lunedì 2 dicembre 2024

Naufragio della speranza (che fare?)

 

Naufragio della speranza (che fare?)



Il vuoto mi avvolge, un manto di nebbia,
copro gli occhi lucidi con mani tremanti.
Un'ombra oscura danza nel mio cuore,
lacerando ferite, vecchie cicatrici in oblio.
Il nulla mi inghiotte, un abisso profondo,
dove il silenzio regna, sovrano e assordante.

Il massiccio portale di legno, incrostato
di antiche sculture, si richiuse con un
boato sordo che tuonò nelle mie orecchie.
Le pesanti catene di ferro, avvolsero la
portafranca, sigillando il mio destino.

Il silenzio come martello forte e spietato,
picchiò sull'incudine tra l'anima e il cuore,
non ci furono scintille, solo muto clangore,
ombre si allungavano, compagne di tristezza,
danzando velate nella notte ad oscurar la luna.

Stride Il ponte levatoio un cupo lamento metallico,
la terra scivola dolce nell'acqua, a diventar fango,
ho visto un vecchio senza volto arrancare stanco,
a cercar l'appiglio nel deserto vetrificato, spezzato.

Cammino solo e incerto, un passo, un'orma,
cancella il vento, l'ultimo refolo di speranza.
Specchi di legno abbagliati dal freddo sole,
nessuna luce, per non riflettere il presente.



I figli possono essere crudeli a volte, molto crudeli
Michelangelo Cervellera ©- novembre 2024 - revisione di un testo scritto molto tempo fa, ma da qualche giorno tornato attuale

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