Appollaiata su un divano damascato,
incrocio le gambe a “U”,
interseco la tangente delle tue imprese discordanti,
una muraglia lentigginosa e muschiata.
Strofino la mia lingua,
nell’atmosfera,
pregna di tabacco.
L’attaccapanni, in disuso, si riveste.
E’ rimasto inchiodato,
nel mio smalto scolorito.
Ci vuole ben altro per sedurmi!
E’ sempre troppo poco conveniente
traslocare dagli abiti dell'Asceta
sempre troppo scortese
vestirsi da Uomo Comune,
rincorrendo la nudità
con le regole
del cattivo gusto.
Contro la corrente di un fiume convalidato,
lucidi la lampada dell’occultismo e della spiritualità,
bersaglio del materialismo,
impastando le mani nella carne cocente.
L’arte di venire a galla,
primaria forma di conoscenza.
Invasata, di fronte ad un voto di scambio,
detesto la doppiezza del tuo volto:
un giorno asceta,
il giorno dopo puttana.
Cultura d’informazione,
ansia di diventare capacità,
non solo espositiva,
ma intelligenza manifesta,
senza perplessità.
Ascolta bene:
l’amore universale
è fremere
di desiderio
e, osservando
la stessa vibrazione
in altri occhi,
scorgere
gli istinti
farsi schiuma
contro
gli
scogli.
NicoleRIO
http://fatuttopartedime.splinder.com

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