore-



sommessa sussurrarmi e con dolcezza



-nel subentrare d'ogni Primavera

ritroverai nei fiori il mio sorriso

nel raggio della luna una carezza

ed il mio bacio segnerà l'autunno

nel tremolare lieve del lampione



Adelaide Cantafio



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giovedì 18 giugno 2009

Romantica e Famelica

Vagheggio una quiete educata,

una passerella su cui venir celebrata.

Esproprio d’egocentrismo,

a prova di bacio.

Ape regina senza fisso alveare,

eleggo, come rappresentante, il mare.

Transitoria sentinella,

ti ustioni in una girella.

Evidenzio un background inascoltato,

per un servigio di certo non mancato.

Stordita da rivoluzioni non teorizzate,

smisto vesti, oramai fossilizzate.

Priva di permesso di villeggiatura,

una millanteria in cerca di cura,

rastrello rappresaglie,

danzo su faglie.

Tumulto articolato da una tattica al plurale,

fiore del male,

opera della tua mano,

guizzo che, ora, è lontano.

Intermediaria di una fine,

postulato di un sentire comune contrario.

Crocifissa a maggio.

Risorta a giugno.

A mie spese,

pago un’attesa non frequentata.

La fiducia nell’eternità,

tradita dal presente.

Un background che avanza sul mio corpo.

Pesa sul cuore dei passanti,

passeggeri d'istinti.

Con un mutuo da estinguere,

sfuggo alla morale dell’espiare;

noleggio un imbianchino

per una stanza color arcobaleno

e una discesa nella carne rossa,

rallegrata dal mio essere ambita dalla piazza.

Bruciata da una vendetta premeditata,

che, accanto a te, si fa sbalorditivo istante di tregua.

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martedì 16 giugno 2009

Orizzonti - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



 

Orizzonti

Mi copriva come un sudario, 
un disperato senso di solitudine. 
Bagliori di sguardi, tinti da nero lucido, 
fotografico, un'ombra lunga, un sospiro nel silenzio.

Mentre come velo da sposa 
una nube adombrava il volto della luna, 
nascondendo, ancora una volta, 
il mio tranquillo mare della speranza.

E’ stato un vento
che inumidisce gli occhi,
a spingermi nell’unica oasi. 
Un naufragio verso nuova terra. 

Come stordito da quella improvvisa bellezza,
ubriaco di cielo degli occhi
riemergevo dallo Stige,
mi aggrappavo all'angelo con ali di carta.

 

Dove dipingere fantasie, all'ombra della luna, 
un sogno mi ha svegliato dal crepuscolo. 
Sfiorando l'aria del tuo respiro, imbottigliandola 
per farla invecchiare, sorseggiandola poi lentamente.


L’azzurro dei tuoi occhi
è il mio mare della tranquillità.



Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- 16 giugno 2009

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giovedì 11 giugno 2009

Polvere - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

Polvere

 

Inciderò segni di luce

come fuoco su ali corvine

abbagliando tenebre

di terre morte.


Claudicando, oppresso e curvo

cercherò pieghe di terra libera,

e lì mi nutrirò

al seno dell’incanto del vento.


Libero da maschere grottesche

di esseri mendaci,

sorriderò ai venti d’inverno,

che tagliano arsi pensieri.


Cucirò lembi di sogno a primavera,

scarterò nudi falsi re, ipocriti,

offrirò reti al mare d’estate,

per liberare uomini di poco conto.


Soffio con l’ultimo

refolo d’autunno

a innalzar foglie secche:


polvere di speranza.



Michelangelo Cervellera (Giondalar)  ©- 11 giugno 2009

giovedì 28 maggio 2009

Piazza della loggia 29-05-1974

piazza della loggia1
piazza della loggia2
Il 28 maggio 1974 a Brescia, durante una manifestazione antifascista, scoppia una bomba, mentre il sindacalista Franco Castrezzati sta parlando dal palco.Le ultime parole "a Milano ...".Poi una fiamma e uno scoppio: la bomba è stata collocata in un cestino sotto i portici, dove la gente si è radunata, perchè fuori piove.Lo scoppio, la morte, il terrore "fermi, state fermi .. compagni e amici .. state calmi ...".C'è l'inferno quel giorno in piazza della Loggia, a Brescia in Italia nel 1974.La bomba causa 6 morti subito, che diventeranno 8 in seguito, e 94 feriti.Ma non sono solo i morti: ci sono anche i familiari delle vittime: il marito di Livia, il fratello di Luigi, che poi si costituiranno parte civile nell'associazione vittime di Piazza della Loggia.La manifestazione era stata organizzata contro il clima di intimidazioni, di aggressione, di tensione che in quei mesi si stava alimentando a Brescia.Una microconflittualità quotidiana, la chiama l'attuale sindaco Corsini. Tensione di stampo neofascista. Dopo il periodo dell'autunno caldo, dove molti imprenditori rifiutano i confronti con i sindacati preferendo scelte unilaterali, dopo gli scontri .. qualcuno nelle stanze del potere vuole una modello “forte” dello Stato.Per quel motivo la gente andava a manifestare a Brescia.Al funerale arrivano da tutta Italia 60000 persone: il servizio d'ordine è affidato al sindacato.Il presidente della Repubblica Leone e quello del Consiglio Rumor vengono fischiati.Perchè lo sanno tutti a Brescia di che stampo è quella strage.Perchè Leone e Rumor hanno accettato i voti dell'MSI per governare.
La strage di piazza della Loggia matura in un periodo particolare: non è la prima bomba del periodo:

Piazza Fontana, 12/12/1969. 12 morti.
Gioia Tauro, 12/7/1970. 6 morti.
Strage di Peteano, 31/5/1972 3 carabinieri morti.
Bomba alla questura di Milano, 17/5/1973. 4 morti.
Italicus, treno Roma Brennero, 4/8/1974. 12 morti.
Piazza della Loggia non è la prima e non sarà l'ultima.
Stragi nere, stragi fasciste, stragi politiche.

Qualcosa di strano si avverte subito, dietro la bomba: i carabinieri sono stati ritirati dalla piazza; nessuno ha controllato i cestini sotto i portici.Qualcuno ordina ai Vigili del Fuoco di pulire la piazza con gli idranti (e perdere così preziosi indizi); chi ha dato l'ordine? Il questore? E' già in atto il consueto depistaggio?Negli ospedali vengono estratti dalle vittime pezzi di bomba: anche questi spariscono. Si parla di una strana telefonata dal ministero degli Interni. Erano arrivati degli avvertimenti ai giornali di Brescia, da parte di Ordine Nero: “state attenti!”.


Ed ancora una volta non è stato nessuno.

::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::