PREDA
Non c’è luceche fendala polvere oscura.
Eseguo la danzanella cacofaniadi voci
sprezzanti
tracotanti
feroci
minacciose
Si risveglia il desideriod’esser cacciatore.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - marzo 2012

PREDA
Non c’è luceche fendala polvere oscura.
Eseguo la danzanella cacofaniadi voci
sprezzanti
tracotanti
feroci
minacciose
Si risveglia il desideriod’esser cacciatore.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - marzo 2012
D’azzurro il ciel terra spruzzava
e profumato spirto tutto spargeva;
firmamenti e terra quasi fondeva
e anima e membra dissolveva
per un momento,
per un istante solamente:
attimo, tempuscolo,
baleno tanto infinito che ne fui colpito
straordinariamente,
così come non mai
e invano pregai si replicasse
quel sovrumano chiaror
di altra vita.
Ugo Mastrogiovanni
E’ il circolo dell’abitudine,
pernicioso stato viziato dell’essere.
Servitù maniacale dell’insicurezza,
contraddittorio dubbio,
addolcisce la prosopopea della certezza.
Dipendenza allo stato brado.
E’ il silenzio che trama alle spalle,
la fuga dal vistoso noto,
inutile gesto automatico.
Contraffatto senso dell’Amore,
vincolo comunitario, ormai loffio.
Alienazione della creatività.
E’ l’impellente bisogno di chiaro di luna,
ardenti parole disperse nel fuoco,
coscienza matura del risucchio d’energia.
Empatia negata,
intelligenza non retributiva.
Lacuna d’intimità.
E’ l’inchiesta alla fluidità dell’inconscio,
l’intelletto approda in un simulacro.
Razionalismo individualista,
tesse la ragnatela del travaglio,
vuoto esistenziale.
Confisca dell’identità.
E’ il vento che scompensa l’istanza di testamento,
oscilla il vecchio dondolo di famiglia,
l’attesa nega il tempo.
Paradigmi di disorganizzazione spirituale,
metodo sperimentale d’estraniazione.
Spersonificazione dell’individuo.
E’ l’eccesso di stimoli nervosi,
inversione di stile.
Timore della nuova semina,
spiraglio dell’orgogliosa vecchia stagione,
in un campo mal arato.
Abbaglio di verità.
NicoleRIO
http://fatuttopartedime.splinder.com
E' mancato un battito,
tentennamento di lacrime,
pensieri evaporati
neppure pioggia acida,
in byte cancellati.
Volteggio celesti spazi
e la demenza attorno danza
sul tappeto dei
non ti scordar di me.
Augusto Villa
Non ci sei
nel quadrante del mio orologio
e nemmeno nell’odore del pane
o di queste nuvole confuse
Non sei approdato stanotte
al mio porto di gabbiani
né guardi con entusiasmo
le mie piume fuori dal cuscino
Piegare
spiegare
cogliere
raccogliere
non c’è confine
né amara solerzia al poi
all’innocente sconosciuto
al vibrante tensore
Ho spostato le tende appena
per rendermi conto
ogni tanto lo faccio
e prendo il primo relitto
disponibile
e salpo dalla luna bianca
dai suoi crateri ai tuoi
dalla sua cangiante spira
alla tua inevitabile congruenza
Mi basta cogliere un paio dei tuoi fiori
respirare due sillabe
una pausa tra le tue stelle
per accorgermi che sono nel mezzo
di un buio riconoscibile
di un’avaria estatica e terribile
Getterò un’ancora
quando l’isola della mia pace sarà a portata di petto
senza alcuna speranza di salpare
sostando irrequieta
tra le onde dei miei sogni
tra i lampi del mio buio
e lastre di ghiaccio
bollente
Laura C.
http://www.myspace.com/dreamsfairy68
Logos-risorgimento ottocentesco del capitale
Ue…….Ue….sembra il vagito d’infante,eppur nella sua storia,d’innocenza non c’è ombra.
Nata per porgere rami d’ulivi,vive per saccheggiare terre,grassa di macilenti schiaviesige la miseria della fame e delle idee.
Hellas,non basterà il cavallo,orati spezzeran le reni.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) © - novembre 2011