domenica 11 dicembre 2011

Infinito -di Ugo Mastrogiovanni






D’azzurro il ciel terra spruzzava

e profumato spirto tutto spargeva;


firmamenti e terra quasi fondeva

e anima e membra dissolveva

per un momento,

per un istante solamente:


attimo, tempuscolo,

baleno tanto infinito che ne fui colpito

straordinariamente,

così come non mai


e invano pregai si replicasse

quel sovrumano chiaror

di altra vita.

Ugo Mastrogiovanni

::::::: ::::::: Postato da © ugomastro ::::::: :::::::

venerdì 9 dicembre 2011

L'individuo blasé (NicoleRIO)

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E’ il circolo dell’abitudine,

pernicioso stato viziato dell’essere.

Servitù maniacale dell’insicurezza,

contraddittorio dubbio,

addolcisce la prosopopea della certezza.


Dipendenza allo stato brado.

E’ il silenzio che trama alle spalle,

la fuga dal vistoso noto,

inutile gesto automatico.


Contraffatto senso dell’Amore,

vincolo comunitario, ormai loffio.

Alienazione della creatività.


E’ l’impellente bisogno di chiaro di luna,

ardenti parole disperse nel fuoco,

coscienza matura del risucchio d’energia.

Empatia negata,

intelligenza non retributiva.

Lacuna d’intimità.


E’ l’inchiesta alla fluidità dell’inconscio,

l’intelletto approda in un simulacro.

Razionalismo individualista,

tesse la ragnatela del travaglio,

vuoto esistenziale.

Confisca dell’identità.


E’ il vento che scompensa l’istanza di testamento,

oscilla il vecchio dondolo di famiglia,

l’attesa nega il tempo.

Paradigmi di disorganizzazione spirituale,

metodo sperimentale d’estraniazione.

Spersonificazione dell’individuo.


E’ l’eccesso di stimoli nervosi,

inversione di stile.

Timore della nuova semina,

spiraglio dell’orgogliosa vecchia stagione,

in un campo mal arato.


Abbaglio di verità.




NicoleRIO

http://fatuttopartedime.splinder.com

::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::

Format me










E' mancato un battito,

tentennamento di lacrime,

pensieri evaporati

neppure pioggia acida,

in byte cancellati.

Michelangelo Cervellera (Giondalar)  -  dicembre 2011

mercoledì 7 dicembre 2011

Periplum poesia di Augusto Villa

Volteggio celesti spazi
e la demenza attorno danza
sul tappeto dei
non ti scordar di me.




Augusto Villa


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Ghiaccio bollente poesia di Laura C

Non ci sei

nel quadrante del mio orologio

e nemmeno nell’odore del pane

o di queste nuvole confuse


Non sei approdato stanotte

al mio porto di gabbiani

né guardi con entusiasmo

le mie piume fuori dal cuscino


Piegare

spiegare

cogliere

raccogliere

non c’è confine

né amara solerzia al poi

all’innocente sconosciuto

al vibrante tensore


Ho spostato le tende appena

per rendermi conto

ogni tanto lo faccio

e prendo il primo relitto

disponibile

e salpo dalla luna bianca

dai suoi crateri ai tuoi

dalla sua cangiante spira

alla tua inevitabile congruenza


Mi basta cogliere un paio dei tuoi fiori

respirare due sillabe

una pausa tra le tue stelle

per accorgermi che sono nel mezzo

di un buio riconoscibile

di un’avaria estatica e terribile


Getterò un’ancora

quando l’isola della mia pace sarà a portata di petto

senza alcuna speranza di salpare

sostando irrequieta

tra le onde dei miei sogni

tra i lampi del mio buio

e lastre di ghiaccio

bollente



Laura C.

http://www.myspace.com/dreamsfairy68

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venerdì 4 novembre 2011

Logos-risorgimento ottocentesco del capitale - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



                                Logos-risorgimento ottocentesco del capitale

Ue…….Ue….
sembra il vagito d’infante,
eppur nella sua storia,
d’innocenza non c’è ombra.

Nata per porgere rami d’ulivi,
vive per saccheggiare terre,
grassa di macilenti schiavi
esige la miseria della fame e delle idee.

Hellas,
non basterà il cavallo,
ora
ti spezzeran le reni.

Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - novembre 2011

mercoledì 2 novembre 2011

Autunno - foglie - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)



                              


                              Autunno - foglie

Sebben lasci la vita
doni ancora il colore
ambrato del sole,
come piuma
discendi leggera
spogliando del d’oro
vestito colui che ti ha nutrito
ti adagi ballerina nel vento
in acque chete
in boschi ombrosi
in città sporche
la Madre ti cullerà ancora
e rimanderai il suo canto
a chi ti raccoglierà
a chi ti calpesterà
mentre attendo sbirciando
dal vetro
di ghiaccio appannato
una giovane gemma


Rinascerai a primavera

Michelangelo Cervellera ( Giondalar)  © - 2 novembre 2011