Dedicato a chi propone leggi con il livore e l'odio
di chi si sente inferiore a causa della bassa statura,
senza peraltro averne nessuna compensazione.

Dedicato a chi propone leggi con il livore e l'odio
di chi si sente inferiore a causa della bassa statura,
senza peraltro averne nessuna compensazione.
Parole d'amore amare
Mi genufletto mio malgrado,
su aguzze pietre di strade che
portano al nulla graffiandomi le carni,
non per pregare,
avrei scelto ombrosi sentieri
coperti di muschio e foglie d’autunno.
E' un carico senza gloria
che m’impedisce d’inarcare la schiena
e sollevare gli occhi al cielo
punteggiato di lacrime e sangue,
urlante dolore e disperazione,
invece che di stelle e del loro vento.
Frenesia di gretto potere,
dove le parole non generano
sospiri di dolcezza,
ma s’infrangono in leggi
di uomini meschini
o miseramente dettate
da dei o profeti.
S’infrangono
come onda sugli scogli,
dove i gabbiani
diventano avvoltoi,
per afferrar la vita
in nome e nel nome
di un macilento onore,
di empia virilità,
lasciando posto
al dolore ed al silenzio
di voci che profumavano di donna.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 18 maggio 2009
Cullami ancora
mi sembra troppo grande questa
Notte
il buio troppo fitto e senza suoni
e cerco come un tempo la tua
Mano
che batta sulla spalla ad intervalli
per instillarmi forza alle paure
cerco la morbidezza del tuo petto
il porto sempre sacro ai miei pensieri
su cui posare il capo che ora è stanco
fingendo nel silenzio di dormire
e mentre m' asciugo il pianto
ad occhi chiusi segno la tua fronte
un arco senza piega
immune dal tempo e dalla morte illeso
il volto sereno
con il sorriso noto sulle labbra
che muovi lente come per parlare
e la tua mano tesa
ancora pronta sempre a carezzare
e a infondere di nuovo il suo tepore
ma cade il sonno
il sogno si frantuma
e ancora mi domando
come ieri
Padre...
perchè si muore prima della sera?
Adelaide Cantafio
a sera
dopo cena
mi raccontava Storia
e mi diceva
"la Guerra era finita
c'erano le Macerie
erano tante
Macerie di case
Macerie di palazzi
Macerie di Chiese
Macerie di famiglie al tavolo sedute
Macerie di Pensieri fissi su posti vuoti
sulla parete lesa
un quadro di Maria
l'intimità violata nello sguardo
e sopra un letto
ancora un Cristo appeso
già tante volte morto
messo di nuovo in Croce
figlia
non era tempo di guardare altrove
tranne quella bottega
quella vetrina fosca
di non so che velo
e dietro
alla rinfusa
riso
fagioli e fave
la pasta sfusa
il lardo
acciughe e olive nere
soppressate
giorni di fame
pagati con lezioni di latino
giorni di dopo-guerra
giorni d'attesa...
e poi la festa
una gassosa
fiaschi di vino
ognuno...appena 1/4
e un fiore rosso
in bocca
al primo Maggio"
Adelaide Catafio