Natale a Gaza
Con il sacco colmo di sogni e di neve,
scese a Gaza, dove lo sterminio infuria.
Attese i bimbi, i loro occhi lucenti, ma
trovò macerie e il silenzio una rotta arteria.
Le vie, un tempo affollate da risate e giochi,
ora sono solchi tracciati da bombe e morte.
Altalene spezzate, come arti mutilati,
e carrelli abbandonati, senza più sorte.
Un'ombra si avvicina, un sussurro leggero:
"Babbo Natale, perché sei così triste?”
Un bambino fantasma, con gli occhi di vetro,
gli mostra penoso, la città delle cripte.
"Eravamo felici, prima che la guerra arrivasse,
su queste altalene, a guardar i noviluni.”
"ora siamo solo polvere, che il vento disperde."
e i nostri sogni sono sepolti in fosse comuni.”
Babbo Natale, stringe a sé il fantasma,
"Non vi dimenticherò," sussurra, "mai,"
riporterò gli stessi doni che han fatto questo,
ai potenti della morte gaudenti, ai guerrafondai.
Non toccheranno i cuori puri, i sogni innocenti,
né chi lotta per la pace, contro le violenze.
li regalerò agli Erode della Terra
a chi li ha usati per spegner le coscienze.
Sarà Natale tutti i giorni, in tutto il mondo,
per gli Erode e i loro fanatici schiavi.
Michelangelo Cervellera ©- novembre 2024