L'orto
Dove tu m’aspettaviil ruscello ancor disseta l’ortoe il fringuello disegna le sue zollelesto raspando in fra i solchi irrigui.
Fiducioso aspetta, come tu facevi,e non sospende la sua lunga attesa.E tu m’aspettavi,ma io, a torto, ero altrove.
È sempre lì la cinta di collinedi quando mi baciavi all’alba,e anche se difesa dalla messetemevi che qualcuno ti vedessee tremando, col far del giorno scappavi.Eppure nessuno passava,né certo guardavaquel solivago schivo col bastone biancoche fischiava ai merli.Tuttor rivivo il peso dell’addiodi quando, come l’elce diramava l’ombra,solo mi lasciavi,segno che il sole risaliva a Dio.È rimasto com’era il paesaggio,ma nessuno di te ricorda nulla,sol’io e la mia mente scialbache non volle comprendere il messaggiodi quella tenera e magica fanciullache germogliava e appassiva all’alba.
(Agosto 2010) (purtroppo non ricordo chi l'ha scritta del nostro gruppo)

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