Nel relativismo degli speculari vetri,
prisma di una pace colorata,
ossigenati dall’essenza fugace di un battito di nozioni,
balbetta la circolazione di idee
e il tempo scorre al contrario.
Incrociati come un susseguirsi di gocce di sangue,
calcolate da un innaffiatoio,
fanno trionfare l’ottica
che si proietta nell’infinito canto dell’etere
e il colloquio con l’iride,
in un ecumenico amoreggiamento con l’eclettismo,
che si sgancia di colpo la cintura
si fa subito disordine mistico,
ragione ascetica di trionfo
dell’anima versatile.
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

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