lunedì 18 maggio 2009

Un Giudice (Fabrizio de Andrè)


Dedicato a chi propone leggi con il livore e l'odio

di chi si sente inferiore a causa della bassa statura,

senza peraltro averne nessuna compensazione.

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Parole d'amore amare - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



 

Parole d'amore amare

Mi genufletto mio malgrado,

su aguzze pietre di strade che

portano al nulla graffiandomi le carni,

non per pregare,

avrei scelto ombrosi sentieri

coperti di muschio e foglie d’autunno.


E' un carico senza gloria

che m’impedisce d’inarcare la schiena

e sollevare gli occhi al cielo

punteggiato di lacrime e sangue,

urlante dolore e disperazione,

invece che di stelle e del loro vento.


Frenesia di gretto potere,

dove le parole non generano

sospiri di dolcezza,

ma s’infrangono in leggi

di uomini meschini

o miseramente dettate

da dei o profeti.


S’infrangono

come onda sugli scogli,

dove i gabbiani

diventano avvoltoi,

per afferrar la vita

in nome e nel nome

di un macilento onore,

di empia virilità,

lasciando posto

al dolore ed al silenzio

di voci che profumavano di donna.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 18 maggio 2009


domenica 17 maggio 2009

Mio padre (Marta Niero)

papa

Non lo è chi

con stanche callose carezze

distratto saluta il figlio,

cucciolo addormentato,

che solo grande conoscerà.

Non lo è chi,

piegato dalla vita,

soccorre un se stesso

agonizzante dai debiti.

Ma mio padre canta, sempre

a dispetto di chi

lo vorrebbe schiacciato.

Ma mio padre legge, sempre

anche il fustino del dash.

Sì mio padre è UOMO LIBERO.



Marta Niero



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sabato 16 maggio 2009

Lettera ai figli


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Perchè si muore prima della sera (Adelaide Cantafio)

perche si miore prima della sera

Cullami ancora

mi sembra troppo grande questa

Notte

il buio troppo fitto e senza suoni

e cerco come un tempo la tua

Mano

che batta sulla spalla ad intervalli

per instillarmi forza alle paure

cerco la morbidezza del tuo petto

il porto sempre sacro ai miei pensieri

su cui posare il capo che ora è stanco

fingendo nel silenzio di dormire

e mentre m' asciugo il pianto

ad occhi chiusi segno la tua fronte

un arco senza piega

immune dal tempo e dalla morte illeso

il volto sereno

con il sorriso noto sulle labbra

che muovi lente come per parlare

e la tua mano tesa

ancora pronta sempre a carezzare

e a infondere di nuovo il suo tepore

ma cade il sonno

il sogno si frantuma

e ancora mi domando

come ieri

Padre...

perchè si muore prima della sera?

Adelaide Cantafio

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Le facteur (Georges Moustaki)


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giovedì 14 maggio 2009

Mio padre (Adelaide Cantafio)

Mio padre


a sera

dopo cena

mi raccontava Storia

e mi diceva

"la Guerra era finita

c'erano le Macerie

erano tante

Macerie di case

Macerie di palazzi

Macerie di Chiese

Macerie di famiglie al tavolo sedute

Macerie di Pensieri fissi su posti vuoti

sulla parete lesa

un quadro di Maria

l'intimità violata nello sguardo

e sopra un letto

ancora un Cristo appeso

già tante volte morto

messo di nuovo in Croce

figlia

non era tempo di guardare altrove

tranne quella bottega

quella vetrina fosca

di non so che velo

e dietro

alla rinfusa

riso

fagioli e fave

la pasta sfusa

il lardo

acciughe e olive nere

soppressate

giorni di fame

pagati con lezioni di latino

giorni di dopo-guerra

giorni d'attesa...

e poi la festa

una gassosa

fiaschi di vino

ognuno...appena 1/4

e un fiore rosso

in bocca

al primo Maggio"

Adelaide Catafio

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