Nel cuore del buio
Domani volerò come un gabbiano, fino a toccare
il sogno in cui il cielo abbraccia il mare.
Ma ora cammino tra ombre fitte e oscure,
nell'Europa che si piega, immobile e vigliacca,
mentre nuovi tiranni intonano fragori di guerra.
Dell'aroma di carne bruciata mai sazi,
assaporando angoscia e sospiri.
Domani avrò tempo per riposare le ali,
per sfiorare l'orizzonte tra stelle e mare.
Nell'ombra della ragione,
dov’è la pace, promessa giurata?
Dov’è la voce tremante dei ricordi,
quando il sangue infuocato pagava il tributo
di vite ormai spente?
Domani vedrò il vento increspare le onde,
scolpire nella sabbia i volti amati.
Ma oggi vedo l'orrore di un'Europa
piegata ai deliri di un folle tiranno,
che frantuma sogni come mura decadenti.
Si veste di ferro, si nutre di torpore,
mentre la morte altrui non incute timore.
Domani la luce si infrangerà nelle gocce,
portate dal vento a dipingere arcobaleni.
Che sia la ragione, e non l'arroganza,
a infondere vigore e donarci costanza.
Nel clangore dei ferri e nel cieco delirio,
si armi la voce di chi osa la pace.
Michelangelo Cervellera © - febbraio 2025
Questo testo si riferisce all'ascesa di Trump a presidente degli USA, un pazzo scatenato che vuole dettare la sua legge al mondo.





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