mercoledì 8 settembre 2010

D'esistere - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)

 


D'esistere

Scrivo ancora,
fiumi di parole
su nuda solitudine.
Ripiombi.

Svegliandoti
dal sogno del vagito
primordiale,
andando oltre.

Sino
alla prima stella,
sino al pulviscolo più antico,
sino
al vuoto sconosciuto,
che vuoi sia tuo.

Ti riempi di assenza,
per non vivere, per non essere,
per non essere mai esistita,
invochi la bella signora
per tornare nel nulla.

Tu
mio amore,
vuoi farci camminare
nel
deserto
senza speranze,
sui sentieri dell'orrore.

Sino a perdere l'intima innocenza,
per cercare un'urna piena di niente,
per non stringere neanche un ricordo.

Novelli Prometeo,
a cui elargisci
un supplizio senza fine.

gridare nel vuoto senza suoni,
figlia, mamma, amore
e non sentir echi.

Perso,
mi lancio dal vuoto nel vuoto.


Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©– 2010 ©

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