Logos (il canto del respiro)Arriva a volte silenzioso,all’improvvisoti scompiglia l’animaal correr di foglieche sembran volerti avvolgere,alzando veli di sabbia birichinaa coprir la luce.Sbuffano sul cuore,nuvole di polvere di nevea raggelare mementi di gioia,arabeschi fragili scintillanonella dimora dell’amore.Spira sul volto,abbassandoti gli occhi,credendo di domarti,mentre rilasciresina profumata a coprir rughedel tempo e del dolore.Si agita, imperversa e dilagaportando tempesta,per lacerarti come albero secco eportarti via come cespuglio del deserto.S’infuria urlando quandotendi la mano stringendola forte,per scoprire rilasciandolagocce di rugiada.Ora ti puoi fermaread ascoltare il vento.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- giugno 2012

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