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CHI SONO
- Michelangelo Cervellera (Giondalar)
- Milano, Milano, Italy
- Ecco una parola io sono: una parola che significa a volte nulla a volte un infinito. (Kahlil Gibran)

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Credits
lunedì 22 giugno 2009
Stagione altra (l’ultimo bacio) Poesia di Adelaide Cantafio
che torno indietro a un tempo ch'era estate
di zagara pungente
di acceso di limoni
di un vallo che correva alla marina
di quella gioia e di quel batticuore
tra baci
a sera
al lume d'un lampione
e venne poi l'inverno
il suo grigiore
ognuno al chiuso al caldo e al focolare
il vento che sui vetri riportava
del mare
in pianto
gemiti e parole
e torno a udire in note quella voce
la stessa che mi disse
-aspetta Amore-
sommessa sussurrarmi e con dolcezza
-nel subentrare d'ogni Primavera
ritroverai nei fiori il mio sorriso
nel raggio della luna una carezza
ed il mio bacio segnerà l'autunno
nel tremolare lieve del lampione
Adelaide Cantafio
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giovedì 18 giugno 2009
Romantica e Famelica
Vagheggio una quiete educata,
una passerella su cui venir celebrata.
Esproprio d’egocentrismo,
a prova di bacio.
Ape regina senza fisso alveare,
eleggo, come rappresentante, il mare.
Transitoria sentinella,
ti ustioni in una girella.
Evidenzio un background inascoltato,
per un servigio di certo non mancato.
Stordita da rivoluzioni non teorizzate,
smisto vesti, oramai fossilizzate.
Priva di permesso di villeggiatura,
una millanteria in cerca di cura,
rastrello rappresaglie,
danzo su faglie.
Tumulto articolato da una tattica al plurale,
fiore del male,
opera della tua mano,
guizzo che, ora, è lontano.
Intermediaria di una fine,
postulato di un sentire comune contrario.
Crocifissa a maggio.
Risorta a giugno.
A mie spese,
pago un’attesa non frequentata.
La fiducia nell’eternità,
tradita dal presente.
Un background che avanza sul mio corpo.
Pesa sul cuore dei passanti,
passeggeri d'istinti.
Con un mutuo da estinguere,
sfuggo alla morale dell’espiare;
noleggio un imbianchino
per una stanza color arcobaleno
e una discesa nella carne rossa,
rallegrata dal mio essere ambita dalla piazza.
Bruciata da una vendetta premeditata,
che, accanto a te, si fa sbalorditivo istante di tregua.
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::
una passerella su cui venir celebrata.
Esproprio d’egocentrismo,
a prova di bacio.
Ape regina senza fisso alveare,
eleggo, come rappresentante, il mare.
Transitoria sentinella,
ti ustioni in una girella.
Evidenzio un background inascoltato,
per un servigio di certo non mancato.
Stordita da rivoluzioni non teorizzate,
smisto vesti, oramai fossilizzate.
Priva di permesso di villeggiatura,
una millanteria in cerca di cura,
rastrello rappresaglie,
danzo su faglie.
Tumulto articolato da una tattica al plurale,
fiore del male,
opera della tua mano,
guizzo che, ora, è lontano.
Intermediaria di una fine,
postulato di un sentire comune contrario.
Crocifissa a maggio.
Risorta a giugno.
A mie spese,
pago un’attesa non frequentata.
La fiducia nell’eternità,
tradita dal presente.
Un background che avanza sul mio corpo.
Pesa sul cuore dei passanti,
passeggeri d'istinti.
Con un mutuo da estinguere,
sfuggo alla morale dell’espiare;
noleggio un imbianchino
per una stanza color arcobaleno
e una discesa nella carne rossa,
rallegrata dal mio essere ambita dalla piazza.
Bruciata da una vendetta premeditata,
che, accanto a te, si fa sbalorditivo istante di tregua.
::::::: ::::::: Postato da © NicoleRIO ::::::: :::::::
martedì 16 giugno 2009
Orizzonti - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)
Orizzonti
Mi copriva come un sudario,un disperato senso di solitudine.Bagliori di sguardi, tinti da nero lucido,fotografico, un'ombra lunga, un sospiro nel silenzio.
Mentre come velo da sposa
una nube adombrava il volto della luna,
nascondendo, ancora una volta,
il mio tranquillo mare della speranza.
E’ stato un vento
che inumidisce gli occhi,
a spingermi nell’unica oasi.
Un naufragio verso nuova terra.
Come stordito da quella improvvisa bellezza,ubriaco di cielo degli occhiriemergevo dallo Stige,mi aggrappavo all'angelo con ali di carta.
Dove dipingere fantasie, all'ombra della luna,un sogno mi ha svegliato dal crepuscolo.Sfiorando l'aria del tuo respiro, imbottigliandolaper farla invecchiare, sorseggiandola poi lentamente.
L’azzurro dei tuoi occhiè il mio mare della tranquillità.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 16 giugno 2009
::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::
giovedì 11 giugno 2009
Polvere - di Michelangelo Cervellera (Giondalar)
Polvere
Inciderò segni di luce
come fuoco su ali corvine
abbagliando tenebre
di terre morte.
Claudicando, oppresso e curvo
cercherò pieghe di terra libera,
e lì mi nutrirò
al seno dell’incanto del vento.
Libero da maschere grottesche
di esseri mendaci,
sorriderò ai venti d’inverno,
che tagliano arsi pensieri.
Cucirò lembi di sogno a primavera,
scarterò nudi falsi re, ipocriti,
offrirò reti al mare d’estate,
per liberare uomini di poco conto.
Soffio con l’ultimo
refolo d’autunno
a innalzar foglie secche:
polvere di speranza.
Michelangelo Cervellera (Giondalar) ©- 11 giugno 2009
giovedì 28 maggio 2009
Piazza della loggia 29-05-1974
Il 28 maggio 1974 a Brescia, durante una manifestazione antifascista, scoppia una bomba, mentre il sindacalista Franco Castrezzati sta parlando dal palco.Le ultime parole "a Milano ...".Poi una fiamma e uno scoppio: la bomba è stata collocata in un cestino sotto i portici, dove la gente si è radunata, perchè fuori piove.Lo scoppio, la morte, il terrore "fermi, state fermi .. compagni e amici .. state calmi ...".C'è l'inferno quel giorno in piazza della Loggia, a Brescia in Italia nel 1974.La bomba causa 6 morti subito, che diventeranno 8 in seguito, e 94 feriti.Ma non sono solo i morti: ci sono anche i familiari delle vittime: il marito di Livia, il fratello di Luigi, che poi si costituiranno parte civile nell'associazione vittime di Piazza della Loggia.La manifestazione era stata organizzata contro il clima di intimidazioni, di aggressione, di tensione che in quei mesi si stava alimentando a Brescia.Una microconflittualità quotidiana, la chiama l'attuale sindaco Corsini. Tensione di stampo neofascista. Dopo il periodo dell'autunno caldo, dove molti imprenditori rifiutano i confronti con i sindacati preferendo scelte unilaterali, dopo gli scontri .. qualcuno nelle stanze del potere vuole una modello “forte” dello Stato.Per quel motivo la gente andava a manifestare a Brescia.Al funerale arrivano da tutta Italia 60000 persone: il servizio d'ordine è affidato al sindacato.Il presidente della Repubblica Leone e quello del Consiglio Rumor vengono fischiati.Perchè lo sanno tutti a Brescia di che stampo è quella strage.Perchè Leone e Rumor hanno accettato i voti dell'MSI per governare.
La strage di piazza della Loggia matura in un periodo particolare: non è la prima bomba del periodo:
Piazza Fontana, 12/12/1969. 12 morti.
Gioia Tauro, 12/7/1970. 6 morti.
Strage di Peteano, 31/5/1972 3 carabinieri morti.
Bomba alla questura di Milano, 17/5/1973. 4 morti.
Italicus, treno Roma Brennero, 4/8/1974. 12 morti.
Piazza della Loggia non è la prima e non sarà l'ultima.
Stragi nere, stragi fasciste, stragi politiche.
Qualcosa di strano si avverte subito, dietro la bomba: i carabinieri sono stati ritirati dalla piazza; nessuno ha controllato i cestini sotto i portici.Qualcuno ordina ai Vigili del Fuoco di pulire la piazza con gli idranti (e perdere così preziosi indizi); chi ha dato l'ordine? Il questore? E' già in atto il consueto depistaggio?Negli ospedali vengono estratti dalle vittime pezzi di bomba: anche questi spariscono. Si parla di una strana telefonata dal ministero degli Interni. Erano arrivati degli avvertimenti ai giornali di Brescia, da parte di Ordine Nero: “state attenti!”.
Ed ancora una volta non è stato nessuno.
::::::: ::::::: Postato da © liosafar ::::::: :::::::
mercoledì 27 maggio 2009
Una bella storia ....
'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?'
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay, handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino.'
A quel punto cominciò a narrare una storia:
Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.
Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?'
Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning.
Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono'
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team.
Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.
I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.
Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti.
All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita?
Incredibilmente lo lasciarono battere.
Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.
In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tiro arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.
Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.
Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono:' Corri fino alla seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.
Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla..
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay, vai così! Ora corri!'
Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.
Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel punto tutti gridarono:' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità'.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:
In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.
Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza, sulla solidarietà e la compassione sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.
Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone 'appropriate' o 'inappropriate' a ricevere questo messaggio.
Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.
Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il 'naturale corso delle cose' a realizzarsi.
Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità:
passiamo una calda scintilla d'amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?
Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.
Possa questo giorno essere un giorno luminoso....
Non so se questa storia sia vera, ma è bello pensare che lo sia e credo valga la pena di diffonderla.
Grazie
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